La MLB scalda i motori, al via gli spring-training

Con le prime amichevoli di stanotte partono le tradizionali gare di preparazione che porteranno alla definizione dei roster ufficiali 2019. Vi raccontiamo la storia della Grapefruit League in Florida e della Cactus League in Arizona

Jonathan Willey (Arizona Diamondbacks) - Magazine Trivago
Tempo di spring-training in Arizona e Florida
© Jonathan Willey (Arizona Diamondbacks) - Magazine Trivago

Con il mercato ancora molto caldo, e a meno di un mese dall’inizio del nuovo campionato, la MLB inizia a scaldare i motori con l’avvio stanotte degli spring-training in attesa poi, precisamente dal 20 marzo, della prima serie (da 2 gare) della American League 2019 tra Seattle Mariners e Oakland Athletics al Tokyo Dome. Playball ufficiale del campionato il 28 marzo.

La tradizione degli allenamenti primaverili ha origini molto lontane. Le radici affondano addirittura tra il 1890 ed il 1910 in Arkansas, luogo di nascita degli spring-training. L’idea di portare i roster ad allenarsi in luoghi caldi e asciutti per prepararli alla stagione alle porte arriva da Albert Spalding e Adrian “Cap” Anson, rispettivamente presidente e giocatore/manager dei Chicago White Stocking, gli attuali Chicago Cubs. Nel 1886 sperimentarono questo tipo di allenamento e i successi ottenuti nella stagione successiva spinsero altre franchigie a convincersi che l’intuizione fosse corretta. Negli anni successivi si unirono altre squadre e così prese il via anche la tradizione delle amichevoli precampionato. Tra il 1894 ed il 1912 vennero costruiti stadi per ospitare proprio questi eventi. I primi furono il Whittington Field/Ban Johnson Park (1894), il Majestic Park (1909) e il Fogel Field (1912), tutti in Arkansas e demoliti da un pezzo.

Uno degli episodi più famosi nella storia degli spring-training è legato al giorno di San Patrizio del 1918 quando, un giovane lanciatore di successo fu schierato in prima base per emergenza. La partita era tra Boston Red Sox e Pittsburgh Pirates e il giovane si chiamava Babe Ruth. Quella partita ha cambiato il corso della storia di questo sport, visto che “The Bambino” colpì 2 fuoricampo, di cui il secondo – a quasi 175 metri – andò fuori dallo stadio, attraverso la strada e cadde nello stagno di alligatori del vicino “Arkansas Alligator Farm and Petting Zoo”. Ebbe così inizio la carriera da “slugger” di uno delle icone di questo sport.

Sui primi anni degli spring-training e sui giocatori divenuti poi Hall of Famer (Ty Cobb, Cy Young, Cap Anson, Babe Ruth, Honus Wagner solo per citane alcuni) venne prodotto anche un bellissimo documentario nel 2015 dal titolo “The First Boys of Spring” con la voce narrante dell’attore Billy Bob Thornton, nativo dell’area, e prodotto dal regista Larry Foley.

Nel corso degli anni i St. Louis Cardinals si spostarono a Tulsa in Oklahoma, mentre i New York Yankees scelsero prima New Orleans e poi Phoenix in Arizona. A seguire, i Cubs a Los Angeles ed i Royals e i St. Louis Brown a San Diego, con questi ultimi che per primi approdarono in Florida, a West Palm Beach. I Pirates tentarono Honolulu, alle Hawaii, seguiti da diverse squadre all’inizio degli anni ’40.

Attualmente gli spring-training sono divisi in Grapefruit League in Florida e Cactus League in Arizona. Furono i Detroit Tigers la prima franchigia a stabilire l’Arizona come sede di allenamenti primaverili nel 1929 in quel del Riverside Park a Phoenix, mentre la prima franchigia di quelle oggi esistenti a trasferirsi in Florida furono i Philadelphia Phillies che trascorsero due settimane a Jacksonville nel 1889.

La Grapefruit League ha ufficialmente origine nel 1913 quando i Chicago Cubs si spostano a Tampa e i Cleveland Indians a Pensacola. L’anno successivo altre due squadre arrivarono in Florida ed ebbe inizio la vera “G-League” che da allora venne sempre disputata, ad eccezione di un paio d’anni durante la Seconda Guerra Mondiale quando ci furono restrizioni di viaggio che impedirono l’addestramento delle squadre a sud dei fiumi Potomac e Ohio. La Florida ospitò più della metà dei team di allenamenti primaverili nel 2009. Dal 2010, le squadre della Major League durante l’allenamento primaverile sono state equamente divise tra Arizona e Florida. Ad oggi la Grapefuit League comprende Atlanta Braves, Baltimore Orioles, Boston Red Sox, Detroit Tigers, Houston Astros, Miami Marlins, Minnesota Twins, New York Mets, New York Yankees, Philadelphia Phillies, Pittsburgh Pirates, St. Louis Cardinals, Tampa Bay Rays, Toronto Blue Jays e Washington Nationals.

Secondo quanto riporta l’autobiografia di Bill Veeck, ex-proprietario dei Cleveland Indians, l’elusione del razzismo fu tra le cause fondanti della creazione della Cactus League. Nel 1947, Veeck era il proprietario di una squadra della American Association, i Milwaukee Brewers (che nulla a che fare con la franchigia che oggi gioca in MLB se non nel nome), che si allenava a Ocala, in Florida. Veeck si sedette inavvertitamente nella sezione di stadio dedicata ai neri e, secondo il libro, le forze dell’ordine locali gli intimarono di spostarsi. A seguito dell’evento Veek ebbe un alterco con il sindaco di Ocala arrivando a minacciare di portare la sua squadra altrove per gli spring-training. Nel 1945 vendette i Brewers per acquistare l’anno successivo i Cleveland Indians. I “Tribe” allora si allenavano a Tucson e lui propose ai New York Giants di provare insieme Phoenix dando vita alla Cactus League. Per la cronaca, nel 1947 Veeck acquistò per Cleveland l’esterno centro Larry Doby, il secondo afro-americano a giocare a MLB, il primo per la American League.

A differenza di quanto accade in Florida dove ogni franchigia ha un proprio stadio, in Arizona soltanto Chicago Cubs, Los Angeles Angels, Milwaukee Brewers, San Francisco Giants ed Oakland Athletics hanno uno stadio di proprietà, mentre gli altri (Arizona Diamondbacks, Chicago White Sox, Cincinnati Reds, Cleveland Indians, Colorado Rockies, Kansas City Royals, Los Angeles Dodgers, San Diego Padres, Seattle Mariners e Texas Rangers) condividono con altri le strutture di allenamento.

Andrea Tolla
Informazioni su Andrea Tolla 451 Articoli
Nato a Roma nel 1971, Andrea è padre di 3 figli, Valerio, Christian e Giulia. Collabora con il quotidiano Il Romanista dove si occupa, tra le altre cose di baseball e football americano. Appassionato di sport in genere collabora anche con il mensile Tutto Bici e con il quotidiano statunitense in lingua italiana America Oggi. Ex-addetto stampa della Roma Baseball, cura una rubrica di baseball all'interno di una trasmissione sportiva di un'emiitente radiofonica romana.

Commenta per primo

Lascia un commento