Marco Mazzieri: «E’ ancora difficile dire chi vincerà il Premier 12»

L’ex Ct della nazionale italiana in una lunga intervista parla del successo dell’evento che si sta concludendo a Tokyo, della sua esperienza di coach commissioner con la WBSC e di Piazza

Marco Mazzieri (al centro) con Andrea D'Auria e Giovanni Pantaleoni a Tokyo

TOKYO – Il Super Round del Premier 12 in svolgimento al Tokyo Dome è arrivato alle battute conclusive. Tra venerdì e sabato verranno giocate le ultime quattro partite, che serviranno a delineare la classifica per le Finals di domenica. 

«Difficile dire chi vincerà – sottolinea l’ex Ct azzurro Marco Mazzieri – In una partita secca può succedere di tutto. Venerdì si gioca Messico-Corea, una gara fondamentale per le due squadre, però non è detto che il Giappone batta la Corea. E’ ancora tutto aperto: è difficile indovinare le finaliste. Qualsiasi squadra arriverà in finale però può vincere il trofeo».

Kondoh e Quiroz impegnati in un’azione difensiva in Giappone-Messico (Ezio Ratti/WBSC)

LIVELLO ALTISSIMO. «Il livello è altissimo – prosegue Marco Mazzieri, che ha seguito anche il girone di Seoul – in questi ultimi giorni si è assistito a tutte partite strette, ben giocate, con grandi lanciatori e in difesa difficilmente si vede un errore. Non è un caso che si siano qualificate per il Super Round sei delle prime sette al mondo. Lo devono alla loro programmazione».

Il torneo si sta svolgendo come prevedeva? «Direi di sì. La vittoria dell’Australia non mi sorprende. L’ho vista anche in Corea e per la verità è una squadra che, pur non avendo grossi nomi, ha giocato ogni lancio alla morte come si deve fare in questi tornei.  E anche il Messico sta proseguendo il suo percorso. Sta investendo molto sul baseball, ha vinto il Mondiale Under 23. E’ molto forte e gli mancano quindici giocatori che non sono stati concessi dall’altra lega messicana che erano già nel gruppo dei 28».

ORGANIZZAZIONE AL TOP. Mazzieri giudica anche il Premier 12 nel suo complesso: «E’ impressionante vedere il livello di organizzazione e di professionalità che c’è. Quando vedi cose di questo genere ti fa capire quanro siamo indietro in Italia in questo. In Giappone, come negli Usa è business e loro lavorano in funzione di questo, ma si potrebbero fare cose diverse, migliori anche a casa nostra».

CLASSIC E PREMIER 12. Nessuno come Marco Mazzieri, skipper dell’Italia per  10 anni, dai Mondiali 2007 fino al suo terzo Classic da manager, quello del 2017, può fare un paragone tra il Premier 12 organizzato dalla Wbsc e il World Classic: «Una cosa dispiace a tutti e in particolare ai manager delle squadre, il fatto che la Major league baseball non abbia concesso i giocatori che fanno parte del “40 man roster” per questo torneo. E questo non tanto per paura di infortuni o altro, ma per sminuire il valore di questo evento. Corea e Giappone potendo schierare i giocatori di Massima Lega sono ovviamente avvantaggiati. Il manager del Canada Ernie Whitt, che conosco ormai da dieci anni, mi diceva che sarebbe bello se tutti potessero schierare la migliore formazione e io spero che in qualche modo si arrivi ad un accordo tra la Wbsc e la Mlb per far sì che in questi tornei giochino i migliori giocatori».

«C’è però qualcosa di strano – riflette Mazzieri – Gli Stati Uniti non concedono  i giocatori di MLB però poi hanno giocatori di Major che sono diventati free agent o quelli che sono usciti dai quaranta due settimane prima del torneo. Sono manovre che non comprendo. Clayton Richard è partente da 11 anni, Erik Katz nel 2018 era titolare dei Brewers e quest’anno ha giocato in Major. Il baseball mondiale sta andando verso una direzione di alta professionalità e MLB sarebbe l’ora si rendesse conto di questo».

Il Tokyo Dome con 32.000 spettatori (Ezio Ratti/WBSC)

VERSO UN BASEBALL GLOBALE. Marco Mazzieri durante il torneo sta lavorando in questi giorni per presentare un progetto al congresso della WBSC in programma il 20 e 21 novembre a Osaka, nella sua veste di coordinatore della Coach Commission.

«Da gennaio 2019 – spiega Mazzieri – il presidente Riccardo Fraccari mi ha chiesto di guidare questa commissione tecnica di sette persone  che deve creare una struttura che proceda a fare una certificazione di livelli per gli allenatori di tutto il mondo. Il progetto è enorme, il mondo è grande. Il progetto sarà work in progress per un po’ di tempo. Abbiamo iniziato lo scorso mese certificando 21 allenatori da 17 nazioni per quattro continenti per  i livelli 1 e Grassroots, il livello base per insegnanti che si dedicheranno all’apprendimento del gioco. Nella mia commissione ci sono istruttori che faranno certificazioni ai coach delle federazioni.  I nostri tecnici certificati possono svolgere attività a nome di  Wbsc. Una volta che hai il titolo di tecnico certificato all’interno del tuo paese  puoi anche insegnare ad altri allenatori per far crescere il gioco.».

«Noi tutti – aggiunge il tecnico grossetano – ci siamo innamorati della MLB, ma in realtà al di là di MLB ci sono 65 milioni di giocatori con circa 150 milioni di spettatori che vengono richiamati negli stadi di tutto il mondo. L’obiettivo è di far parte di questa comunità enorme a livello globale ed è chiaro che migliori coach vogliono dire migliori giocatori e più atleti che giocano e arrivano ad alti livelli».

LA SCELTA DI PIAZZA. Inevitabile chiedere a Marco Mazzieri una battuta su Mike Piazza allenatore dell’Italia. Mazzieri lo ha voluto nel suo staff e lo conosce bene. «La scelta credo sia dettata soprattutto dal Classic del 2021 avendo la possibilità con la figura di Piazza di richiamare giocatori importanti».  «Difficilmente vedo Mike – aggiunge –  che vada in giro per i campi a fare scouting o faccia dei try out. La sua personalità, il suo carisma saranno molto importanti. I risultati sul campo si vedranno più in avanti, visto che nel 2020 non ci saranno tornei».

La situazione nel Super Round del Premier 12

La classifica:  Giappone e Messico 750 (3-1); Corea 667 (2-1); Taipei 333 (1-2); Usa e Australia 250 (1-3).

Le ultime quattro gare. Venerdì: alle 12 Taipei-Usa (lanciatori partenti Wu Sheng-Feng e Parker Dunshee), alle 19  Messico-Corea (partenti Manuel Barreda e Park Jonghun). Sabato: alle 12 Australia-Taipei, alle 19 Giappone-Corea. 

Maurizio Caldarelli
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Giornalista del quotidiano "Il Tirreno" di Grosseto, collabora anche con la Gazzetta dello Sport.