Storico in NCAA, la prima volta di UCLA

I californiani Bruins sono i campioni 2013 dopo il secco 2-0 rifilato a Mississippi State nella serie finale delle College World Series. MVP del torneo il lanciatore Adam Plutko, scelto recentemente dai Cleveland Indians nel Draft MLB

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"L'attacco vende i biglietti, la difesa vince le partite". Una volta tanto il tradizionale detto del football americano può essere cooptato anche dal baseball NCAA vista la conclusione delle College World Series 2013. Grazie infatti alla sua difesa impeccabile e ad un monte di lancio dominante (0.80 di media PGL alla fine del torneo) UCLA ha conquistato il suo primo titolo nazionale nel baseball a coronamento di un quadriennio che l'ha vista per ben 3 volte raggiungere le College World Series ad Omaha nel Nebraska.
Enorme la soddisfazione di coach John Savage che ha visto i suoi esprimersi al massimo: imbattuti in questa post-season con un record di 10 vittorie senza cedere mai il passo. Nell'ennesima edizione della kermesse finale NCAA, caratterizzata da una forte sterilità offensiva (e da un costante vento dall'esterno verso casa base) e con un netto dominio dei lanciatori, dove le giocate difensive hanno fatto spesso la differenza, i Bruins hanno brillato stoppando con doppi giochi "chirurgici" e prese spettacolari i pochi tentativi di Mississippi State di rimettersi in corsa. Soprattutto nella prima gara di finale, chiusasi con il punteggio di 3-1 a favore di UCLA trascinata dal suo lanciatore numero uno, Adam Plutko (2 vittorie nelle College World Series con 13 inning lanciati e 6 strike-out). Senza storia la decisiva garadue finita 8-0 per i Bruins che hanno controllato il match fin dall'inizio con il fenomenale Nick Vander Tuig dominante in 8 inning con sole 5 valide concesse e 6 strike-out.
I Bulldogs hanno pagato soprattutto la scarsa vena in battuta dei loro giocatori più rappresentativi del lineup, come l'interbase Adam Frazier, il prima base Wes Rea e l'esterno destro Hunter Renfroe che nel doppio incontro di finale hanno totalizzato uno sconfortante 1 su 21 nel box. Il coach degli sconfitti, John Cohen, ha cercato di spremere al massimo i suoi lanciatori ma è stato tradito dai partenti che in entrambe le sfide sono scesi dopo un inning già in svantaggio e solo una spettacolare prova del rilievo Chad Girodo (7.2 riprese con 9 strike out e zero di media PGL) in gara-1 ha mantenuto l'equilibrio fino al termine. Delusi alla fine i numerosissimi tifosi di Mississippi State che hanno tinto di "marrone " (il colore dei Bulldogs) le tribune del TD Ameritrade Park nelle due gare di finale.
Poche le stelle fra i Bruins se si escludono i lanciatori partenti Adam Plutko, Nick Vander Tuig (con tutta probabilità la miglior coppia di pitcher nella storia delle College World Series) ed il closer David Berg (record NCAA con 24 salvezze nel 2013) tutti scelti nel recente Draft MLB. Ma tanti sono i giocatori che attraverso la concentrazione e l'allenamento continuo sono riusciti a scrivere il loro nome nell'albo d'oro della finale NCAA: l'esterno destro Eric Filia, il seconda base Cody Regis, l'esterno centro Brian Carroll ed il terza base Kevin Kramer.
A testimonianza della particolare vittoria di UCLA basterà citare alcuni dati: solo 19 punti segnati dai Bruins in cinque gare ad Omaha (record per una squadra campione), .227 di media battuta (la più bassa per una squadra vincitrice delle College World Series) e nessun fuoricampo. Il segreto dei ragazzi di coach John Savage, oltre ad un attacco opportunista, è stata l'esecuzione dei fondamentali: bunt, squeeze-play, doppi giochi e giocate difensive, tutti risultati decisivi nella vittoria finale.
Dopo la vittoria lo scorso anno di Arizona, UCLA mantiene il titolo del baseball NCAA nella Pac 12 che si conferma come una delle conference più importanti nell'universo del batti e corri universitario. La squadra ed i tifosi hanno festeggiato il titolo sul diamante di casa del Jackie Robinson Stadium e chissà che coach John Savage, dopo una lunga carriera che lo ha anche visto "mentore" di Barry Zito e Mark Prior a Southern California, non stia già pensando ad un bis per il prossimo anno.

Informazioni su Andrea Palmia 159 Articoli
Andrea Palmia è nato a Bologna il 4 aprile 1968 e vive nel capoluogo emiliano con la moglie Aurora e la figlia Lucia di due anni. Laureato in Pedagogia con una tesi sperimentale sui gruppi ultras, lavora dal 1995 come educatore professionale con utenti disabili mentali e fisici. Appassionato di sport in genere ed in particolare di quelli americani, ha sempre avuto come sogno nel cassetto quello di fare il giornalista sportivo. Dal baseball giocato nel cortile del condominio con una mazza scolorita alle partite allo stadio Gianni Falchi con i fuoricampo di Roberto Bianchi e Pete Rovezzi, il passo è stato breve. Fortitudino nel DNA, nutre una passione irrazionale per i "perdenti" o meglio per le storie sportive "tormentate" fatte di pochi alti e di molti bassi.

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