Nettuno, inizia la settimana della verità

Stringono i tempi, si rimane col fiato sospeso: la soluzione è una ma l'accordo ancora non c'è. Intanto Alessandro Grimaudo (a Bologna) e Renato Imperiali (a Parma) si aggiungono alla lista dei partenti

Alla fine la settimana decisiva per le sorti del Nettuno è arrivata. Si abbandoneranno le forme verbali al condizionale per coniugarle al presente indicativo, qualsiasi sarà poi il destino della società più titolata d'Italia che per disputare il prossimo campionato di Ibl ha di fronte una strada in salita. C'è dunque ancora una speranza, ma andiamo per gradi.
Mentre in città la rabbia dei tifosi è sfociata anche in un volantino anonimo distribuito e poi sparito nel giro di poche ore, dove si indicavano nomi e cognomi di quelli che gli autori pensano essere i responsabili dello sfascio, rispetto alla settimana scorsa non è che si siano fatti grossi passi avanti.
Il tempo stringe. Alla lista dei giocatori del Nettuno 2013 che cambieranno casacca in questo 2014 si sono aggiunti anche il talentuoso Alessandro Grimaudo Bologna e Renato Imperiali destinato al Parma dopo che era stato corteggiato anche dal Padova. Anche se su tutti i trasferimenti della diaspora, anche quelli annunciati nelle precedenti puntate di questa telenovela (Mazzanti Ambrosino su tutti) ci sarà da capire che tipo di formula verrà adottata. Il Nettuno pare si sia messo "di traverso" e non è disposto a concederli a titolo gratuito, ma la situazione a livello di cartellino è abbastanza contorta tanto che la società verdazzurra rischierebbe di rimanere con il proverbiale pugno di mosche in mano.
I giocatori disponibili comunque scarseggiano, e l'unica squadra di baseball futuribile ad oggi è quella che si formerebbe dall'unione di intenti di due delle anime che compongono il Nettuno Elite, per intenderci quello della franchigia giovanile. Una buona parte dei giocatori sono del Nettuno 2 di Domenico Della Millia, in via minore dei Lions di Alfonso Gualtieri. Qualche giorno fa parlavamo di un'unica strada praticabile, quella del famoso “passo indietro” da parte di tutti e di una pacificazione interna. E alla luce dei fatti rimane anche adesso l'unica che potrebbe permettere a Nettuno di essere rappresentato nel massimo campionato. Soluzione che non dispiacerebbe ai tifosi, anche perché l'alternativa è la partecipazione al campionato di A Federale per il quale a scanso d'equivoci il Nettuno 2 proprio in questo fine settimana (e con Guglielmo Trinci alla guida del gruppo) ha iniziato gli allenamenti al campo di San Giacomo, complice anche il clima favorevole.
Domenico Della Millia già due settimane fa ci aveva detto che le forze per affrontare una A Federale lui le ha, ma è sintomatico quello che ha tenuto a ribadirci proprio in questo weekend. “Io sono ancora disponibile a trovare una soluzione e ad andare ad affrontare l'Ibl se serve, ma non posso andare da solo. Sono sempre qui, anche se si è fatto tardi ed i tempi sono strettissimi, ma ognuna delle parti in causa deve fare un passo indietro se veramente si vuole il bene del baseball”. A scanso d'equivoci, comunque, c'è un gruppo di giocatori al lavoro e questa è già una buona notizia. Occorrerà solamente capire quanto ancora le parti in causa intendano tirare l'elastico in un momento così drammatico per la storia del baseball nettunese.
Già, perché intanto lunedì 13 il Nettuno rappresentato dall'Ad, Tonino Maiozzi, è stato convocato negli uffici romani della Federazione per chiarire alcune questioni (non solo burocratiche…) relative alla sua iscrizione all'Ibl. Sarà l'occasione per Riccardo Fraccari per parlare e fissare una sorta di data di scadenza, chiamiamolo anche un ultimatum, oltre il quale sarà necessario muoversi in maniera diversa. Anche perché a farla breve ci si trova di fronte a tanti debiti, zero giocatori rimasti, contrasti interni e quegli sponsor che si diceva fossero pronti a subentrare che non si sono ancora palesati. In precedenza, venerdì, sempre il presidente della Fibs aveva contattato il sindaco Alessio Chiavetta per chiedere un chiarimento sulla situazione e caldeggiare una soluzione interna che eviti la sparizione del Nettuno dall'Ibl. Con quali esiti non è dato sapere.
Comunque sia, il rischio di un'Ibl a sette squadre sarebbe scongiurato dall'ingresso di un'ottava squadra (veneta) pronta a subentrare in caso di rinuncia del Nettuno, ed è pertanto chiaro che la Fibs a questo punto chiede di chiarire il più possibile e stringere i tempi, per una via o per l'altra. Ecco perché non più tardi della fine di questa settimana si capirà il destino del Nettuno.
In che modo potrebbe essere d'aiuto la Fibs? Già solo consentendo al Nettuno di giocare due partite in un giorno e ridurre drasticamente le spese. In che modo l'amministrazione comunale di Nettuno potrebbe garantire la sopravvivenza dello sport più rappresentativo in città? Convincendo le parti in causa a collaborare per formare la squadra di cui sopra, e svolgendo in questo modo il ruolo di garante per una rappresentativa del Nettuno Elite in Ibl. Non di certo accollandosi i debiti (molto consistenti) della passata gestione, ma magari anche solo ripristinare la fruibilità dello stadio Steno Borghese, che nel frattempo (come si vede anche nella foto scattata sabato pomeriggio) versa in stato di completo abbandono, ed a vedere così uno stadio che ha ospitato anche novemila persone in un sol colpo per il baseball stringe il cuore.
Stringono però anche i tempi, e a Nettuno si rimane con il fiato sospeso.  

Informazioni su Mauro Cugola 545 Articoli
Nato tre giorni prima del Natale del 1975, Mauro è laureato in Economia alla "Sapienza" di Roma, ma si fa chiamare "dottore" solo da chi gli sta realmente antipatico... Oltre a una lunga carriera giornalistica a livello locale e nazionale iniziata nel 1993, è anche un appassionato di sport "minori" come il rugby (ha giocato per tanti anni in serie C), lo slow pitch che pratica quando il tempo glielo permette, la corsa e il ciclismo. Cosa pensa del baseball ? "È una magica verità cosmica", come diceva Susan Sarandon, "ma con gli occhiali secondo me si arbitra male". La prima partita l'ha vista a quattro mesi di vita dalla carrozzina al vecchio stadio di Nettuno. Era la primavera del '76. E' cresciuto praticamente dentro il vecchio "Comunale" e, come ogni nettunese vero, il baseball ce l'ha nel sangue.

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