Andrea Marcon: "La mia ricetta per baseball e softball"

42 anni, friulano, è candidato alla Presidenza federale e in questa intervista esclusiva a Baseball.it racconta le strategie per il cambiamento: "Crediamo di avere delle idee diverse e confidiamo molto che risultino vincenti nei fatti"

Andrea Marcon, 42 anni, nato a Montreal ma residente a Castions di Strada, in provincia di Udine. E' tra i soci fondatori dell'Associazione di Promozione Sociale Enjoy it! che si occupa di organizzazione eventi e manifestazioni in ambito sportivo e culturale. Nel 1990 è diventato classificatore e nel 1992 ha ottenuto il ruolo di tecnico che gli ha permesso di vincere il titolo nazionale categoria Ragazze. Ha frequentato il corso arbitri ed è stato nominato Internazionale ISF. Ha arbitrato 3 Campionati del Mondo (Under 16, Juniores e Seniores), 2 Campionati Europei Maschili e diverse Coppe Europee dirigendo a casa base le finali in quattro distinte manifestazioni oltre a finali di Campionato e Coppa Italia. Nel 2009 ha arbitrato la World Cup ad Oklahoma City. E' stato componente della Commissione Tecnica Softball e Istruttore Nazionale oltre che Vice Presidente del CNA nel biennio 2011-2012. Dal novembre 2011 è Direttore degli Arbitri della Federazione Europea di Softball. E' stato a capo dei Comitati Organizzatori del Campionato Europeo Under 21 di Baseball 2006, delle Qualificazioni Olimpiche per la zona Europa-Africa 2007, della Coppa Campioni di Softball Maschile 2009, 2010 e 2013, dei Campionati Europei Seniores di Softball 2011 e della Coppa delle Coppe di Softball 2014.

Marcon, nel mondo del baseball ci è praticamente nato ed i primi tiri li ha effettuati in Canada quando aveva solo 5 anni. Oggi dopo lunghe e qualificate esperienze ha deciso di candidarsi alla Presidenza federale per creare, lo ha ribadito, un'alternativa credibile all'attuale gruppo. Perché questa scelta?

Io sono cresciuto sempre nella convinzione che è inutile perdere tempo in chiacchiere e critiche se non si prova a fare qualcosa per cambiare le cose. Il mondo del Baseball e del Softball lo conosco piuttosto bene e credo di aver maturato le giuste idee e competenze per dare uno slancio ad un movimento che vive un momento di stallo. Candidarmi alla Presidenza mi è sembrato quasi un fatto consequenziale anche perché è il miglior posto da dove lavorare a questi cambiamenti.

Lei auspica una Federazione che supporti lo sviluppo delle società e un movimento che diventi consapevole delle proprie potenzialità, capace di superare le proprie divisioni e le proprie piccole rendite di posizione. Come si può attuare tutto questo e quale dovrebbe essere il punto di partenza?

Il punto di partenza è senza dubbio rimettere l'apparato federale a disposizione delle società. Dobbiamo liberare risorse in termini di tempo e di competenze per permettere alle società di dedicarsi anima e corpo al lavoro sul campo. La Fibs deve essere la casa delle società, un posto dove esse possano sentirsi tutelate e aiutate. Un luogo dove tutte si sentano garantite allo stesso modo e dove si possano trovare le risposte a tutte le domande.

Arbitro, membro di comitati organizzatori di eventi internazionali importante cariche nel CNA e altre organizzazioni. Sinceramente, come giudica lo stato di salute del baseball e del softball italiano e quale futuro intravede? Ha parlato di non voler ripetere errori commessi nel passato…

Penso che lo stato dei nostri sport sia sotto l'occhio di tutti. Spariscono sempre più società, il numero dei tesserati cala continuamente, le squadre si ritirano ad un mese dall'inizio dei campionati costringendo l'attuale "governo" a cercare soluzioni che spesso sono peggio dei mali. In tutto questo la Federazione non ha mai cercato di ripartire dalla base preferendo puntare quasi esclusivamente sul vertice e, anche in questo caso, con risultati spesso poco confortanti. Non dico che la strategia operata in questi anni sia sbagliata nel concetto ma certamente si è rilevata tale nei fatti ma, nonostante tutto, non si è mai intrapresa una via diversa per rimettere in rotta la barca. Noi crediamo di avere delle idee diverse e confidiamo molto che risultino vincenti nei fatti. Anche perché, mi si passi la battuta, è molto importante tornare alle Olimpiadi ma lo è molto di più tornarci con ancora un movimento alle spalle delle squadre nazionali.

Obiettivo di ChangeUp è strutturare la Federazione per metterla al servizio delle Società, operando nella massima trasparenza e mettendo sempre tutti a conoscenza delle decisioni prese nell'interesse del movimento. Può illustrarci in dettaglio quali sono i punti centrali del vostro programma e attraverso quali soluzioni/iniziative concrete intendete realizzarlo?

Le iniziative sono molte: dal rendere obbligatoria la presenza ai consigli federali di un rappresentante della consulta delle Regioni, al creare un sistema che renda più autonomi i Comitati Regionali, dalla creazione di un "ufficio" che supporti fiscalmente e giuridicamente le società al riordino delle strutture tecniche in modo tale che diventino più snelle e più integrate una con l'altra. Queste e molte altre iniziative sono pensate nell'ordine di idee di mettere le società al centro del progetto rendendo nel contempo facile accedere alle decisioni che verranno prese di volta in volta. Per quanto concerne la trasparenza poi posso già dire che ci attiveremo per rendere noti i contenuti delle sedute dei consigli federali mediante pubblicazione sul sito, così come saranno facilitati i percorsi all'interno del portale della Fibs per permettere a tutti di accedere ai documenti che verranno redatti nell'ambito della gestione federale. Ora come ora, tanto per fare due esempi, per arrivare a scoprire dove vengono pubblicati i bilanci federali occorre avere una mappa mentre è ancora più incredibile la situazione relativa allo Statuto. L'assemblea di un anno fa a Parma ha portato a delle modifiche che erano state battezzate come "essenziali" prima della votazione ma poi rivelatesi talmente essenziali che risulta ancora pubblicato lo Statuto precedente alla votazione!

Sono in corso quelle che voi definite "campagne di ascolto e incontri". Quale ruolo compete alle società in un movimento sano?

Le società sono il nucleo dell'atomo, il centro assoluto del nostro movimento. Poter interagire con loro proponendo le idee del nostro programma e integrando lo stesso con le proposte e le sollecitazioni che ci provengono da chi respira terra rossa tutti i giorni è uno stimolo incredibile a proseguire nel nostro percorso.

Ha detto pochi giorni fa che è arrivato il momento di riallacciare una sinergia iniziata positivamente qualche anno fa. Il riferimento è al gruppo "La Cremona". Della serie, se uniamo le forze possiamo dare una svolta alla politica del trio Fraccari, Fochi, Sanna

Dal lavoro svolto da "La Cremona" emergono moltissime posizioni che collimano con i nostri pensieri e mi pare normale che debba essere perseguito un percorso comune che si diversifica necessariamente dalle posizioni dell'attuale Presidente. Il lavoro svolto assieme prima dell'Assemblea Straordinaria ha portato ad un risultato forte soprattutto perché era pensato e tagliato sulle esigenze del nostro movimento e non era solo un dire NO a partito preso. Ovviamente non siamo d'accordo su tutto ma ci sono le basi per sederci ad un tavolo comune. Io sono dell'idea che occorre metterci la faccia facendo proposte serie e sensate, ora aspettiamo il risultato del loro referendum e vediamo che succede. Di certo per ChangeUp non ci sono margini di manovra con Fochi perché le visioni sono diametralmente opposte e anche questa non è una posizione per partito preso ma una decisione meditata. 

Ma lei come vede la IBL? Ha ancora senso tenerla, come organizzarla e valorizzarla?

Prima parlavo di idee non sbagliate nel concetto ma nell'evidenza dei fatti. L'idea IBL può essere buona se trova il fondamento su cui si basava: autonomia economica dalla Fibs. Io credo che per mantenere questo progetto occorra arrivare ad una Lega indipendente a cui la Fibs fornisca arbitri e classificatori. Se questo progetto non può partire allora va rivisto in toto.

Qual è il suo parere sulle "franchigie"? Chimera, fallimento o modello mai adeguatamente implementato?

Modello mai adeguatamente compiuto anche perché dopo che è stato lanciato dalla Federazione è stato abbandonato alle idee delle società senza fornire supporti adeguati. Così ora abbiamo franchigie fantasma, franchigie che funzionano, franchigie che credono di essere franchigie ma in realtà sono solo un insieme di società che non perseguono un bene comune. E tutto questo è dovuto anche al fatto che ogni anno cambiano le "regole di ingaggio". Così, per una società, diventa impossibile programmare perché non sa cosa succederà l'anno successivo.

Oltre la IBL, c'è un'interessantissima serie A e altri campionati altrettanto seguiti e con centinaia di giocatori coinvolti? Quali idee e progetti avete in mente?

In linea generale il movimento del baseball e del softball producono interesse e riescono, nonostante mille difficoltà, ad offrire uno spettacolo accattivante. Dobbiamo però cercare di rendere definito il "prodotto" riuscendo a stabilire regole certe che valgano per più anni in modo da poter dare garanzie di progettazione serie a tutte le società. Prima di pensare alle formule (che a mio parere necessitano di condivisione con tutte le società) bisogna mettere in condizione le nostre realtà di potersi programmare a lungo termine perché ora siamo vivi solo grazie allo spirito di inventiva dei nostri dirigenti societari.

E per quanto riguarda il settore giovanile che dovrebbe essere la vera linfa del movimento?

Chi segue il sito di ChangeUp o la nostra pagina Facebook sa che il nostro concetto è semplice: giocare di più e dall'asilo in poi. E' ovvio che occorra cercare una sinergia più proficua con il mondo delle scuole, lavorare di più sulla specializzazione dei tecnici impegnati nei settori giovanili e pensare alla creazione di manifestazioni che coinvolgano più realtà possibili. Abbiamo bisogno di un maggior coordinamento su base nazionale delle attività con condivisione delle esperienze di ogni singola zona d'Italia.

Parliamo anche di infrastrutture. Luci ed ombre in Italia: alcuni stadi mostrano un dignitoso livello di accoglienza e funzionalità, altri impianti necessitano di interventi massicci. Che ne pensa?

Qui il discorso è più complesso perché gli stadi appartengono alle Amministrazioni Locali e spesso risulta difficile, specialmente in un momento economico come quello attuale, riuscire ad accedere a sovvenzioni e finanziamenti che permettano di migliorare le infrastrutture. Se poi pensiamo che il problema stadi assilla anche il calcio si fa fatica a pensare a soluzioni di facile portata. Comunque anche questo settore vive sulle iniziative dei singoli ed è arrivato il momento di provare a far pesare l'insieme del nostro movimento anche nei rapporti con le singole Amministrazioni. In buona sostanza occorre che la Federazione si renda disponibile a incontrare i singoli Sindaci e Assessori, preparandosi adeguatamente a tali incontri, per far capire l'interesse che il movimento ha rispetto a questo argomento.

Questi stadi sono purtroppo (e spesso) vuoti. Il prodotto non tira? Livello tecnico insufficiente e cattive strategie di marketing e comunicazione, sia lato federazione che club?

Credo sia l'insieme di tutte queste cose. Partiamo da marketing e comunicazione dicendo che anche qui è stata lasciata alla singola iniziativa locale la strategia di sviluppo di tali settori non preoccupandosi della visione d'insieme. A livello federale poi la sensazione è che la comunicazione sia rivolta quasi più a chi i nostri sport li conosce e non a cercare di individuare un sistema che renda interessante avvicinarsi ai diamanti; inoltre credo anche che si sia un po' persa l'identità locale che rendeva più interessante andare a seguire le gare. Se ci mettiamo poi la lunghezza degli incontri e la scarsa ospitalità che certe strutture offrono il gioco è fatto. Il sistema in buona sostanza va ripensato in tutto il suo insieme però partendo da una considerazione: se una gara amatoriale porta 300 spettatori sugli spalti, e non è una boutade ma è quanto ho visto con i miei occhi, allora possiamo che dire che baseball e softball piacciano ancora.

Come potrebbe fare il nostro baseball per attrarre investitori italiani e internazionali disponibili a sostenerne lo sviluppo? E per accattivarsi le simpatie dei grandi sponsor?

In questo momento storico le uniche iniziative che possono attirare grandi sponsor sono quelle che riguardano le giovanili. Grandi eventi in tal senso vanno proposti basandosi su idee e progetti seri e sui quali la Federazione deve metterci la faccia e le risorse. Non possiamo dire "il movimento giovanile è il nostro fiore all'occhiello" per poi non investire risorse economiche e competenze adeguate. Ci sono poi anche gli eventi internazionali che possono creare attenzione e curiosità e qui vale lo stesso concetto espresso prima perché non è più tempo per l'"armiamoci e partite".

La comunicazione riveste un ruolo fondamentale: quale la vostra strategia e su quali aspetti di dovrebbe investire maggiormente? Le viene in mente uno slogan per il nostro baseball?

L'unico slogan che mi viene in mente è "non è tempo di slogan e promesse". Dobbiamo ripartire con un'organizzazione federale seria e concreta che preveda una strategia di comunicazione indirizzata verso chi i nostri sport non li conosce. Non possiamo spendere soldi per le dirette Rai e per l'acquisto di pagine della Gazzetta dello Sport perché dobbiamo investire quei soldi su prodotti più accattivanti e diretti. Il sito federale deve divenire lo strumento di comunicazione diretta della Fibs con i propri tesserati valutando magari l'opzione di inserire i siti delle società all'interno del contenitore fibs.it sul modello di quanto accade per Mlb, Nba ecc.

Torniamo sulla Lega. Lei quindi sarebbe propenso a favorirne la nascita? E che ruolo dovrebbe avere esattamemte?

Sì, dobbiamo favorire la nascita di una Lega indipendente dalla Fibs. Se questo non può avvenire allora dobbiamo tornare indietro e riorganizzare tutto il sistema del baseball giocato in Italia.

Informazioni su Filippo Fantasia 656 Articoli
Nato nel 1964 ad Anzio, si occupa di sport USA e in particolare di baseball, pur svolgendo a tempo pieno attività professionale come Ufficio Stampa e Relazioni con i Media italiani e internazionali. Dal 1992 collabora con Il Giornale, in precedenza ha scritto per Tuttosport, La Stampa, Il Resto del Carlino, Il Tirreno, Corriere di Rimini, Guerin Sportivo, Play-off, Newsport, Baseball International, Sport Usa, Tuttobaseball. In ambito radio-televisivo ha effettuato radiocronache e servizi per conto di diverse emittenti quali Radio Italia Solo Musica Italiana, Italia Radio, Radio Luna LT, Radio Enea etc. Ha inoltre condotto programmi e realizzato speciali per alcune televisioni locali: nel 1998 ha curato il video "Fantastico Nettuno" dedicato alla conquista dello scudetto della squadra tirrenica (di cui è stato anche capo ufficio stampa). Significative sono state anche le esperienze vissute personalmente negli USA: gli ottimi rapporti instaurati con gli uffici stampa di diversi club (in particolare dei Red Sox) e con le redazioni dei quotidiani Boston Globe e Boston Herald che gli hanno permesso di approfondire i diversi aspetti legati al baseball e alla comunicazione sui media. E' stato il primo Responsabile Editoriale di Baseball.it, incarico che ha dovuto momentaneamente abbandonare per impegni professionali, tornando poi in seguito per assumere l'incarico di Direttore Responsabile. Nell'ottobre del 1997, durante le finali scudetto, ha curato il primo “play-by-play” in diretta su Internet del baseball italiano. Nell'estate del 1998 ha svolto attività di supporto all'Ufficio Stampa del Campionato del Mondo di baseball, con ampi servizi in voce per Radio Dimensione Suono Network e RDS Roma.

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