Italia, per ora tante ombre e poche luci

Analisi delle prestazioni degli azzurri nelle prime tre gare. Riflessioni sul rendimento e sul reale valore dei giocatori. Con le dovute premesse.

Tre sconfitte, trenta punti subiti, tre fatti. Tredici battute valide realizzate, trentasette subite. Cinque errori difensivi. I numeri di queste prime tre partite dell'Italia al Premier 12 dicono già tutto e non avrebbero bisogno di commenti. Al di là del valore degli avversari, una cosa è chiara e va detta: fino a questo punto gli azzurri hanno deluso.
Andrebbero però fatte delle premesse, prima che questa nostra analisi venga interpretata come critica in malafede o peggio ancora, sfruttata da altri con il solo scopo di attaccare la federazione o il commissario tecnico. Anche perché, mi sembra scontato ripeterlo, i risultati ottenuti da entrambi dal 2007 ad oggi sono sotto gli occhi di tutti. Innanzitutto è ora che il movimento si renda conto che la generazione dei "fenomeni" (parlo dei Liverziani, Pantaleoni, Castrì, Dallospedale, Avagnina, in parte pure Desantis e Mazzanti sempre costretti a rinunciare per motivi di lavoro, ma anche dei Granato, Ramos, Chapelli) è ormai al capolinea. E per altro, prima dell'avvento di Mazzieri non mi pare abbia ottenuto risultati pari al valore di quella nazionale. Lo staff tecnico azzurro ha avviato un processo di ringiovanimento basato principalmente su ragazzi nati e cresciuti in Italia (In campo nelle prime due partite erano sette su dieci, più Epifano e Infante che in Italia vivono ormai da tempo), alcuni più esperti, altri meno, ma non è detto che tutti possano arrivare al livello di chi li ha preceduti o ha partecipato, diciamo così , al loro svezzamento in azzurro ed è normale che questo percorso possa subire degli incidenti di percorso. Credo che il valore del lavoro svolto da Marco Mazzieri e dal suo staff non sia in discussione, così come non è in discussione il fatto che al Premier12, salvo un paio di rinunce, sia presente quanto di meglio esprima il nostro campionato. Aggiungiamo pure un livello delle avversarie sicuramente superiore rispetto alle precedenti manifestazioni, Classic a parte. Tutte e tre le avversarie fin qui affrontate erano fuori portata in questo momento. Almeno sulla carta. Ecco, però è altrettanto inattaccabile l'opinione che parecchi degli azzurri stiano rendendo decisamente meno rispetto a quello che ci si aspettava. In battuta salviamo Sambucci (3 su 8 con 375 di media e un fuoricampo) e Chiarini (2 su 10 e un punto battuto a casa). Infante è apparso troppo spesso negativo nel box, a cominciare da quel pop fly sul primo lancio del primo turno contro Porto Rico, nonostante le due valide. Mineo è la controfigura dello splendido giocatore ammirato all'Europeo tedesco. E qui andrebbe aperta una parentesi anche sul suo rendimento dietro il piatto: lo scorso anno le palline che si è fatto passare, quasi sempre con corridori in base, le avrebbe fermate. L'impressione è che sia fuori condizione. Desimoni non è ancora arrivato in base. Ha fatto buoni turni, due buoni contatti, ma non è da lui, uno che ha un occhio particolarmente fino, lasciarsi passare, guardandolo uno strike sul conto pieno. Ha deluso persino Reginato, stendiamo un velo pietoso sulla gestione delle battute all'esterno destro. Ambrosino non la prende e non ci va nemmeno vicino, Vaglio poco meglio. Tutti giocatori che ci hanno abituato ad un altro livello di rendimento. E' già stato detto tutto sugli errori difensivi, su giocate di routine che, come ha detto Mazzieri, di solito vengono ad occhi chiusi. Da Epifano che non pesta il cuscino di seconda girando il doppio gioco, poi anziché fermarsi e fare l'out sicuro tira comunque in prima e sbaglia, Sambucci che si fa passare la pallina sotto le gambe, qualche incomprensione nei "tagli" sulle battute nel buco tra interbase e seconda. Insomma, ce né per tutti. Qualche nota positiva però a ben guardare arriva anche da qualche lanciatore: Sicuramente Maestri, ottimo all'esordio, ma anche il rilievo di Corradini contro Taiwan, Panerati ha fiticato ma avrebbe meritato miglior sorte, Pizziconi dopo le difficoltà nella prima uscita, alla seconda si è riscattato Per lui in totale quattro strike-out, una sola valida (fuoricampo) e una base ball. La speranza, ovviamente, è quella di vedere in campo un'Italia diversa nelle ultime due partite. Sia chiaro però, lo abbiamo già accennato, che in questo momento, oltretutto senza mazze importanti come Liddi e Mazzanti (lasciando perdere i Colabello e compagnia) e lanciatori come Da Silva, questa squadra con questo tipo di avversari per vincere dovrebbe essere perfetta e potrebbe non bastare. Il livello di questa squadra non è senz'altro quello delle prime tre partite, ma è comunque lontano da quello delle super potenze ai primi posti del ranking. Su come alzarlo si potrebbe aprire un discorso infinito. Dire che in Italia si gioca poco è vero, ma è un'ovvietà. Ragioniamo piuttosto su come fare per giocare di più, su come fare per valorizzare maggiormente i giovani talenti e non affidare questo lavoro solamente alle nazionali o alle accademie. Perché se già si gioca poco, poi invece di far fare esperienza a un giovane schieriamo gli stranieri per vincere i campionati o addirittura, per andare ai play-off, allora è logico che l'obiettivo si allontani.

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Informazioni su Matteo Desimoni 337 Articoli
Nato a Parma l'8 febbraio 1978, laureato all'Università di Parma in Scienze della comunicazione, con tesi di laurea "La comunicazione in una società sportiva: il caso dell'A.S.D. Baseball Parma", collaboratore della "Gazzetta di Parma", iscritto all'ordine dei giornalisti, elenco pubblicisti, dal settembre 2009. Ha collaborato nel 2005 anche con "L'informazione di Parma". Dal luglio 2009 a fine agosto 2011 ha ricoperto l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa della società A.S.D. Baseball Parma. E' l'ideatore e direttore responsabile del periodico gratuito "Baseballtime" distribuito sui campi da baseball della provincia di Parma. Ha iniziato la carriera da giocatore a 8 anni, nel 1986 nelle giovanili dell'Aran Group, poi ha militato in diverse squadre della provincia di Parma e debuttato in serie B con il Sala Baganza e in serie A2 con la Farma Crocetta nel 1998. Dal 2002 al 2008 ha allenato le giovanili di Crocetta e Junior Parma.

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