Il San Marino che non t’aspetti

Espugnato per la seconda volta il Falchi. Grosseto toglie lo zero in classifica e resta in corsa. Archiviato definitivamente il caso Costantini

nSuccede in parte quello che quasi nessuno si aspettava da questo primo terzo del round robin di semifinale della Ibl. La T&A San Marino, che sembrava la vittima sacrificale tra le altre tre contendenti per il posto in finale, per adesso se ne sta comodamente in vetta in compagnia della Danesi Nettuno e, con il recupero di Figueroa può ragionevolmente sperare in una qualificazione. Il tutto mentre la formazione laziale, dopo due bellissime vittorie, fallisce quello che poteva essere un colpo da ko nei confronti dei campioni d'Italia.n

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nSuccede insomma che la formazione sammarinese, dopo esser stata travolta in garauno dalla Fortitudo Bologna, si prende il lusso di andare ad espugnare per ben due volte il Falchi. La terza partita iniziava esattamente come le altre due, con la Fortitudo che sbloccava il parziale al primo inning. Ma sempre come la sera precedente, il San Marino alzava la testa e per la formazione di Nanni iniziavano i guai. Quattro punti nell'attacco successivo e nel mezzo anche l'infortunio di Austin, per fortuna tanta paura ma nessuna particolare conseguenza per il giocatore della formazione emiliana che ha avuto decisamente la peggio in uno scontro con il compagno di squadra Liverziani.n

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nQuattro a uno, in cattedra (oltre che in pedana) c'è Tiago Da Silva. Se si eccettua il fuoricampo concesso a Connel al quarto, sino all'ottavo metteva il silenziatore all'attacco di casa. La partita dal 4 a 2 passa sul 6 a 2 al settimo, nel momento in cui Cillo dopo la base concessa a Vasquez viene sostituito da George. Un singolo dell'intramontabile Sheldon a destra e un lancio pazzo successivo, che sarebbe valso lo strike out su Matamoros con un corridore in terza base, fissavano il risultato sul definitivo 6 a 2. Già, perché quando al nono Da Silva scende dalla collinetta (7 bv, 5 k e 0 b) e a salirvi è Nyari, il match praticamente è in archivio da un bel po'. n

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nAllo Steno Borghese di Nettuno un Montepaschi Grosseto con l'acqua alla gola invece riesce a vincere la prima sfida di questo round robin e resta in corsa. La sconfitta del giorno prima e la paura di chiudere a zero la prima settimana caricano la squadra di Mazzotti, riunitasi prima del match all'esterno destro dove evidentemente i giocatori si sono "guardati in faccia". Ma per le prime cinque riprese del match non si assiste praticamente a nulla, tante buone giocate difensive ed i due partenti che controllano senza particolari problemi gli attacchi avversari. Carrara da una parte, Cooper dall'altra risultano intoccabili. Il match si sblocca al sesto, con il singolo di Parisi, sacrificio di Duran e doppio a sinistra dell'interbase Ugueto, sempre più uno dei grandi trascinatori della formazione tirrenica. Al cambio campo non c'è più Carrara, dopo 56 lanci, 19 uomini affrontati e due sole valide concesse. Si dirà di un dolore al braccio che lo ha perseguitato sin dalla prima ripresa, ma quando entra Pezzullo il Grosseto pareggia immediatamente. Doppio di Dallospedale, bunt di Jairo Ramos e fortunoso texas di Marval dietro al seconda base. L'uso sistematico del bunt però stavolta tradisce Mazzotti, quando Ermini non riesce a mettere in terra la pallina di uno squeeze play con Marval in terza. Al cambio campo Bagialemani imita il collega di dugout e si assiste alla stessa identica scena, Peppe Mazzanti batte un doppio sulla recinzione, arriva in terza su battuta in diamante di Schiavetti ma con un out, due ball e zero strike viene eliminato a casa su rubata e mancato bunt di Leo Mazzanti. n

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nGrosseto la propria vittoria la costruisce su Pezzullo, quando entra Marco Costantini la valida ancora decisiva di Marval portava il match sul 3 a 1. Il Nettuno all'ottavo carica le basi, ma con due fuori Mazzanti batte una secca rimbalzante sul terza base. Sgnaolin effettua forse la giocata chiave della partita, riesce a fermare la pallina (destinata a tramutarsi in un doppio lungo linea) e a limitare i danni ad una sola segnatura. Schiavetti con basi piene tocca un innocuo pop in diamante, e nell'attacco successivo non succede più niente.n

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nCosì, da mercoledì andrà in scena il trittico che vedrà protagoniste le due capoliste, con un pronostico tutt'altro che chiuso, mentre tra Bologna e Grosseto arriva il momento della sfida verità e chi ne perde due può praticamente dirsi fuori dalla corsa per la finale.n

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nPer concludere, finisce definitivamente in archivio la questione "Costantini": Il Gus ha chiuso il caso, e nel provvedimenti si legge che "considerato che nel caso di specie il Costantini, già inserito nel roster della squadra del Nettuno dall'inizio del campionato e già inserito nell'elenco giocatori della prima partita disputata in data 18/04/08, dove risultava regolarmente assente, non può essere equiparato ad un giocatore tesserato per disputare esclusivamente la parte finale della stagione; rilevato che il mancato rispetto della norma di cui all'art.4.1b) C.A.A. 2008 è avvenuto per una causa non imputabile al giocatore e tanto meno alla Società obbligati a conformarsi ad una decisione degli Organi della Giustizia Sportiva". n

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nUna pietra tombale su una questione, permetteteci di dirlo, "antipatica".n

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Informazioni su Mauro Cugola 545 Articoli
Nato tre giorni prima del Natale del 1975, Mauro è laureato in Economia alla "Sapienza" di Roma, ma si fa chiamare "dottore" solo da chi gli sta realmente antipatico... Oltre a una lunga carriera giornalistica a livello locale e nazionale iniziata nel 1993, è anche un appassionato di sport "minori" come il rugby (ha giocato per tanti anni in serie C), lo slow pitch che pratica quando il tempo glielo permette, la corsa e il ciclismo. Cosa pensa del baseball ? "È una magica verità cosmica", come diceva Susan Sarandon, "ma con gli occhiali secondo me si arbitra male". La prima partita l'ha vista a quattro mesi di vita dalla carrozzina al vecchio stadio di Nettuno. Era la primavera del '76. E' cresciuto praticamente dentro il vecchio "Comunale" e, come ogni nettunese vero, il baseball ce l'ha nel sangue.

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