"Il baseball reggerà alla crisi economica"

Intervista esclusiva con John Genzale, docente di Sport Business alla Columbia University e fondatore di Sport Business Journal – "Il valore delle franchigie cresce anche in tempi di recessione"

Con la crisi globale che sta impattando anche sul nostro sistema economico, con conseguenti interventi per fronteggiare l'emergenza, è difficile stabilire quanta voglia e tempo si ha di pensare al baseball. Essendo Baseball.it un sito dedicato esclusivamente al baseball, non potevamo esimerci – pur in un clima di incertezza – dal trattare gli effetti della crisi economica sul nostro sport e più in particolare sul campionato più importante al mondo, quello della Major League. Non va dimenticato, poi, che con il progetto IBL il futuro del baseball italiano dipende pesantemente dalla MLB e una contrazione degli investimenti d'oltreoceano potrebbe avere conseguenze funeste sugli attuali progetti della FIBS.

Sull'argomento abbiamo deciso di intervistare nuovamente colui che è ormai diventato un gradito ospite di Baseball.it: John Genzale, giornalista ed esperto di Sport Business, che in questo campo ha anche ottenuto importanti incarichi presso prestigiose Università americane, come racconta lui stesso: "Ho insegnato per 3 anni alla New York University ed ora ho ottenuto un incarico di co-direttore del corso di laurea in sport management alla Columbia University dove continuo ad insegnare Sport Business. Premetto che tutto ciò che ho rilasciato in questa intervista è frutto di opinioni personali, visto che sono un attento osservatore, e non rappresentano in alcun modo il pensiero della Columbia University o dello SportsBusiness Journal di cui sono stato fondatore e con cui continuo a collaborare periodicamente. Lo stesso dicasi per il mio ruolo di consulente della FIBS".

Nel 2007 tutte le squadre della MLB tranne 3 hanno avuto utili: quindi il baseball è stato senz'altro in quell'anno una fonte di guadagni. Ma cosa è successo nel 2008 e soprattutto cosa accadrà nel 2009?

La MLB è stata l'unica lega sportiva negli USA a registrare aumenti negli introiti sia nel 2007 che nel 2008. Ci sono alcune prove del fatto che la MLB è più resistente alla crisi economica di altre leghe, essendo anche meglio strutturata rispetto a NFL, NBA, NHL, e altre. In generale, comunque la struttura finanziaria delle organizzazioni sportive negli USA è diversa da quella europea: per anni il business dello sport americano è stato ritenuto a prova di recessione, perché in questi casi il pubblico si rivolgeva allo sport per trovare una fonte di divertimento a buon mercato e come strumento di fuga da una realtà deprimente. Il baseball storicamente è stato lo sport più a buon mercato di tutti e quindi è quello che ha retto meglio alle varie crisi economiche. Nei primi anni ‘90 le grosse corporation americane hanno cominciato a investire nel baseball invece di limitarsi a sponsorizzarlo. Questo ha reso lo sport business più sensibile alle crisi economiche. Ma tale fenomeno, anche in questo caso, ha interessato in modo limitato il baseball più che gli altri sport. Inoltre i prezzi dei biglietti nel baseball sono tra i più bassi in assoluto e sebbene siano cresciuti molto il loro aumento è sempre minore rispetto ad altre discipline. La demografia del pubblico che va allo stadio nei vari sport è profondamente cambiata, ma nel baseball esiste ancora la possibilità di accedere agli stadi a prezzi relativamente bassi.

Molte squadre hanno siglato importanti contratti pluriennali con singoli giocatori in cui è stato previsto di posticipare nelle stagioni finali i pagamenti più ingenti. Adesso queste squadre si trovano a dover trovare i soldi necessari per rispettare gli impegni proprio in un momento di crisi economica. Pensi che ci saranno problemi?

Immagino che ai 30 proprietari della MLB piaccia che il pubblico creda che la situazione sia peggiore di 2 anni fa. In effetti lo è, ma nel baseball ci sono degli strumenti standard per bilanciare il budget e generare il margine di profitto desiderato. E' molto più facile che nella maggior parte dei business: la MLB storicamente ha controllato il monte salari dei giocatori, stabilendo anno per anno quanto voleva spendere. Il salario minimo di un giocatore MLB è ridicolamente basso e non mancano persone che vogliono giocare a baseball nelle Majors disposte ad accettare questo salario. Quindi gli basta mettere sotto contratto più giocatori al minimo per bilanciare i grossi contratti. Il problema ovviamente è vendere al pubblico giocatori di qualità inferiore. I fan si sentono un po' proprietari, le squadre rappresentano le comunità e nessun tifoso vuol lasciare che l'economia decida della qualità del baseball e dell'immagine della sua città.

Tema sponsorizzazioni: recentemente, in vista dell'inizio del WBC, Mastercard e Anheuser-Busch InBev (leader mondiale nella produzione di birra) hanno rinunciato alla loro sponsorship. La MLB ha annunciato di averli sostituiti con 4 produttori di birra ma senza rivelare l'importo dei nuovi accordi, segno forse che si tratta di importi inferiori. Secondo te, altre grandi società smetteranno di investire nella MLB?

Sì, me lo aspetto: vendere i prodotti dello sport business sarà più difficile perché le imprese hanno impegni più seri. E questo succederà già da quest'anno quando cominceranno a scadere alcuni contratti pluriennali. General Motors non può da un lato licenziare persone e poi spendere in sponsorizzazioni. Una grande azienda che spende il 2{47180147b9c962aa1d6bc8469331c43f8719a843cef96ae9aaae21c8d1154a57} del suo fatturato in sponsorizzazioni potrà semmai ridurle ad esempio all'1,75{47180147b9c962aa1d6bc8469331c43f8719a843cef96ae9aaae21c8d1154a57}, ma certamente non può convincere dipendenti, azionisti ed amministratori ad aumentare tali investimenti in un clima di crisi economica. So che la ESPN sta pianificando per il WBC una copertura degna di un grande evento: Nel 2006 ebbero solo poche settimane per prepararsi e non sapevano cosa aspettarsi in termini di interesse mondiale. Ma il WBC fu un grande successo, specie al di fuori degli USA, e la ESPN, primo canale televisivo al mondo per lo sport, si sta ora attrezzando al meglio per l'importante appuntamento. Quindi saranno in grado di attrarre moltissimi inserzionisti. Forse saranno meno di quelli che avrebbero potuto raccogliere in un periodo di buona economia, ma saranno comunque capaci rendere il WBC un successo televisivo. Sarà in grado la MLB di generare le sponsorizzazioni che un evento del genere merita? Lo saranno le nazioni che partecipano al WBC? Ne dubito.

Di recente diversi gruppi hanno venduto le proprie partecipazioni in alcuni club di MLB. Quello che preoccupa è che si tratta di vendite fatte per mettere a posto i conti e quindi si rischia che siano costretti a vendere per poco. Si tratta di una coincidenza che le prime due vendite nella MLB durante la crisi arrivino da due gruppi che operano nel mondo dei media? Ci dobbiamo aspettare altre iniziative del genere? E farlo in queste condizioni potrebbe ridurre il valore delle franchigie?

Sono sicuro che la situazione economica ha favorito queste vendite, ma in realtà si tratta di un trend partito 7-8 anni fa. Le media company tengono in grande considerazione lo sport che ha generato sottoscrizioni di abbonamenti alle TV via cavo. Quando la penetrazione del mercato è arrivata quasi al 100{47180147b9c962aa1d6bc8469331c43f8719a843cef96ae9aaae21c8d1154a57}, queste società hanno cominciato a perdere interesse nel possedere partecipazioni nel settore sportivo: Disney, Fox e Turner hanno venduto. Il Tribune ha cominciato a parlare di vendere ancora prima di allora ma questioni interne alla proprietà del gruppo stesso hanno ritardato la cosa. Nel caso dei Red Sox, il proprietario è John Henry insieme ad altri soci, molto contenti del loro investimento nei Red Sox e dei tanti spin-off creati da lì. Un'altra cosa da dire, sempre prendendo ad esempio i Red Sox, è che profitti ed altri aspetti economici sono fattori importanti per i proprietari, mai quanto però il valore delle franchigie. Anche quando la maggior parte delle squadre perdeva soldi prima dell'ultimo contratto collettivo con i giocatori (ricordate lo sciopero che fece saltare le World Series del 1994?) non c'era fine alla lista degli investitori che cercavano di acquistare partecipazioni nelle franchigie MLB. Perché anche quando i margini operativi scendono il valore delle franchigie sale. E' qui che si genera il ritorno dall'investimento, che i soldi dei proprietari crescono. E anche in tempi di crisi economica questo valore cresce anche se ad un ritmo minore. Forse ci sarà un momento in cui anche il valore delle franchigie decrescerà per colpa dell'economia, ma è un momento molto al di là da venire.

(FINE PRIMA PARTE)

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Informazioni su Ivano Luberti 324 Articoli
Ivano è cresciuto in Maremma dall'eta' di 6 anni e ha visto la sua prima partita di baseball a 9 anni. Ha abbandonato la sua passione per il batti e corri a 19 anni quando si è trasferito a Pisa per l'Universita' e lo ha riscoperto dieci anni dopo quando ha cominciato ad utilizzare Internet per lavoro. Si definisce uno spettatore informato con una logorrea innata che ha deciso di sfogare scrivendo qualche articolo, dopo che il forum di Baseball.it non gli bastava piu'. Laureato in Scienze dell'Informazione e informatico di professione crede nella cooperazione al punto di aver fondato una cooperativa a Pisa, città dove risiede e che purtroppo è un deserto per lo sport che ama.

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