Abbiamo semplicemente perso un anno

Dovevamo provare i due campionati a due velocità. Basta con l'alibi delle "leggi" – che poi non sono leggi ma sentenze – dell'Unione Europea

La "crisi" del Nettuno City – vero o presunta che sia – ha risvegliato l'attenzione verso il malato baseball. Con gente attorno al suo letto che spera veramente nella guarigione, e chi cerca solo di mettersi il lista per l'eredità.

Già, dopo due sole settimane di campionato, si intravvede la realtà di un torneo a otto squadre che molto probabilmente ha già due cenerentole, con qualcuno che non si sa fin dove reggerà.

Le ricette per curare la malattia, in generale e a chiacchiere, sono sul tavolo. Giocare di più come prima cosa, perché così a Tokio 2020 – e nemmeno, eventualmente, a Parigi 2024 – non ci si va. Nemmeno con tutti i possibili giocatori con bisnonni e trisnonni italiani in giro per il mondo che si dovesse riuscire a trovare, e bisogna sempre "riuscire a trovarli", in regola con le norme previste.

Ruggero Bagialemani, in "visto da…" , e Luigi Giuliani qui hanno detto la loro. Io dico la mia.

Non ho cambiato idea. Quest'anno si dovevano fare, sotto l'egida FIBS, due campionati. L'IBL delle "sorelle" (quattro, cinque, sei, quelle che sarebbero state) e una serie A corrispondente ai desideri dell'attuale, nuova (che poi a questo punto nuova è fino a un certo punto), federazione. Poi, come nel 1958, dopo si sarebbero tirate le somme. Così si sta – anzi, si è – semplicemente perdendo un anno. Con la forbice, delle idee, che fra gli uni e gli altri intanto si sta allargando.

Per giocare di più: allargare. Bello! Ma fin che non c'è, alla base, unità di intenti il rischio è quello di vedere una serie infinita di partite da manifesta inferiorità. Fra le varie possibilità di cui ho sentito parlare c'è la possibilità di giocare due partite nella stessa giornata, ma facendo scegliere a chi: a chi è in casa o in trasferta? Sono due quadri completamente all'opposto. Logico, in termini di equità ,sarebbe a discrezione della formazione che gioca davanti al proprio pubblico, proprio per tenere un occhio all'incasso. Ma il rischio è che a risparmiare, in termini economici, siano appunto le "grandi", rendendo ancora più evidente il divario fra vertice e resto della truppa, sempre possibili sorprese a parte.

Tre partite? Le reggerebbero solo le solite? Le "grandi". Quante? Quattro, cinque? Forse il prossimo anno potrebbero essere meno, se a qualcuno sparisce lo sponsor. Occorre reinserire limitazioni sulle formazioni in campo, riservando spazi agli "italiani-italiani" e eleggibili per la nazionale.

Sarebbe un'assurdità lasciare la bandiera del campionato "italiano" alla Repubblica di San Marino, ed è questo il punto da cui partire, presto, subito: domani! In un onesto confronto alla pari. All'orizzonte, in caso contrario, c'è solo il fallimento. Per tutti. Per l'attuale serie A, ma anche per la nazionale, in prospettiva tanto Olimpiadi di Tokio come di Parigi. E finiamola, soprattutto, con la storia che non si può andar contro alle "norme" dell'Unione Europea. Ci sono sentenze, non norme. E a una delle due prossime Olimpiadi (se il baseball ci sarà anche a Parigi), dobbiamo volerci essere, non solo per questioni di contributi CONI.

Informazioni su Mino Prati 844 Articoli
Mino Prati, giornalista dal 1979, ha scritto di baseball per 'Il Giornale Nuovo', la 'Gazzetta di Bologna', 'Stadio', 'Tuttobaseball' e 'Baseball International' e 'Agenzia ANSA' e 'Il Resto del Carlino', oltre ad essere stato il curatore del sito BaseballNow. É stato anche direttore responsabile, a livello bolognese, di diverse testate tra cui 'Fuoricampo', 'Baseball Time' e 'Baseball Oggi', nonchè addetto stampa della Fortitudo Bologna. Ha lavorato per l'Ufficio Stampa F.I.B.S. Ha pubblicato l'Almanacco del Baseball, per la Nuova Sagip, nel 1980. Oltre che giornalista, vanta un'esperienza anche dall'altra parte "della barricata": ex-tecnico, dirigente di società, a livello di categorie minori praticamente da sempre (dal 1972) a Minerbio (in provincia di Bologna dove è stato uno dei fondatori della società), e come Direttore Tecnico nelle Calze Verdi Casalecchio (Serie A2-1991) prima e nella Fortitudo Bologna (Serie A1-1992/93) poi. Più volte eletto negli organismi locali della Federbaseball a livello provinciale e regionale. E' stato il Responsabile Editoriale di Baseball.It nel 2002.

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