Gli Orioles sono diventati delle aquile ?

La squadra di Baltimore sta dominando la East Division ed ha il secondo miglior record di tutta la lega.

Sono passati 7 anni dall'ultima stagione chiusa con un record positivo per gli Orioles e di quella squadra facevano parte Roberto Alomar, Mike Bordick, Scott Erickson, Chris Hoiles, Jimmy Key, Mike Mussina, Rafael Palmeiro, BJ Surhoff e ovviamente Cal Ripken. Il manager era Dave Johnson che fu eletto manager dell'anno: la sua squadra passò il primo turno di playoff e poi furono eliminati dagli Indians.
Ora, dopo molti anni grigi e l'ennesima ricostruzione iniziata due anni fa, gli Orioles hanno finalmente sintetizzato una nuova formula vincente, almeno per ora. Ma vediamo cosa ha cambiato in modo così radicale le performance di una squadra che l'anno scorso ha concluso a 23 partite di distanza dalla prima
Innanzitutto Lee Mazzilli è al suo secondo anno come manager,dopo una ottima carriera da giocatore durata 14 anni ed una carriera come coach nella organizzazione degli Yankees, culminata con l'arrivo alla corte di Joe Torre come coach di prima dal 200 al 2003. Il figlio dell'ex peso welter Libero Mazzilli, ha avuto un anno per prendere le misure al suo nuovo ruolo chiuso con una percentuale di vittorie sconfitte di .481.
In secondo luogo il proprietario Peter Angelos, lo stesso che ha praticamente messo in piedi la nazionale greca alle olimpiadi, ha proseguito in una politica di acquisizioni iniziata tre anni fa e che ha visto arrivare nel 2004 Miguel Tejada, Rafael Palmeiro e Javy Lopez e nel 2005 Sammy Sosa. Giocatori che hanno portato molta potenza in attacco, uniti ad alcuni giocatori da sempre con gli Orioels e che finalmente sono maturati come il seconda base Brian Roberts, Jay Gibbons e Melvin Mora. Roberts è il leadoff: è esploso quest'anno con 10 fuoricampo dopo averne battuti 12 nei precedenti 4 anni ed una media arrivo in base di 460 dopo che l'anno scorso aveva toccato il suo massimo con 340; Jay Gibbons è da anni uno dei migliori battitori della sua squadra con 20 fuoricampo di media per stagione, lo stesso dicasi per Melvin Mora. L'attacco è il motivo principale della esplosione di Baltimore: la squadra è quarta per media arrivo in base con 347 e largamente prima nella media bombardieri con 485. La somma di queste due statistiche la rende il miglior attacco della MLB con 836 di OPS.
Sia chiaro che senza lanciatori non si vince e quest'anno anche questo reparto mostra notevoli miglioramenti: tutti i partenti hanno un record vincente qualcuno come Rodrigo Lopez e Sidney Ponson pur con un pgl elevato. Ci sono però anche lanciatori che stanno avendo una grande stagione in assoluto: Erik Bedard, un altro prodotto del vivaio, ha un record di 4-1 con 2.35 di media pgl e 45 strike out in 53 riprese ed è al suo secondo anno come partente; Bruce Chen dopo aver esordito giovanissimo nel 1998 con i Braves e dopo aver cambiato 8 squadre diverse toccando il fondo a Houston nel 2003 con un sonoro 6.00 di pgl, sembra aver trovato il filo di Arianna del successo a 27 anni ed il suo record di 4-2 con 3.38 di pgl lo dimostrano. Mazzilli sembra anche aver aver trovato un ottimo closer in BJ Ryan, veterano, anche lui quasi sempre con gli Orioles, da sempre solido rilievo, quest'anno ha già 10 salvezze e soprattutto una media pgl di 1.66 e 33 strike out in 21 riprese. Gli esempi fatti illustrano anche come, proprio nel reparto lanciatori sia maggiore la presenza di giocatori cresciuti nel vivaio. Considerando che fino all'anno scorso non si trattava di lanciatori molto quotati viene da pensare che molta parte del merito sia di Ray Miller, pitching coach dalla esperienza quasi ventennale che ha portato al successo lanciatori come Doug Drabek, Jim Palmer e Mike Boddicker. Miller è tornato agli Orioles per la terza volta nel giugno 2004 dopo esserne stato anche manager nel 1997 ed è considerato uno dei guru del lancio.
Difficile dire cosa aspetta gli Orioles: per quest'anno resta da vedere se le prestazioni dei partenti si manterranno a questi livelli, visto che molti lanciatori stanno rendendo al di sopra delle loro medie. Per il futuro c'è da dire che l 'età media non è bassissima ma sono pochi i giocatori sopra i 30, specie tra i lanciatori.
Va anche sottolineato che BaseballAmerica.com, vera autorità nel campo del baseball giovanile, definisce il farm system degli Orioles come in sfacelo e senza una organizzazione precisa. Questo soprtattuto per il continuo cambiamento dei dirigenti di vertice e quindi delle politiche di conduzione.

Informazioni su Ivano Luberti 324 Articoli
Ivano è cresciuto in Maremma dall'eta' di 6 anni e ha visto la sua prima partita di baseball a 9 anni. Ha abbandonato la sua passione per il batti e corri a 19 anni quando si è trasferito a Pisa per l'Universita' e lo ha riscoperto dieci anni dopo quando ha cominciato ad utilizzare Internet per lavoro. Si definisce uno spettatore informato con una logorrea innata che ha deciso di sfogare scrivendo qualche articolo, dopo che il forum di Baseball.it non gli bastava piu'. Laureato in Scienze dell'Informazione e informatico di professione crede nella cooperazione al punto di aver fondato una cooperativa a Pisa, città dove risiede e che purtroppo è un deserto per lo sport che ama.

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