Standing ovation per la Fortitudo Bologna

Festa per i neo-campioni: Frignani e compagni (oltre al vice-presidente Folletti, al GM Mura, all'allenatore Nanni e al pitching coach Radaelli), applauditi al PalaDozza dai 4.000 tifosi della Fortitudo Basket

Sono passate poco più di due settimane, da quando la Fortitudo Bologna ha vinto il suo ottavo scudetto. Trionfando sul monte Titano. E chiudendo l'Italian Baseball Series 2009 in cinque gare, dopo aver logorato i nervi e il morale d'una squadra – notoriamente solida – come il San Marino.
L'impresa dei biancoblù del baseball è stata festeggiata in famiglia, mercoledì sera, al palasport di Piazza Azzarita che è l'arena dell'altra Fortitudo, quella dei canestri, la Fortitudo decisamente più conosciuta, più importante, ma meno vincente (nel senso di titoli conquistati nella sua storia, seppur decorosissima). Prima della partita di Summer Cup tra i biancoblù del basket e l'Osimo, è stata presentata al pubblico del "Madison" bolognese una rappresentanza del Club che ha meritato lo scudetto del baseball. Erano presenti: Luciano Folletti (Vice-Presidente), Cristian Mura (General Manager), Marco Nanni (Capoallenatore), Roberto Radaelli (Pitching Coach), Fabio Frignani (Coach) e i giocatori Fabio Milano, Stefano Landuzzi, Giovanni Pantaleoni, Daniele Frignani e Cristian Gnudi.

Standing ovation del pubblico del basket ai campioni d'Italia del baseball. Atmosfera suggestiva e coinvolgente nel tempio bolognese dei canestri. Come sempre, quando una nuova avventura sta per avere inizio. Quasi quattromila spettatori presenti (con 3521 paganti) per una partitella pre-season. Ed un entusiasmo senza confini. Clamoroso, se si pensa che la Fortitudo della pallacanestro – dopo una stagione sofferta, travagliata, piena di guai – è precipitata di colpo dalla serie A1 alla A Dilettanti (l'ex serie B1). Comincia un'altra stagione e rinasce, come d'incanto, l'entusiasmo. Un prodigio che si rinnova, anno dopo anno, anche dopo i colpi bassi del destino e le beffe più atroci. Ma questo è lo "spirito" della Fortitudo Basket, della Fossa dei Leoni e degli altri tifosi più fedeli. "Con l'orgoglio di non tirarsi indietro mai", recitava uno striscione all'interno del palasport.
E allora è bello che lo scudetto dei "diamanti" sia stato festeggiato in quest'atmosfera. Aspettando che Lele Frignani e i suoi compagni vengano ricevuti nella Sala Rossa di Palazzo d'Accursio dal Sindaco Delbono. Non è mai troppo tardi…

La settimana scorsa "personaggi" illustri di Bologna si sono esposti in maniera incisiva invitando la città a non lasciar soli i Menarini. Messaggio giusto. Il Bologna Calcio è il Bologna Calcio, e poi questo è l'anno del Centenario. Va bene preoccuparsi del Bologna FC 1909. Ma nessuno che si prenda la briga di spendere mezza parola per la Fortitudo Baseball! Eppure lo merita. Per mesi questa Società è stata senza un vero sponsor. Chiamata a fare i salti mortali, destreggiandosi – soltanto con le proprie forze – fra un sacco di difficoltà. Il budget era limitatissimo. A febbraio non si sapeva che tipo di squadra la dirigenza della Fortitudo Baseball sarebbe riuscita a presentare. E in quei giorni di dubbi e di tormenti (e di pochi euro) si ipotizzava un campionato da quinto, o addirittura, sesto posto. A marzo i lavori erano ancora in corso, la formazione da completare. Ma qui comincia una bella storia. La grande disponibilità dimostrata dalla squadra. Dallo "zoccolo duro" del gruppo. Tutti uniti, i giocatori più importanti: accettando un ridimensionamento economico, una riduzione dei loro compensi (parlare di stipendio è eccessivo, i giocatori italiani sono dilettanti, gente che lavora, perché non si vive di solo baseball…). Hanno accettato questo sacrificio, pur di rimanere insieme. Permettendo al Club di andare avanti. Un bel messaggio. E dopo, la dirigenza è stata molto abile nel muoversi sul mercato straniero: con pochi soldi, sono state fatte scelte felici. E il gruppo è cresciuto in qualità e consistenza, mese dopo mese. Prendendo coraggio e sicurezza. Sì, proprio come in una favola. La Fortitudo, che due mesi prima del campionato pareva destinata ad una anonima stagione di transizione, ha vinto lo scudetto più bello. Perché inaspettato e strameritato. Arrivando oltre ogni immaginazione della vigilia.

Il titolo di campione d'Italia che la Fortitudo ha vinto il 19 agosto è destinato a rimanere nella storia: per le tre partite vinte consecutivamente in trasferta, una sera dopo l'altra (gara3, gara4, gara5); per il bottino di 33 punti e 33 battute valide raccolto nelle ultime due partite; per aver totalizzato nelle cinque sfide di finale 40 punti (contro 16 subìti), 59 battute valide con 7 fuoricampo. E di fronte, i biancoblù bolognesi avevano i campioni in carica.

Se uno scudetto di questo tipo, conquistato con una progressione imperiosa, l'avessero vinto a Nettuno (dove il baseball è un fenomeno sociale) lo si sarebbe festeggiato – come minimo – per una settimana intera, nelle piazze, in spiaggia, e ci sarebbero stati ricevimenti su ricevimenti, e gran galà. A Bologna? Zero, o quasi. Per ora, gli applausi del pubblico del PalaDozza. L'abbraccio della gente dell'altra Fortitudo, quella dei canestri. Iniziativa simpatica. L'unica, per il momento.

Evidentemente a Bologna si ha la memoria corta. Oppure, si snobba il baseball. Sarebbe necessario sapere che la Fortitudo del "batti e corri" nella sua storia ha vinto 8 titoli di Campione d'Italia, 2 Coppe dei Campioni, 5 Coppe Italia e 1 Supercoppa Italiana. C'è da essere orgogliosi.

Informazioni su Maurizio Roveri 192 Articoli
Maurizio Roveri, giornalista professionista, è nato il 26 novembre 1949. Redattore di Stadio dal 1974, e successivamente del Corriere dello Sport-Stadio, fino al gennaio 2004. Iscritto nell'Albo dei giornalisti professionisti dal luglio 1977. Responsabile del basket nella redazione di Bologna, e anche del pugilato. Caporubrica al Corriere dello Sport-Stadio del baseball, sport seguito fin dal 1969 come collaboratore di Stadio. Inviato ai campionati mondiali di baseball del 1972 in Nicaragua, del 1988 in varie città d'Italia, del 1990 a Edmonton in Canada, del 1998 in Italia, nonché alle Universiadi di Torino del 1970 e ai campionati Europei del 1971, del 1987, del 1989, del 1991, del 1999. Dal 2004 al 2007 collaboratore del quotidiano "Il Domani di Bologna" per baseball, pugilato, pallavolo.  

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