De Franceschi record, per il Nettuno è buio in tutti i sensi

Vittoria della Prink anche in garatre. Black out e partita sospesa per un'ora, De Franceschi con tre valide arriva a 1339 ed è recordman di tutti i tempi

Non è stata una serata qualsiasi, quella di garatre a Nettuno. Si tornava a giocare una partita di play off al Borghese dopo due anni, poi per un'ora la partita è sospesa per un clamoroso black out, quindi arrivano le tre valide che servivano a Roberto De Franceschi per superare a quota 1339 il record di tutti i tempi di Bagialemani, proprio nel suo vecchio stadio e davanti ai suoi vecchi tifosi. Ne sono successe di cose oltre alla vittoria della Prink che ipoteca il passaggio in finale, il tutto tra meno di cinquecento spettatori ed un silenzio quasi spettrale, quello delle tribune dello stadio. Rollandini e Masin danno vita ad un bel duello, ma mentre il nettunese cala inevitabilmente alla distanza, il pitcher della formazione di Medina senza far stravedere lancia sei inning da no-hit, aiutato da un attacco completamente improduttivo per due terzi di gara.
Al secondo il Grosseto passa, Carvajal e Casolari ricevono base gratuita e su azione di batti e corri Ozuna piazza un preciso singolo a sinistra per l'1 a 0. Con due corridori in base e nessuno fuori poi non arrivano più punti. Ma per il raddoppio è questione di pochi minuti, alla prima parte del terzo con due fuori ed Ermini in prima arriva prima la valida interna di Carvajal e poi il singolo a destra di Casolari per il 2 a 0.
E la partita, come già accennato, al terzo subisce un'interruzione durata quasi un'ora. Salta la luce in tutta la zona intorno allo stadio, anche al bar si va a lume di candela e si attendono quasi quaranta minuti per un primo tentativo di riprendere il match. Quando sembra tutto pronto, con le squadre in campo e l'arbitro di casa a chiamare il play ball, torna tutto buio. Nell'oscurità si riesce anche a scorgere un'accesa discussione tra le due squadre, probabilmente è volata qualche parola grossa ma in breve ritorna la calma. E stavolta si attende di meno per rivedere la luce, si decide anche di tenere spento uno dei quattro fari dell'esterno (quello di destra, probabilmente malfunzionante) e la partita riprende.
La lunga pausa non fa bene a Rollandini, che con situazione di uno fuori (Sforza colpito) alla ripresa del match concede due basi ball consecutive. Poi sia Martins che Schiavetti a basi cariche toccano due innocue rimbalzanti che consentono alla difesa ospite di chiudere senza affanno il terzo inning.
Se Rollandini non concede nemmeno una valida, anche Masin sul monte per sei inning è autore di una prova comunque maiuscola. Per tre riprese lascia completamente a secco l'attacco della Prink, poi al settimo a rompere il digiuno ci pensa Bischeri con un singolo a sinistra, va in seconda su bunt di Esposito e a casa base su singolo di De Santis. Pochi istanti e arriva anche la valida numero 1338 per Roberto De Franceschi, un singolo a sinistra che gli vale l'applauso del suo ex pubblico. Quindi sulla rimbalzante di Ermini arriva l'errore di Schiavetti che consente anche il 4 a 0. E costerà ancora caro, visto che seguono un singolo con basi cariche di Casolari e un texas di Ozuna per il 7 a 0. La partita in pratica si chiude qui, una delle ultime curiosità era sapere se Rollandini poteva ottenere la no-hit. Peppe Mazzanti mette tutti d'accordo battendogli la prima valida, un home run a sinistra che toglie lo zero anche dalla casella dei punti. Quindi arriva la valida n. 1339 di De Franceschi, quella del record assoluto.
Per maggiori particolari sulla partita vi rimandiamo comunque alla cronaca completa del play by play di garatre.

Informazioni su Mauro Cugola 547 Articoli
Nato tre giorni prima del Natale del 1975, Mauro è laureato in Economia alla "Sapienza" di Roma, ma si fa chiamare "dottore" solo da chi gli sta realmente antipatico... Oltre a una lunga carriera giornalistica a livello locale e nazionale iniziata nel 1993, è anche un appassionato di sport "minori" come il rugby (ha giocato per tanti anni in serie C), lo slow pitch che pratica quando il tempo glielo permette, la corsa e il ciclismo. Cosa pensa del baseball ? "È una magica verità cosmica", come diceva Susan Sarandon, "ma con gli occhiali secondo me si arbitra male". La prima partita l'ha vista a quattro mesi di vita dalla carrozzina al vecchio stadio di Nettuno. Era la primavera del '76. E' cresciuto praticamente dentro il vecchio "Comunale" e, come ogni nettunese vero, il baseball ce l'ha nel sangue.

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