Macchie azzurre e sfida in famiglia

L'attesa dell'incontro tra Italia e Canada al Rogers Centre. I tifosi italiani si mischiano ai padroni di casa e sperano nel colpaccio

TORONTO – Antony e Jennie si sono conosciuti qui. Italiano lui, figlio di emigranti, canadese lei. Entrano al "gate 5", lui con la maglia degli azzurri e lei con quella dei canadesi. "Oggi siamo avversari" – dice sorridendo e con un italiano ancora abbastanza buono Antony, origini in provincia di Napoli. "Non sapevo – aggiunge – che nel mio Paese ci fosse una squadra a questi livelli, sono contento, certo il Canada è forte ma con il Venezuela siamo andati bene e con un pizzico di fortuna in più…." Lo dice incrociando le dita, mentre Jennie non ha dubbi e in un italiano più maccheronico afferma: "Vince Canada".
Nello spazio che conduce alle tribune, al livello 100 del Rogers Centre, si mischiano le tante maglie rosse dei padroni di casa con qualche macchia di azzurro. Ragazzi e ragazze che in nome delle origini dei loro nonni oggi saranno qui a tifare Italia. C'è chi distribuisce bandierine tricolori intorno ai moderni "strilloni" che vendono il "World classic programme", 10 dollari a copia e sembra andare a ruba.
Dal campo si nota più di qualcuno si sporge dal dug out di prima, dove si trova la squadra guidata da Marco Mazzieri, in cerca degli autografi di Catalanotto e Pascucci, mentre è molto richiesto anche Trebelhorn che fa parte dello staff tecnico. In tribuna c'è chi indossa la maglia azzurra con l'immagine della Coppa del mondo di calcio e la scritta "World champion".
Finisce il batting practice, è ora di giocarsela. Per andare avanti e per i "paisà" che oggi vogliono sentirsi ancora più orgogliosi delle loro origini.

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