Matino stila il bilancio della "sua" European Cup

Le precipitazioni, i problemi legati al terreno di gioco, il possibile annullamento dell'evento fino al parere definitivo: si gioca – Nel Salento, il baseball più popolare grazie all'evento continentale

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Spenti i riflettori sulla manifestazione più importante sin qui mai disputata, a Matino è tempo di bilanci. Dopo infatti aver rinnovato le infrastrutture, dopo aver organizzato l'evento e dopo aver salutato gli ultimi cameramen e gli ultimi atleti, è arrivato il momento di riunirsi intorno ad un tavolo e tirare le somme su cosa è accaduto, su cosa ha funzionato e soprattutto su cosa si sarebbe probabilmente potuto fare meglio.
È inutile nasconderselo: l'Europa intera ha saputo dei problemi legati al terreno di gioco del diamante salentino. Precipitazioni piovose superiori del 400{7705a2bbdaa021515d9f4a10f17345d856516ef4368213803235dbd19200a879} rispetto alla media stagionale ed alcuni altri problemi di natura tecnica, hanno fatto sì che l'intera manifestazione subisse non solo lo slittamento di un giorno sul calendario ma hanno messo addirittura in forse lo svolgimento stesso degli Europei.
Detto questo però, bisogna uscire dal clima di catastrofismo fortemente voluto solo da alcuni dei team presenti e da alcuni improvvidi commenti letti qua e là. Condizioni del terreno a parte infatti (e comunque va segnalato per dovere di cronaca che nessuna azione di gioco è stata in nessun caso falsata da cadute o rimbalzi fortemente irregolari della pallina), l'organizzazione dell'evento ha fatto fronte a tutti i propri impegni: nessuno è stato abbandonato in aeroporto, nessuno è stato scordato in albergo, tutti hanno regolarmente fatto almeno tre pasti. Assicurate le esigenze minime "vitali", ci sono da registrare anche i complimenti sinceri per quanto è stato fatto da parte degli scorer, degli arbitri e delle tante altre persone che hanno contribuito all'evento.
Appare ovvio e scontato che probabilmente gli stessi incontri, organizzati in altri siti più avvezzi a tali appuntamenti, avrebbero avuto un andamento ancora migliore ma delle due l'una: o si "rischia" qualcosa, cercando di rendere il più popolare possibile questo bellissimo sport (ed obiettivamente nel Salento sembra proprio che questa scommessa sia stata vinta), oppure si potrebbe continuare a limitare il numero dei partecipanti alla "solita parrocchia".

Informazioni su Tonio 1 Articolo
Nato a Casarano (in provincia di Lecce) nel 1969, Antonio Memmi è un Capitano dell’Aeronautica Militare con l’hobby del giornalismo. Responsabile del settore logistica del 10° Reparto Manutenzione velivoli di Lecce - dove per intenderci si fa la manutenzione ai velivoli delle mitiche “Frecce Tricolori” - è da anni impiegato dalla Forza Armata anche nel settore delle pubbliche relazioni. Giornalista pubblicista (in via di formalizzazione), collabora con il periodico locale “Il Gallo” e con altre testate giornalistiche anche online ed ha partecipato, in veste di presentatore o di moderatore, ad alcuni eventi come presentazione di libri o dibattiti politici. Antonio scopre il baseball quasi per caso: capo gerarchico del vice presidente dello Junior Club Matino, tal Biagio Costa che di mestiere fa il Maresciallo dell’Aeronautica, fissa tramite quest’ultimo un appuntamento con il presidente della società salentina per una semplice intervista al termine della quale gli vien fatta la proposta di diventare addetto stampa. Dopo aver accettato l’incarico, non senza remore, Antonio si tuffa in questo mondo così affascinante e sconosciuto fino a quattro anni prima e comincia a scrivere di baseball anche per i periodici con i quali collabora abitualmente, estendendo il proprio ambito di interesse a tutta la Puglia.

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