South Carolina si laurea campione NCAA 2011

I Gamecocks di South Carolina non cedono lo scettro e si confermano anche per quest'anno la miglior squadra di College, sconfiggendo per due partite a zero nelle World Series i Florida Gators. MVP il seconda base Scott Wingo

Sfruttando sapientemente la maggiore esperienza e solidità di squadra, South Carolina si è laureata campione NCAA 2011 bissando il successo dello scorso anno nel nuovissimo TD Ameritrade Park, "sold out" in entrambe le due emozionanti partite di finale delle College World Series.
Gara-1, finita al secondo extra inning, è stata molto equilibrata grazie ad una straordinaria prestazione complessiva dei due monti di lancio e delle difese, in particolare quella di South Carolina con il seconda base Scott Wingo autore di eliminazioni spettacolari e decisive che hanno contribuito a fargli conquistare il titolo di MVP delle College World Series. Prima sfida, si diceva, chiusa all'undicesimo inning quando, su un tentativo di rubata della seconda base, il ricevitore di Florida, Mike Zunino, ha commesso un inusuale, per lui, errore di tiro (il secondo in tutta la stagione) che ha spianato la strada al punto della vittoria per i "Galletti" della Carolina del Sud (2-1 il risultato finale).
Divario più ampio in gara-2 con South Carolina che prevalere per 5-2 trascinata alla vittoria, come lo scorso anno, da una prova magistrale del lanciatore mancino Michael Roth (7.2 inning con 5 valide concesse e 6 strike-out) ben coadiuvato dai rilievi John Taylor e Matt Price. Per Roth un solo lancio sbagliato con la palla incocciata dal ricevitore avversario Mike Zunino per un fuoricampo che però non è bastato ai Gators a ribaltare le sorti della mini serie.
Tanti i record stabiliti dai "Gamecocks" della Carolina grazie a questi due titoli consecutivi ma uno soltanto è sfuggito di poco: quello cioè di diventare i primi campioni nazionali a non aver battuto un fuoricampo durante le College World Series, primato infranto dopo che l'interbase Peter Mooney ha spedito la pallina oltre la recinzione nel sesto inning di gara-2. Oltre ai già citati Roth e Wingo, fra i protagonisti di questo secondo titolo va ricordato il prima base Christian Walker che, malgrado le non ottime condizioni fisiche (frattura di un osso del polso sinistro durante le College World Series), si è confermato ben oltre i .300 come media battuta, l'esterno centro Jackie Bradley Jr. al rientro dopo un lungo stop, il ricevitore Robert Beary ed appunto l'interbase Peter Mooney (2 su 3 con un doppio ed un fuoricampo in gara-2 di finale).
E' innegabile che South Carolina, con il suo stile di gioco cinico e poco spettacolare, offensivamente parlando, si è adattata meglio di chiunque altra compagine all'introduzione delle nuove mazze, di materiale molto simile al legno che, come già detto in altre occasioni, hanno inciso fortemente sulle medie offensive delle squadre universitarie americane in questa stagione 2011. Si può affermare che le College World Series 2011 sono state dominate nel complesso dai lanciatori, come testimonia lo 0.88 di media Pgl ottenuto dal pitching staff dei campioni di South Carolina, il dato più basso dal 1972.
Onore ai Florida Gators, arrivati alla seconda finale consecutiva e fermandosi ad un passo dal titolo. Il coach degli sconfitti Kevin O'Sullivan, che conta di riprovarci l'anno prossimo, perderà alcuni pezzi della squadra 2011 ma vedrà ritornare il cuore del suo lineup con in testa il ricevitore Mike Zunino, autore di un'ottima stagione ma in difficoltà alla battuta durante le College World Series con l'eccezione del 3 su 3 con un fuoricampo nell'ultima partita.

Informazioni su Andrea Palmia 121 Articoli
Andrea Palmia è nato a Bologna il 4 aprile 1968 e vive nel capoluogo emiliano con la moglie Aurora e la figlia Lucia di due anni. Laureato in Pedagogia con una tesi sperimentale sui gruppi ultras, lavora dal 1995 come educatore professionale con utenti disabili mentali e fisici. Appassionato di sport in genere ed in particolare di quelli americani, ha sempre avuto come sogno nel cassetto quello di fare il giornalista sportivo. Dal baseball giocato nel cortile del condominio con una mazza scolorita alle partite allo stadio Gianni Falchi con i fuoricampo di Roberto Bianchi e Pete Rovezzi, il passo è stato breve. Fortitudino nel DNA, nutre una passione irrazionale per i "perdenti" o meglio per le storie sportive "tormentate" fatte di pochi alti e di molti bassi.

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