Danesi in finale, e la T&A sogna

Richetti e Peppe Mazzanti spingono i tirrenici alla serie decisiva, L’Unipol è fuori. Matamoros con un fuoricampo da due punti condanna il Montepaschi, che adesso non può più sbagliare

Nove riprese complete, 166 lanci, 13 strike out e 6 valide subite. Carlos Richetti ieri sera ha dato tutto quello che poteva dare, forse anche qualcosa di più, nella decisiva vittoria della Caffé Danesi Nettuno contro l'Unipol Fortitudo Bologna. Era una sfida da "dentro o fuori" per la formazione di Nanni, che non poteva più sbagliare se non voleva dire addio al campionato. Al Borghese si erano dati appuntamento in 3.500, a sostenere la squadra verso questo grande passo. Il pubblico delle grandi occasioni, e le squadre hanno risposto di par loro offrendo una delle più belle partite degli ultimi anni viste allo stadio tirrenico.

Peppe Mazzanti, dopo due giocate d'autore in difesa, al secondo inning batteva oltre il muro di sinistra il fuoricampo dell'1 a 0. Ma al quarto i felsinei ribaltavano il parziale, con tre singoli consecutivi e un errore della difesa che costavano proprio a Richetti il primo punto guadagnato di questa post season. Su un doppio ancora di Peppe Mazzanti e un singolo di Schiavetti alla seconda parte del quarto si era ancora sul 2 a 2. 
E poi il match proseguiva così, senza punti e con pochi sussulti, con le due squadre che sprecavano sì qualcosa, ma senza riuscire a sbloccare la situazione di parità. Al decimo Richetti (applauditissimo dal pubblico) era sostituito da Costantini, che con due eliminazioni al piatto e una volata liquidava una scomoda pratica dopo che Liverziani aveva toccato valido. Si arrivava al decimo attacco Danesi, che si apriva con la base concessa ad Ugueto. Sul bunt di Tavarez Angrisano racccoglieva la pallina davanti al piatto di casa base, tentava la via della seconda base ma sbagliava il tiro. Era il turno di Camilo. Ancora bunt? Probabilmente sì. O no? Il bomber nettunese sul primo lancio (alto) ritirava il bastone, sul secondo fintava solo la stoppata tentando invece uno swing a sorpresa andato però a vuoto. Altri due foul e poi, con la difesa tutta spostata a destra, trovava una sorta di texas a sinistra. Bonci si tuffava, la palla però finiva a terra. Ugueto (ormai soprannominato affettuosamente "Ughetto" dai tifosi nettunesi) correva a casa per il punto che vale una finale.
Una partita bellissima, dove la Unipol ha tentato di gettare il cuore oltre l'ostacolo senza riuscirvi, restando con la magra consolazione di aver dominato la regular season. Ma ora più che mai, con la formula del round robin, le semifinali sono diventate un altro campionato a parte.
Ne è stata la dimostrazione anche la sfida tra Montepaschi Grosseto e T&A San Marino. I campioni d'Italia erano favoriti sulla carta, ma a Ginanneschi non si possono sempre chiedere i "miracoli", seppur ancora una volta si è reso autore di una prova maiuscola nelle otto riprese lanciate, mentre dall'altro fronte Bindi si affidava al braccio dell'esperto Martignoni al posto di Tonellato. Un fuoricampo da 2 di Kelly Ramos al centro sbloccava il risultato al quarto. Per i toscani la strada sembrava in discesa, ma ce c'è una cosa che il San Marino ha mostrato almeno in parte durante la stagione e sempre in questo round robin è quella di non arrendersi mai. Al sesto un singolo di De Biase accorciava le distanze. Poi c'è stata una delle mosse che probabilmente ha risolto il match. Alla prima parte del settimo Bindi decide di far salire in pedana Nyari, dopo la valida subita da Martignoni in apertura di inning. Sarà una svolta, perché da lì in poi il Grosseto si è visto eliminare nove dei dieci uomini presentatisi nel box dopo la sostituzione. E al settimo ecco l'altra svolta, Francesco Imperiali raggiunge la prima, con due out Matamoros spedisce oltre la recinzione il fuoricampo del 3 a 2.
Così, San Marino si è aggiudicato il primo importantissimo match, quello in grado di spostare l'inerzia delle altre due, smentendo i pronostici della vigilia. Anche perché i maremmani adesso sono chiamati a vincere tutte e due i match allo Iannella, ma contro i migliori lanciatori della rotazione sammarinese. Due incontri delicatissimi, mentre al Gianni Falchi sarà puramente accademia, col Nettuno che farà ruotare i lanciatori e gli uomini in campo per presentarsi nel migliore dei modi all'appuntamento del 27 agosto. Le finali inizieranno quel venerdì sera allo Steno Borghese, occorre solamente capire quale è l'altra contendente…
Informazioni su Mauro Cugola 545 Articoli
Nato tre giorni prima del Natale del 1975, Mauro è laureato in Economia alla "Sapienza" di Roma, ma si fa chiamare "dottore" solo da chi gli sta realmente antipatico... Oltre a una lunga carriera giornalistica a livello locale e nazionale iniziata nel 1993, è anche un appassionato di sport "minori" come il rugby (ha giocato per tanti anni in serie C), lo slow pitch che pratica quando il tempo glielo permette, la corsa e il ciclismo. Cosa pensa del baseball ? "È una magica verità cosmica", come diceva Susan Sarandon, "ma con gli occhiali secondo me si arbitra male". La prima partita l'ha vista a quattro mesi di vita dalla carrozzina al vecchio stadio di Nettuno. Era la primavera del '76. E' cresciuto praticamente dentro il vecchio "Comunale" e, come ogni nettunese vero, il baseball ce l'ha nel sangue.

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