La Danesi getta alle ortiche una maratona di 14 inning

Tra errori decisivi ed occasioni mancate il Nettuno perde dopo cinque ore di gioco garauno della seconda giornata del round robin. Decisiva la segnatura senza valide del 14° inning. Strike out numero 1.000 di Matos in Italia. Nervosismo nel finale

Quattordici riprese, poco meno di cinque ore di gioco. Un'eternità, di fronte a circa tremila spettatori che poi, col passare delle ore, sono diminuiti sino al migliaio finale. La prima partita della seconda giornata di semifinale tra Danesi Nettuno e Unipol Bologna in qualche modo passera alla storia. Una vittoria che restituisce speranza alla formazione emiliana, e che condanna per la seconda volta in quattro giorni il Nettuno ad arrendersi ai supplementari.

La cronaca è chilometrica. Al secondo la Danesi passava. Mazzanti, lead off della ripresa, arrivava in base dopo una rimbalzante ben difesa dal terza base Mazzuca ma autore di un'assistenza alle stelle. Bunt di Sanna, e con due fuori singolo a sinistra di Sparagna per l'1 a 0. Bologna intanto sprecava, anche al terzo metteva il primo uomo in base (singolo di Sabbatani), spinto in seconda da Santaniello. Sabbatani veniva intrappolato tra seconda e terza sulla rimbalzante di Infante raccolta con un buon riflesso da Wilson. Come beffa, arrivava subito dopo il singolo di Ermini, ma con due corridori in base Mazzuca non andava oltre un'innocua volata al centro.

Al quinto la Danesi raddoppiava. Dopo sette eliminazioni consecutive Matos concedeva quattro ball a Kelly Ramos, spinto in seconda da un preciso bunt di Sparagna. Dopo la volata di Imperiali, con due fuori, arrivava il singolo al centro di Ambrosino che si rifaceva dello strike out del turno precedente. Un'eliminazione al piatto diversa dalle altre, visto che si è trattato dello strike out numero 1000 di Jesus Matos da quando gioca nel campionato italiano. Il Nettuno non si fermava, arriva anche il singolo interno di Caradonna a mettere sotto pressione la difesa bolognese, che si salvava sulla linea di Retrosi, terminata direttamente nel guanto del prima base Malengo.

La Fortitudo la scampava ancora alla seconda parte del sesto. Con uno fuori arrivavano i singoli in sequenza di Mazzanti e Sanna, che segnavano la fine della partita di Matos. Entrava Ribeiro, ma a togliere le castagne dal fuoco era per due volte Mazzuca. L'assistenza sulla prima rimbalzante di Kelly Ramos era facilitata dall'infortunio rimediato dal catcher alla gamba nel momento in cui era entrato a punto. Sulla seconda (corta) di Sparagna doveva fare i straordinari per evitare al Nettuno di allungare.

Nella prima parte del settimo primo vero momento di difficoltà di Wilson. Con due fuori i due singoli in sequenza di Malengo e Sabbatani costringevano Bagialemani a visitare il suo partente, che rispondeva di par suo costringendo Santaniello ad un'innocua volata sull'esterno sinistro. Wilson rientrava all'ottavo, con poco meno di 100 lanci sul braccio, e subiva subito i due singoli in sequenza di Infante ed Ermini. Altra visita di Bagialemani, sembrava tutto pronto per il cambio con Leal ed invece il manager nettunese decideva di lasciare le cose immutate. Una scelta che non pagava, ma per altri motivi. Sul bunt di Mazzuca Wilson difatti provava l'eliminazione in terza ma assisteva alle stelle, regalando di fatto il pareggio alla Fortitudo. E dire che a fine partita Bagialemani ha detto che aveva tenuto Wilson proprio per la sua migliore difesa in caso di bunt. Era allora il turno di Leal a salire in pedana, che in sequenza relegava Clemente ad una volata a destra, lasciava al piatto Ramirez e dopo la base intenzionale ad Angrisano costringeva Malengo ad una rimbalzante in seconda, sulla quale c'era più di qualche protesta ospite sulla presunta toccata o meno di Caradonna sul corridore.

Leal e Moreno, subentrato all'ottavo, macinavano eliminati su eliminati e così la partita andava ai supplementari. Mazzuca apriva l'inning con un singolo sopra il seconda base, poi brivido sulla lunga volata di Clemente al centro raccolta al volo. La Danesi aveva l'occasione di chiudere l'inning sulla lenta rimbalzante di Ramirez sulla quale non si concretizzava il doppio gioco. Arrivava dunque una giocata chiave del match, la rubata dello stesso Ramirez con due fuori. In posizione punto la cattiva difesa di Camilo (subentrato all'esterno destro) su una secca linea di Angrisano (giudicata valida dai classificatori) consentiva il 3 a 2 ospite. Ma non finivano le emozioni. Quattro ball a Imperiali, primo uomo mandato in base da Moreno dopo nove eliminazioni consecutive. Strike out Ambrosino, singolo a destra con due strike di Caradonna. Andava in battuta Camilo che si rifaceva dell'indecisione precedente con un singolo al centro. Pareggio, corridori agli angoli ma Rosario ancora una volta falliva l'occasione di fare qualcosa di positivo in questi play off. Dopo aver ciccato il segnale di squeeze play a San Marino sabato sera, stavolta Toccava infatti direttamente su un lanciatore in evidente difficoltà che eliminava il corridore in terza. Con uomini in terza e seconda base intenzionale a Mazzanti, ma Sanna non andava oltre una volata a destra che lasciava tre corridori in base.

All'undicesimo Leal subiva in apertura il singolo di Sabbatani, terza valida del match per lui, e poi concedeva quattro ball a Santaniello. Era il turno di Escalona a salire sul monte, che eliminava Sabbatani in terza (sul bunt di Infante) con un missile. Rimbalzante di Ermini "parata" dal giovanissimo Grimaudo in prima, e poi ancora Mazzuca che veniva bruciato in prima da una giocata fenomenale di Mazzanti che riusciva a ritrovare la coordinazione (e la pallina) su una corta battuta in diamante. Seconda parte dell'undicesimo. Entrava Morreale per la Unipol, ma concedeva base a Sparagna, Ambrosino e Caradonna. Con basi cariche e due out (e due ball e zero strike) ritrova la verve per costringere Camilo a battere una rimbalzante sull'interbase che in extremis completava la terza eliminazione sull'accorrente Caradonna.

La svolta arrivava al quattordicesimo, circa all'una e trenta di notte. Base a Ermini, errore di Mazzanti su rimbalzante di Mazzuca, altra rimbalzante di Clemente che spingeva Ermini in terza e poi volata di sacrificio di Ramirez per il 4 a 3. Il punto della vittoria senza battere valido. Quindi la minestra si allungava con più di qualche parapiglia in campo. I giocatori, nonostante il nervosismo alle stelle, non andavano mai oltre qualche accesa discussione. Non era dello stesso avviso il pubblico, che individuato in Mazzuca il provocatore (che a sua volta rispondeva, come Infante, agli improperi del pubblico) accendeva ulteriormente i toni. Tanto da costringere la squadra ad uscire con ampio ritardo (e scortata dalle Forze dell'Ordine) dall'impianto.

Finiva dunque così una partita che in qualche modo rimarrà alla storia. Per la seconda volta in quattro giorni il Nettuno era costretto ad arrendersi ai supplementari, stavolta al quattordicesimo. Per Nanni, pochissime parole da parte sua, si è trattato di una vittoria importante in chiave finale. Bagialemani, espulso, ce l'ha con tutti. A partire dall'arbitro, passando anche per l'espulsione di Caradonna. "Non so che dire, cosa si può dire quando il giocatore più educato che ho in squadra viene cacciato perché aveva fatto semplicemente notare all'arbitro che la palla era esterna. Caradonna è un ragazzo d'oro e non permetto a nessuno di farlo passare per uno che protesta in malomodo. Anche perché ad Ermini, che ha tirato la mazza e mandato a quel paese l'arbitro, non è stato fatto niente. Gli arbitri non devono decidere le partite in questo modo, le partite le devono decidere i giocatori che sono in campo. Il punto della vittoria è arrivato su una base ball che era uno strike out". Questo sì, ma anche che a vedere bene la sconfitta è passata per gli errori e le mancanze degli uomini migliori di cui dispone il Nettuno. "La situazione si complica. Ma dobbiamo contare solo su noi stessi, anche per quanto visto stasera la cosa ormai sembra evidente. Probabilmente venerdì inizierà Gutierrez, ma vedremo giovedì in allenamento le condizioni di tutti e poi deciderò". 

Informazioni su Mauro Cugola 545 Articoli
Nato tre giorni prima del Natale del 1975, Mauro è laureato in Economia alla "Sapienza" di Roma, ma si fa chiamare "dottore" solo da chi gli sta realmente antipatico... Oltre a una lunga carriera giornalistica a livello locale e nazionale iniziata nel 1993, è anche un appassionato di sport "minori" come il rugby (ha giocato per tanti anni in serie C), lo slow pitch che pratica quando il tempo glielo permette, la corsa e il ciclismo. Cosa pensa del baseball ? "È una magica verità cosmica", come diceva Susan Sarandon, "ma con gli occhiali secondo me si arbitra male". La prima partita l'ha vista a quattro mesi di vita dalla carrozzina al vecchio stadio di Nettuno. Era la primavera del '76. E' cresciuto praticamente dentro il vecchio "Comunale" e, come ogni nettunese vero, il baseball ce l'ha nel sangue.

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