Vi spieghiamo il San Marino da record

La squadra di Bindi propone il line-up più tempestoso che si sia visto in questi anni in IBL: 39 fuoricampo, 59 doppi e 6 tripli, in 30 partite. L'importanza del ritorno di Vasquez. E l'efficace lavoro del batting coach Raul Marval

La IBL nel segno di Willy Vasquez, di Carlos Duran (ancora il re degli homers pur avendo già "saltato" 7 partite…), di Laidel Chapelli, di Jairo Ramos, di Anthony Granato e di tutti gli altri interpreti della banda dalle mazze di fuoco. La T&A San Marino. La serie vinta (2-1) contro la Fortitudo Bologna, l'unica avversaria che era riuscita a reggerne i ritmi e a tenerne il passo fino al secondo turno del girone di ritorno, dimostra ulteriormente che la squadra sammarinese di manager Doriano Bindi ha davvero qualcosa di speciale. Possiede il line-up più tempestoso che si sia visto in questi anni sui diamanti della Italian Baseball League.
Trentanove fuoricampo in trenta partite rappresentano un record da quando sono state reintrodotte (nel corso della stagione 1999, e definitivamente dal 2000) le mazze di legno. Sarebbe non corretto fare un raffronto con altre grandi squadre del passato remoto e dunque con potenti line-up del periodo-mazze d'alluminio, poiché le mazze in legno danno un rendimento inferiore al metallo come lunghezza delle battute. Alla luce di questa riflessione, assume ancor più valore la performance del San Marino attuale. Che viaggia alla media di 1.3 fuoricampo per gara. Oppure la performance della Semenzato Rimini del 2001, quella di James Vatcher, Michael Marchiano, Claudio Liverziani, Dean Rovinelli, David Sheldon, Giovanni Pantaleoni: 46 homers nella regular season (che era allora più lungo, essendo il campionato a 10 squadre), 53 i fuoricampo in totale nella stagione comprendendo semifinali e finali per complessive 64 partite. Il record di qel Rimini pare destinato ad essere strabattuto dai "Titano Bombers" del 2011 se continueranno a prodursi sul rendimento impressionante di questi mesi. Una curiosità: il San Marino di questa prima parte del campionato in corso ha già fabbricato 17 homerun più di quanti ne hanno realizzati Parma e Bologna insieme in tutta la stagione scorsa! E parlo delle due finaliste-scudetto del 2010…

CUBILLAN E MARTIGNONI – San Marino nell'appassionante trittico contro una valorosa Fortitudo (che era l'altra capolista) ha dimostrato di non essere soltanto i… Titano Bombers. C'è dell'altro. C'è qualità e organizzazione in difesa. Il monte di lancio ha vinto una partita anche senza Henry Bonilla, il suo "partente" straniero. E' un monte che può andare in affanno con i "rilievi" di gara2 perché alle spalle del decoroso Ivan Granados non ci sono vere certezze. Tuttavia, fra i sedici pitchers saliti sul monte nel corso del trittico sono stati due del San Marino a vestirsi maggiormente di luce. Due veterani del monte di lancio. Uomini di vastissima esperienza. Darwin Cubillan e Luca Martignoni. Il primo ha girato il mondo. Il secondo ha fatto tutta la carriera tra la sua Romagna e il Titano. Due pitchers così diversi, così lontani per espressione tecnica. Ma in comune il venezuelano alla prima stagione nell'Italian Baseball League e il capitano del San Marino hanno orgoglio e sapienza. E l'età. Trentasei anni.
Cubillan, fastball da 90 miglia e un velenoso slider, è un artista del mound. Lancia con eleganza, con fluidità. Soprattutto con una naturalezza disarmante. Porta sulla collinetta la sicurezza di chi ha giocato nelle principali Leghe professionistiche del mondo: la Major League americana, la NPB giapponese e la Korea Baseball Organisation. Martignoni, romagnolo di Santarcangelo, mancino, tira "straccetti", pallette lente che… non arrivano mai. Forse è proprio per questo che Martignoni sorprende e beffa quei battitori golosi o eccessivamente aggressivi che non hanno pazienza e vorrebbero immediatamente violentare quella pallina lenta lenta: il risultato è che vanno fuori ritmo e collezionano figuracce. Lui, l'umile Luca, conscio dei suoi limiti, si destreggia aggrappandosi all'esperienza. Una curvetta di qua, una curvetta di là, lavorando sempre sui fili, poi quella sinker fastidiosetta che cala con lo stesso effetto di uno slider tirato da un lanciatore destro. Indossa la casacca del San Marino dal 1999. Da dodici anni è un fedelissimo del Club del Titano. Ecco perché è stato nominato capitano. Nella rotazione programmata dallo staff tecnico è soltanto l'ottavo lanciatore (in regular season è così, poi… nei playoff penso che Bindi si affiderà un pochino di più alla sua esperienza). Il capitano aveva fatto capolino sul monte qualche volta. Soltanto briciole per lui fino alla settimana scorsa, piccole piccole apparizioni per un totale di 4.2 riprese lanciate in 27 partite. Poi, all'improvviso, l'emergenza. Henry Bonilla non sta bene, infiammazione alla spalla, il San Marino sceglie saggiamente di non rischiarlo. Lo staff tecnico, allora, coinvolge il capitano. Martignoni prende il posto di Bonilla come pitcher partente nella partita dei pitchers stranieri. Martignoni sfida Jesus Matos. Sembra un confronto impari. E invece i tecnici di San Marino vedono giusto. Il capitano, legatissimo alla casacca che indossa, sale sul monte dimostrando grande saldezza morale. Gli chiedono di fare tre inning, uno dietro l'altro. Non li tira da tempo. Ma è nell'emergenza che si vede il carattere di un uomo. Il capitano è il primo che deve dare l'esempio. Core, cervello, concentrazione. E' la sua settimana. Non vuole deludere, non può. Mette strikeout Mazzucca e Clemente (!) al primo inning, Malengo e Infante al terzo. Concede una sola battuta valida in tre riprese. Nel quarto inning Ermini, Clemente e Ramirez gli capiscono i lanci e prendono il ritmo. E' il momento del cambio, Martignoni scende, il suo dovere lo ha fatto ampiamente. Entra in scena Cubillan. Praticamente in versione "partente". E Darwin, solitamente rilievo di Bonilla, si rivela efficacissimo anche in questa versione. Quasi sei inning lanciati, 7 strikeout, 1 sola battuta valida concessa, nessun punto. E resta a 0.00 di ERA dopo il terzo turno del girone di ritorno. Il veterano venezuelano era stato l'eroe anche di quella vittoria del San Marino contro Bologna al dodicesimo inning nel girone d'andata, il 28 aprile al "Falchi", quando aveva rilevato Bonilla già nel corso del quinto inning. Ed aveva lanciato 5.1 riprese fabbricando 10 strikeout e inchiodando i battitori d'una Fortitudo poi sconfitta 8-5 nel secondo tie-break (pitcher vincente di quella emozionante gara risultò statisticamente Peter Avvento). Cubillan in questi mesi ha dimostrato di saper fare il rilievo cortoe il rilievo lungo. Vincere partite e firmare "salvezze". Un giocatore-chiave. Come si è arrivati al tesseramento di un fenomeno (per il nostro campionato) come Cubillan? Vi racconto un aneddoto. E' un giorno di febbraio, a colloquio il direttore sportivo Alberto Antolini e il general manager Mauro Mazzotti. Dice Antolini: "Abbiamo bisogno di un lanciatore che abbia più di trent'anni, che abbia giocato per parecchio tempo ad alto livello e che abbia voglia di lanciare poco. Poco ma di qualità". Mazzotti concorda, poi mette in moto quel computer che ha in testa e comincia ad elaborare tutti i dati dei… settemilacinquecento pitchers che conosce. Salta fuori un nome. E' l'identikit di Darwin Cubillan. Lui, Darwin, è in Venezuela che sta aspettando una chiamata dal Giappone o dal Messico. Arriva prima la proposta del San Marino. Ed è convincente. Cubillan accetta. La T&A trova un tesoro. Un veterano affidabile e di vasta esperienza è l'ideale per il ruolo di closer. Non aveva senso "sacrificare" a due sole riprese la settimana (come vice-Bonilla) un lanciatore giovane (25 anni) come José Escalona, che ha bisogno di giocare di più. Ecco la logica che ha spinto la dirigenza sammarinese a cambiare. Poi… è successo che Cubillan s'è rivelato anche più forte del previsto. Grande controllo, grande personalità. Immagine di sicurezza. Così viaggia 3 inning e mezzo a settimana: rilievo da 4 partite vinte e 2 "salvezze". Ai battitori avversari non fa veder palla, concedendo un misero 090 di opposite batting average. Torniamo a Martignoni. Dopo aver fatto il Bonilla per 3.1 riprese giovedì sera, riecco il capitano in scena in gara3 per chudere la partite di Thiago Da Silva. Entra dopo il singolo di Angrisano, corridori agli angoli, 2 out. Subisce singolo dall'inesorabile Castellitto e 1 punto, ma poi abbassa la saracinesca. E Bologna va in bianco nei suoi ultimi due assalti sui lanci del curvaiolo Martignoni.

I SEGRETI D'UN LINEUP SPECIALE – Vincendo due gare nel trittico più importante, San Marino continua a vincere tutte le serie. Confermando d'essere il gruppo più forte. Per adesso è così. Che cos'è che fa del San Marino una squadra speciale? E che cos'è che fa di questo line-up un line-up da record? Scopriamolo insieme.
1) Tutti i battitori di questo gruppo, che sia il leadoff oppure il nono dell'ordine di battuta, hanno la capacità – in qualunque momento – di buttare la pallina al di là della recinzione. E quando le mazze del San Marino prendono fuoco, ci mettono un attimo a ribaltare una partita. Sabato la Fortitudo è stata avanti sul 3-1 e sul 6-3. Poi è finita… 11-7 per i Titani.
2) E' un line-up equilibrato, regolare, efficace perché è senza "buchi". Vale a dire, non ha punti vulnerabili.
3) La profondità di questo ordine di battuta, dove ogni battitore sa essere pericoloso, esercita costantemente una forte pressione sui lanciatori avversari. I quali non riescono a… prendere fiato. I "Titano Bombers" non concedono tregua: sono lì in agguato, col bastone in pugno, pronti a punire un lancio sbagliato, un calo di tensione e anche la più piccola distrazione.
4) Il ritorno di Willy Vasquez è fondamentale. Lui era stato già importantissimo l'anno dello scudetto, il 2008. Veniva da Avigliana, era forte, meritava la grande vetrina, il San Marino non esitò a portarlo sul Titano. Due ottime stagioni (140 battute valide in 109 partite), poi un cambio di strategia. Si rendeva assolutamente necessario assicurarsi un fortissimo interbase, c'era Anthony Granato da prendere. Carlos Duran inoltre era considerato intoccabile, e infatti nel 2010 ha poi vinto la Tripla Corona. Vasquez non venne riconfermato al termine della stagione 2009, però non è mai uscito dall'orbita-San Marino. E' rimasto in stand-by. Un anno in Olanda, per permettere al San Marino nel frattempo di far diventare italiano Granato… ed ecco il ritorno di Vasquez.
5) Le prodezze di campioni come Vasquez (già 40 battute valide, 351 di average, 596 di slugging, 456 di ob{947471b319fcfc17ee58fe31e0e3b187459371bac22f8f456d2c94c4a7f47895}), Duran (7 homers, 2 tripli e 5 doppi in 23 partite), Granato, Jairo Ramos portano ad una appassionante competizione all'interno del gruppo sammarinese. E in questa eccitante gara – dove nessuno vuole rimanere indietro – anche i "non fuoricampisti naturali" riescono a lasciare il segno. Da Duran (7) a Chapelli (1) ben dieci giocatori del san Marino hanno prodotto homers in queste prime 30 partite del campionato IBL 2011. L'unico ancora a bocca asciutta è Simone Albanese, ma verrà anche il suo momento. Impressionanti i progressi di Avagnina (che sta battendo a San Marino con 57 punti in più rispetto alla regular season dell'anno scorso quando indossava la casacca dei Pirati di Rimini) e di Riccardo Suardi (ddirittura +94). Anthony Granato è passato dal 288 di average di un anno fa al 316 attuale.
6) Questo San Marino capace in 30 partite di produrre 39 fuoricampo, 59 doppi e 6 tripli, per un totale di 104 battute extrabase, evidentemente segue un programma di lavoro particolare. I tre allenamenti settimanali prevedono una prima parte, di circa mezz'ora dedicata alla difesa, tutto il resto di ogni allenamento è riservato alla battuta (ovviamente i lanciatori lavorano a parte). Di sicuro i giocatori del San Marino stanno traendo beneficio dal tipo di preparazione che stanno facendo con il batting coach Raul Marval.

CASTELLITTO RIVELAZIONE DELL'ANNO – Paradossalmente, con tutto quel che ha prodotto il San Marino in attacco nella sfida al vertice (29 valide, 6 fuoricampo e 5 doppi), il miglior battitore del trittico è stato un giocatore della Fortitudo Unipol. Mark Castellitto. Ha giocato due partite: 4 valide su 7 turni nel box, un homer, un doppio, 6 punti battuti a casa. Il ragazzo ha 24 anni, viene dal college, era stato ingaggiato più per il Castenaso di IBL2. E' prodigioso quel che sta confezionando in IBL1: 16 partite, 19 valide tra le quali 8 extrabase (3 HR, 5 doppi), 21 RBI, 33 tb. E 623 di percentuale slugging. Grande colpo di mercato del general manager Christian Mura.

LA "TOP TEN" DI QUESTO TURNO – Lanciatore: Darwin Cubillan (San Marino). Catcher: Riccardo Bertagnon (Parma). Prima base: Willy Vasquez (San Marino). Seconda base: Luca Scalera (Parma). Terza base: Nelson Lawrence (Rimini). Interbase: Anthony Granato (San Marino). Esterno sinistro: Johnny Carvajal (Grosseto). Esterno centro: Laidel Chapelli (San Marino). Esterno destro: Mark Castellitto (Bologna). DH: Orlando Munoz (Parma).

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Informazioni su Maurizio Roveri 192 Articoli
Maurizio Roveri, giornalista professionista, è nato il 26 novembre 1949. Redattore di Stadio dal 1974, e successivamente del Corriere dello Sport-Stadio, fino al gennaio 2004. Iscritto nell'Albo dei giornalisti professionisti dal luglio 1977. Responsabile del basket nella redazione di Bologna, e anche del pugilato. Caporubrica al Corriere dello Sport-Stadio del baseball, sport seguito fin dal 1969 come collaboratore di Stadio. Inviato ai campionati mondiali di baseball del 1972 in Nicaragua, del 1988 in varie città d'Italia, del 1990 a Edmonton in Canada, del 1998 in Italia, nonché alle Universiadi di Torino del 1970 e ai campionati Europei del 1971, del 1987, del 1989, del 1991, del 1999. Dal 2004 al 2007 collaboratore del quotidiano "Il Domani di Bologna" per baseball, pugilato, pallavolo.  

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