Il console e lo sponsor "spingono" gli azzurri

 Bardini: "Avrete il sostegno della comunità". Chiodo, arrivato nel '57 e oggi titolare di una catena di officine, non dimentica le origini: "Orgoglioso di vedere il mio marchio sulle maglie"

TORONTO – "Questa è casa vostra". Il console italiano a Toronto, Gianni Bardini, accoglie la delegazione della squadra azzurra che domani esordisce al World baseball classic. Nel palazzetto di Beverley street che ospita gli uffici dove la popolosa comunità che vive in Ontario può sbrigare le sue pratiche ci sono foto d'epoca alle pareti, la storia di come sia nata e cresciuta la presenza dei "paisà" in questo angolo di mondo.

"Benvenuti e in bocca al lupo – dice il diplomatico, tradendo un inconfondibile accento senese – questo per gli italiani che vivono qui è un posto veramente significativo. So che non siamo fra le squadre più accreditate ma sono certo che la comunità italiana vi sosterrà in questa impresa".

Arriva al consolato in largo anticipo sulla presentazione Ralph Chiodo "ma scrivete Raffale…", dice subito ai giornalisti presenti. Ci tiene alle sue origini, viene dalla Calabria, da Catanzaro "e sto qui da 51 anni". Per come parla italiano non si direbbe.

Orfano di padre, arrivò a Toronto insieme alla mamma e ai fratelli, cercavano "fortuna" – come tutti all'epoca – e l'hanno trovata. Oggi Raffaele guida una società che gestisce una catena di 75 officine meccaniche, la Active Green+Ross e il suo marchio è sulle maglie dell'Italia.

"Ho giocato anche a baseball – ricorda – volevo darmi da fare con lo sport e qui non si poteva fare altro, giocare a baseball o fare lo spettatore e basta". E da giocatore "feci anche i try out per i Blue Jays".

La sua società negli ultimi quattro anni è stata lo sponsor del "Blue jays multicultural day" . Un evento nel quale ha "invitato migliaia di italiani ad assistere alle partite dei beniamini di casa". Una scelta che non avviene per caso: "Non appena le condizioni economiche me lo hanno permesso non ho perso tempo a investire nella promozione di questo sport". Chiodo non ha dubbi: "Il baseball è una disciplina sportiva che ha mantenuto salde le sue linee guida basate sulla serietà, disciplina e soprattutto lavoro di squadra".

E così, da quel viaggio fatto nel '57, ancora bambino e con tanta speranza ma poche certezze, oggi Raffaele è "orgoglioso di poter sponsorizzare il world baseball classic 2009 e poter vedere sulla maglia della nazionale italiana il logo della nostra società". L'auspicio di tutti, Chiodo per primo, è che porti anche una giusta dose di fortuna, quella che i "paisà" cercavano tanti anni fa e che sono riusciti a trovare. Senza dimenticare le origini.

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