Navarro: “Grosseto e Bologna? Due squadre da Triplo A”

Il lanciatore del Bbc Prink Grosseto, il più vincente di questa prima metà della stagione, ci parla della sua avventura in Italia, e non solo

Alla fine del girone d’andata in una pausa del week end che ha visto il Bbc Prink Grosseto a Rho, abbiamo incontrato Jaime Navarro, il pitcher portoricano che attualmente detiene il miglior record del campionato con 8 vinte e 0 perse, e guida, insieme al bolognese Jesus Matos, la graduatoria degli strike out messi a segno (69). Prima di passare alle domande ricordiamo solo alcuni numeri di Navarro in Major League: 361 partite in 12 anni con 116 vittorie e 126 sconfitte, per una media pgl di 4.72.
Otto vittorie in nove gare, troppo facile per te il campionato italiano?
(prima di rispondere Navarro mi guarda stupito come non fosse chiara la domanda)
“Niente e' facile nella vita. Bisogna sempre lavorare molto e bene per raccogliere i risultati”.
In base alla tua esperienza, la Serie A1 italiana a quale altro tipo di campionato si puo' paragonare?
“Direi che si puo' posizionare tra il doppio e il triplo A. Certo, questo discorso non vale per tutte le squadre. Ma formazioni come il Grosseto o il Bologna potrebbero anche giocare in Triplo A”.
Dove i giocatori italiani devono migliorare per competere a livelli piu' alti?
“Nella battuta, secondo me. Gli italiani dovrebbero battere di piu', con maggiore continuita' ed essere piu' potenti. Invece, i lanciatori, sono già a un buon livello2.
Tra le quadre italiane qual e' la migliore, in attacco e in difesa?
Penso che Bologna e Grosseto siano le squadre piu' forti in tutti i reparti. Anche Nettuno mi e' sembrata una buona squadra: ci sono molti battitori di contatto che possono metterti in difficolta'”.
Tra i lanciatori, c'e' qualcuno che ti e' piaciuto di piu'?
“I lanciatori stranieri del Nettuno e del Bologna: Chavez e Matos sono due ottimi pitcher. Tra gli italiani, sicuramente Riccardo De Santis.
Come ti trovi a Grosseto, dopo essere stato per anni in citta' come Milwaukee e Chicago?
“La città e' molto tranquilla, forse troppo – sorride -. Ma io mi sto divertendo, quando gioco, a qualsiasi livello, penso a quello e non al resto. Mi sono adattato bene, mi sono integrato con i compagni”.
In Italia sono arrivati molti ex giocatori della MLB, che pero' non hanno reso al meglio, non si sono trovati bene. Secondo te, qual e' il problema? Forse un fatto di testa? Il livello e' molto più basso e non riescono a concentrarsi?
“Dovunque giochi, bisogna sempre pensare di essere in Major League. Se uno non rende, probabilmente e' un problema mentale, non riesce a calarsi nella nuova realta'”.
Qual è il ricordo più bello della tua esperienza in MLB?
“La prima volta che mi hanno chiamato a giocare era la festa del papàa', me lo ricordo soprattutto per quello. Una volta, invece, quando ero con i Milwaukee Brewers sono andato vicino a una no-hit contro i Chicago White Sox: sicuramente la mia gara piu' bella”.
La stagione migliore in MLB?
Nel 1995 e nel 1996 con i Chicago Cubs”.
Certo che si ricorda questi anni, in due stagioni ottenne 29 vittorie e 18 sconfitte (14-6 nel '95; 15-12 l'anno successivo).
Infine, un giudizio su Randy Johnson, che a 41 anni ha fatto un perfect game?
“Mi congratulo con lui, e' un grande amico. Continua a tirare forte e a intimidire gli avversari. Che l'ultimo perfect game in MLB l'abbia fatto lui, non mi sorprende”.
Quindi l'eta' nel baseball non e' fondamentale?
“Se sei un buon giocatore e stai bene fisicamente e mentalmente puoi giocare a baseball per tanto tempo senza problemi”.
A Grosseto in molti hanno criticato la scelta di affidarsi a giocatori “vecchi” come De Franceschi e Casolari.
“Piu' giocatori d'esperienza hai in una squadra meglio e'. I giovani non possono avere l'esperienza vincente che possono avere giocatori di 36, 37 anni. E se una squadra ha piu' esperienza, e' piu' facile che sia migliore di altre che ne posseggono di meno”.
Finita l'intervista possiamo certamente confermare che Jaime Navarro si e' integrato al massimo con i compagni. Lo abbiamo visto comportarsi come uno di loro, senza far pesare il suo passato, anzi disponibilissimo ad aiutare gli altri sulla base della sua esperienza. Per chiudere un episodio che mi fa piacere raccontare avendolo vissuto da vicino. Alla fine della partita uno dei suo compagni tra i piu' giovani, ha acceso una sigaretta. Jaime gliel'ha strappata dalla bocca dicendogli con un tono da padre che adesso deve pensare a giocare e a star bene, a fumare ci cominci a pensare a 40 anni.

Informazioni su Fabrizio Masini 59 Articoli
Fabrizio Masini è nato a Grosseto, ma ha vissuto a Milano per oltre ormai 25 anni. Ha seguito il baseball come hobby per Il Tirreno e Radio Rbc Grosseto (prima radiocronaca nel 1978, per alcuni anni in coppia con il figlio Federico). I primi articoli risalgono al 1971. Ha seguito i 4 Mondiali in Italia, vari Europei (dal vivo gli ultimi due vinti a Parigi e soprattutto a Stoccarda nell'estate 2010), il World Baseball Classic del 2006 in Florida e tutti i campionati per oltre 40 anni. Ha commentato gli avvenimenti più importanti avvenuti in Italia per la Rai, TMC, Radio Rai e due tv private grossetane anche con Everardo Dalla Noce e Giancarlo Mangini. Fabrizio Masini è scomparso prematuramente a Milano il 29 ottobre 2012.

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