La Sorpresa di Natale

A1 ed A2 baseball, stranieri e ‘baseballer” italiani di scuola estera

Angelo Introppi ci invia altre personali considerazioni sulle modifiche ai Campionati e ai tesseramenti con richiesta di pubblicazione. Le inseriamo integralmente.

Dal sito federale leggo le precisazioni del Presidente in merito alla questione degli atleti stranieri. Prima di continuare a leggere questa mia, fate una richiesta di tempo, andate a leggervelo.
Fatto?
Allora adesso continuate qui.
Ribadisco quanto già detto nel mio precedente intervento nell’Angolo dei Visitatori di Baseball.it, ossia, che il governo della Fibs dovrà necessariamente prendere delle decisioni politiche che troveranno qualcuno d’accordo ed altri contro.
Vado comunque a riprendere il passaggio, per me assolutamente cruciale, dell’intervista di Mino Prati a Riccardo Fraccari apparsa su Baseball.it alle ore 9,27 del 21 ottobre 2004. ‘Io credo che certamente le cose debbano essere riviste. Lo scalino fra A1 e A2 deve essere ridotto, alzando il livello dell’A2, e non abbassando quello dell’A1. Dovremo cercare di evitare l’indebitamento delle società, senza che questo vada a discapito della qualità tecnica. Su questo ci dovrà essere il confronto con le società, per cercare di coniugare al meglio le due cose. Mettendo attorno a un tavolo, come è stato fatto dall’attuale gestione, i club, con il presidente federale garante del fatto che quello che viene deciso poi il consiglio federale lo approva”.
Le mie conclusioni sono queste. Il gradino tra A1 ed A2 è destinato ad aumentare, non a ridursi.
Le società di A1 che andranno a tesserare 5 stranieri di valore in contemporanea saranno poche: due, tre. La lotta scudetto sarà ulteriormente ristretta, poi, così facendo, comunque, si innescherà una pericolosa spirale per cercare di stare al passo con gli avversari, con il rischio di aumentare l’indebitamento delle società, proprio come nella metà degli anni ottanta. Se ben ricordo, qualche società finì malconcia sotto il profilo economico.
La decisione di abolire lo straniero in A2 baseball a partire dal 2006 non deve considerarsi definitiva andrà prontamente valutata a fine stagione agonistica 2005, dopo tempestiva consulta congiunta tra società di A1 ed A2. Sulla tempestività la Fibs non fa certo difetto, vedasi i tempi ristretti nei quali si è organizzata l’ultima assemblea elettiva.
Bisogna lavorare sui giovani e premiare chi investe su di loro. Questo vale per tutte le società, a qualsiasi livello di categoria.
Mi soffermo anche su quella che mi va di chiamare ‘Sorpresa di Natale”, ossia la quota di tesseramento da versare nelle casse federali per ogni atleta italiano di scuola straniera per la A1 e la A2: 400 Euro (150 per la serie B). Davvero una bella sorpresa che può trovare le parole di giustifica con il fatto che il CONI, giustamente, vuole atleti di scuola italiana. A mio avviso basta imporre politicamente la regola fissa di poter schierare in campo contemporaneamente un certo numero di atleti italiani di scuola straniera. Punto e basta.
Non molto tempo fa, si andava a scrivere che non potevamo fare a meno dei cosiddetti ‘oriundi”, anzi, non andavano chiamati così, perché era una discriminazione ingiusta. Addirittura si andavano a spiegare i requisiti che si dovevano avere per ottenere la doppia cittadinanza. Sembrava quasi un incentivo esplicativo per incentivare le società nella loro spasmodica ricerca, dato che erano tanti quelli che chiedevano lumi in merito.
La Nazionale maggiore che negli ultimi Europei, nelle qualificazioni Olimpiche, nelle Olimpiadi greche che attingeva a piene mani dalle società per quanto riguarda i giocatori italiani di scuola straniera.
Ora le società di A1 ed A2 si ritrovano a dover pagare una tassa di iscrizione di 400 Euro a cranio (150 per quelle di B).
E se un giocatore italiano di scuola straniera viene tesserato e poi prestato a da un altro club? Correggetemi se sbaglio. Facciamo l’esempio di una squadra di A1 che presta un giocatore italiano di scuola straniera ad un altro club di A1, cosa già successa e sicuramente destinata a ripetersi. Tra l’altro è uno dei pochi modi per movimentare il baseball-mercato, in alternativa troppo ingessato perché i nostri italiani devono coniugare baseball e lavoro e non si possono allontanare troppo dai loro luoghi abituali di vita. Tornando a bomba, alla fine nelle casse federali arriverebbero 400 Euro iniziali più 393 Euro (vanno decurtati i 7 Euro della copertura assicurativa) che deve versare la squadra che beneficia del prestito del giocatore. Cosa ne dite? Quanti erano gli italiani di scuola straniera tesserati lo scorso anno in A1 ed A2 baseball? Fate quattro conti e meditateci sopra.
Il buonsenso dice che è giusto criticare ma bisogna anche proporre un’alternativa. La mia alternativa è quella di aumentare gli obblighi di attività giovanile e sanzionare maggiormente quelle società che non la svolgono.
Se invece si imbocca la strada di aumentare i costi dei tesseramenti di atleti italiani di scuola straniera, pensiamo ad un indennizzo in termini economici per quelle società che forniscono giocatori alle Nazionali. Ogni tanto bisogna anche premiare e non solo chiedere.
Comunque sia, con largo anticipo, Buon Natale e ‘Buon tutto” per il futuro. Baseball & softball per me e tanti altri restano comunque solo un gioco ed una passione. La cosa più importante e preziosa è sicuramente la salute.

Alessandro Labanti
Informazioni su Alessandro Labanti 936 Articoli
Webmaster e responsabile del dominio Baseball.it

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