L'Italia finisce presto la verve e cede anche all'Australia

Solo due valide sul rilievo Ruzic in sette riprese ed il 4-0 iniziale risulta vano. Infante protagonista nel bene e nel male

Niente da fare: lo zero rimane. Anche l'Australia batte l'Italia e mentre gli azzurri vedono ormai ridotte al lumicino (per non dire a zero) le speranze di raggiungere la terza fase, l'Australia un pensiero comincia a farcelo. "Avevamo perso un match molto duro l'altra notte e dovevamo vincere questo. La corsa continua; se si vincono quattro partite la terza fase potrebbe essere una realtà. Ora ne abbiamo tre…"commenta il manager Aussie Jon Deeble.

L'Italia ha fatto fuoco e fiamme nei primi due inning, ma dal terzo in poi è stato il buio più totale. Merito di un Ruzic (ex Neptunus Rotterdam con passato in doppio A) che entrato al terzo per Hendriks, palla pesante sulla quale l'attacco azzurro è andato a nozze, ha messo fuori giri Chiarini e compagni con i suoi lanci ad effetto "Noi non abbiamo avuto un approccio positivo sul loro rilievo di cui non avevamo nessun riferimento non avendo lanciato finora. Troppa fretta in diverse occasioni" ammette un Mazzieri che non nasconde un pò di delusione in volto. Davide Dallospedale entra nel dettaglio "Ruzic ci ha messo in difficoltà con il sinker dentro e lo slider fuori, andava bene sul nero e noi non siamo riusciti a fare più nulla".

L'Italia ha illuso portandosi 4-0 dopo due attacchi con tre valide al primo e grazie alla profonda battuta al centro di Infante che al secondo ha portato a casa tutti e tre gli uomini sulle basi. Il fortitudino però ha girato per tre ed è stato colto nettamente out. "In quel frangente" dichiara Mazzieri "si doveva usare maggiore attenzione nella corsa; era un momento in cui si doveva ammazzare la partita invece il momentum è andato a loro". Il problema dell'Italia, come ha sottolineato anche Mazzieri, è la coperta corta, nel senso che non c'è un terza base di ruolo. Per l'occasione è stato scelto Imperiali e per poter contare sulla mazza di Infante lo si è spostato a sinistra, ruolo non suo (più in là sostituito con Crociati) e lo ha testimoniato nel secondo attacco australiano quando si è mosso in ritardo e male tuffandosi goffamente ma inutilmente sulla battuta di Beresford, mancando di parecchio l'out (avrebbe chiuso l'inning) e consentendo la segnatura del punto dell'1-4 di Kinneally. Da Silva fino a quel punto era stato decisamente buono, ma al terzo comincia ad essere toccato, arriva il 2-4 sul doppio di Hughes ed al quarto subisce i due punti del pari; prima su volata di sacrificio di Beresford poi sul solo homer di Kimpton. Tutto questo senza nemmeno una visita. Ovvio non rivederlo più dal quinto ma potendo rigiocare la partita Mazzieri lo avrebbe tolto prima? "No, assolutamente. In quell'inning dove c'è stata la sbavatura all'esterno e perso un uomo sulle basi non è stato fortunato. Potevamo avere la partita in pugno".

Con Cooper, poi, l'Australia frena e si arriva così in parità al nono. L'Italia porta Rovinelli in seconda sull'errore di tiro di Beresford, ma vi sono due out ed Imperiali chiude l'inning con una facile volata. L'Australia invece mette subito pressione col doppio di Berg che trova Chiarini leggermente avanzato e poi riempie le basi anche perchè il rilievo grossetano difende malissimo un bunt di Beresford. A Kimpton non si può non concedere l'intenzionale, ma l'esultanza di Torres per il kappa su Harman viene presto spazzata via dalla battuta oltre gli esterni, l'Italia giocava tutta chiusa, di Snelling a mettere la parola fine sulla partita.

Informazioni su Paolo Mulazzi 42 Articoli
Nato a Parma nel 1963, giornalista pubblicista, cominciò a seguire il baseball nel 1974, penultimo anno targato Bernazzoli, e si “abituò subito male” con le vittorie della grande Germal. Provò anche a giocare, per un paio d’anni, nell’allora Parma Pan, ma scelse, forse a ragione, di dedicarsi alla scuola. Così dovette accontentarsi, in età più adulta, di anni e anni di slow pitch. Agli inizi degli anni '80 inizia il suo percorso giornalistico in ambito radiofonico con Radio Emilia prima ed Onda Emilia poi. Un percorso durato sino alla fine degli anni '90 fatto di conduzioni in studio, per un anno anche televisive con la collegata Europarma Tv (l’attuale Teleducato), servizi e radiocronache di baseball e rugby, sport, quest’ultimo, che è sempre andato di pari passo col primo. Nel 2004 inizia la sua avventura col cartaceo collaborando per il settimanale gratuito "Lungoparma" occupandosi, oltre che di sport, anche di inchieste d’attualità. Nell’aprile 2005 nasce a Parma il quotidiano "L’Informazione" con cui comincia a collaborare sin dal primo numero scrivendo sempre dei suoi due sport preferiti. Nel marzo 2008 passa a "Polis Quotidiano". Inoltre, nel novembre del 2007 è co-ideatore del quotidiano sportivo on line www.sportparma.com ma i suoi impegni non finiscono qui: ha collaborato saltuariamente col settimanale locale "Zerosette", occupandosi di inchieste, e scrive regolarmente su "Lameta", settimanale di rugby a diffusione nazionale. Nel mezzo di tutto ciò c’è stato anche spazio, dal 2000 al 2005, per allenare il settore pre-baseball dell’Oltretorrente, esperienza che gli ha dato molto dal punto di vista umano. Ama la natura e gli animali (salutiamo il gatto Gigi) e sogna sempre di rivedere gli stadi pieni come un tempo, almeno a Parma.

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