Ma dallo scudetto non si prescinde…

Tanta curiosità anche se la formula per vincere resta la stessa: questa prima stagione ufficiale dopo la riforma dovrà servire anche ad abituarsi a giocare con un approccio e una mentalità da professionisti

In vista dell'avvio della stagione 2010, abbiamo chiesto al collega Stefano Arcobelli della Gazzetta dello Sport un intervento sulla nuova Italian Baseball League che parte domani da Bologna.

IBL non vorrà dire più retrocessione, ma vorrà sempre dire scudetto. La parola magica per cui tutte le big o aspiranti tali vorranno lottare anche nell'era della rivoluzione silenziosa che nello sport italiano può anche voler dire clamorosa. Dunque, si parte con un nuovo marchio che magari farà storcere il naso ai puristi di un tempo, ma davvero la nuova stagione scatta con un'altra alba: ora anche la Italian Baseball League potrà diventare – per le Majors – anche uno dei tornei sparsi per il mondo, ma il primo in Europa anche se l'Olanda è sempre stato un bacino più fornito, da dove attingere campioni. Per rendere spettacolare ed appetibile ai media un torneo servono purtroppo soprattutto le superstar: se scorriamo i roster notiamo che gli ex big-leaguer sono persino meno rispetto alle altre stagioni quando la Ibl era solo semplicemente la serie A-1: Danny Sandoval del Grosseto; Kris Wilson, Jeffrey Farnsworth e Manny Alexander interbase del Nettuno, Brower e Serrano del Rimini. Nel caso di romagnoli e laziali si tratta anche di lanciatori, e dunque gli acquisti dovrebbero essere essenziali nell'economia del monte.
Chi prenderà lo scettro del Bologna? Saprà riconfermarsi il Bologna privo di Liverziani? Finirà l'astinenza (lunga 13 anni) del Parma? E' diventato un complesso il tricolore per il Nettuno che ha più titoli di tutti? E cosa combinerà Ruggero Bagialemani al rientro da una sponda opposta, quella di Grosseto, per la prima volta da avversario del suo Nettuno. Gli interrogativi possono bastare anche se tra le protagoniste non va escluse a priori neanche il San Marino, scudettato due anni fa, e non avendo più timori di retrocessioni si può dire che da seconda fascia ma non per questo tagliate fuori dai giochi della seconda fase, inseriremmo pure il Godo di Cabalisti e il Paternò che si chiama pure Catania e giocherà a Palermo, uno dei segnali di come si possa collaborare nel segno della mentalità da franchigia.
La curiosità è tanta, anche se la formula per vincere il titolo resta la stessa e le forze in campo alla fine si equivarranno: questa prima stagione ufficiale dopo la riforma dovrà servire anche ad abituarsi a giocare con un approccio e una mentalità da professionisti, sempre. C'è bisogno di capire e di attirare curiosità intorno a una lega che non deve fare la fine di un hockey pista o pallamano che continuando a cambiare formula alla fine non ha cambiato granché. Proviamoci, dunque. Facciamo tornare epiche le sfide tra Nettuno e Rimini, tra Bologna e Parma, e proviamo a vedere l'effetto che fa. Poi proviamo a utilizzare al meglio anche chi torna dall'esperienza americana o chi cresce in Accademia. Non fermiamoci ai soliti mestieranti quanto spesso utili ma costosi oriundi, cerchiamo di rendere avvincenti le partite dalla prima all'ultima. Il baseball ha bisogno di far parlare di sè. La Ibl che dovrà dialogare anche con le squadre di seconda divisione, diventi un'occasione di ri-lancio del movimento. E lavoriamo tutti per riportare il pubblico, i ragazzini e i loro genitori, nei diamanti. Magari giocando anche prima, il pomeriggio se non la mattina, la domenica. Purché se ne parli…

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