Mai più outsiders: il sogno olimpico della Spagna

Uno sguardo ravvicinato sulle Furie Rosse, a poche ore dall’inizio della serie Spagna-Italia

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Jorge Balboa
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Sulla scena europea il baseball spagnolo vive un’esistenza dai due volti. Se da tempo i risultati dei club lasciano alquanto a desiderare, la selección è in costante crescita e in ogni torneo continentale si ritrova a lottare per le prime posizioni. Dopo il secondo posto nell’Europeo di tre anni fa, la nazionale iberica punta adesso a un doppio obiettivo: salire sul podio più alto fra due settimane a Solingen e qualificarsi per le Olimpiadi di Tokyo del 2020. Un torneo, quello olimpico, che il baseball spagnolo ha assaggiato solo nel 1992 ai Giochi di Barcellona del ’92, in quanto paese ospitante. Allora si giocò nello stadio di Viladecans e sull’ormai scomparso diamante dell’Hospitalet (venne demolito pochi anni dopo i Giochi per far posto a uno stadio di calcio). Per la serie che Spagna e Italia si apprestano a giocare il campo di gioco sarà quello di Sant Boi, altra cittadina, assieme a Viladecans, di quella Catalogna che fino a un paio di decenni fa era la dominatrice assoluta del baseball spagnolo.

La scelta del campo non è casuale. Oltre a celebrare i 75 anni della fondazione della Real Federación Española de Béisbol y Sófbol,  si è colta l’occasione dell’amichevole con l’Italia per battezzare il campo di Sant Boi con il nome di Antonio Hervás, giocatore della nazionale iberica deceduto nel 2014.

La federazione spagnola ha affidato la nazionale alle mani sapienti di Luis Beltrán Sojo, coordinatore tecnico delle serie minori degli Yankees, con un grande passato in Major League, dove ha giocato da interno ben 848 partite in 13 anni con Blue Jays, Angels, Mariners, Yankees e Pirates, vincendo cinque volte le World Series con i Blue Jays (1993) e gli Yankees (1996, 1998, 1999, 2000), tanto da essere soprannominato nel suo paese d’origine El Señor de Los Anillos. Sojo è stato anche manager della nazionale venezuelana in tre edizioni del World Baseball Classics (2006, 2009, 2013). Nel dugout lo affiancherà un gruppo di tecnici affiatati che lavorano insieme dal Classic del 2013: Néstor Pérez (bench coach) Renny Duarte (pitching coach), Manny Olivera (bullpen coach) e i due coach Candelario Díaz e Félix Cano, quest’ultimo forse il miglior giocatore spagnolo di tutti i tempi.

Il roster è composto quasi tutto da giocatori dal doppio passaporto, di cui ben otto (Báez, Andrés Pérez, Miliani, Noguera, Ricardo Hernández, Ustariz, Leo Rodríguez, Angulo) militano nella nostra Serie A1. L’eccezione completamente autoctona è rappresentata da Jorge Balboa, perla del vivaio spagnolo, unico giocatore iberico ad aver giocato fra i professionisti giapponesi (nel 2014 lanciò per i Kochi Fighting Dogs nella Shikoku-Kyūshū Island League).

SPAGNA – ROSTER

Pitchers
Jorge Balboa (Viladecans), José Cruz (South Boston), Fernando Báez, Andrés Pérez (S. Marino), Eduardo Miliani (Castenaso), Lowuin Sacramento (Astros Valencia), Rhiner Cruz (Gigantes del Cibao), Leslie Nacar, Francisco González (Tenerife Marlins), Elián Leyva (Sultanes de Monterrey), Antonio Noguera (Fortitudo Bologna), Ricardo Hernández (Nettuno Baseball City)

Catchers
Blake Ochoa (Astros Valencia), Omar Hernández (Kansas City), Víctor Velázquez (Tenerife Marlins)

Interni
Jesús Ustariz (Nettuno Baseball City), Richard Montiel (Tenerife Marlins), Daniel Sánchez (Solingen Alligators), Leo Rodríguez, Óscar Angulo (Nettuno Baseball City), Edison Valerio (Astros Valencia), Javier Monzón (Viladecans)

Esterni
Yancarlo Franco, Lesther Galván (Tenerife Marlins), Daniel Martínez (Sant Boi), Engel Beltré (Tigres de Licey)

Luigi Giuliani
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Un vita spezzata in tre: venticinque anni a Roma (lanciatore e ricevitore in serie C), venticinque anni in Spagna (con il Sant Andreu, il Barcelona e il Sabadell, squadra di cui è stato anche tecnico, e come docente di Letteratura Comparata presso le università Autónoma de Barcelona e Extremadura), per approdare poi in terra umbra (come professore associato di Letteratura Spagnola presso l'Università di Perugia). Due grandi passioni: il baseball e la letteratura (se avesse scelto il calcio e l'odontoiatria adesso sarebbe ricco, ma è molto meglio così...).