Vittoria per 4 a 3 della Danesi nel primo recupero

Decide un doppio a basi cariche di Miller

Ancora una volta battendo meno degli avversari, ma sfruttando meglio le occasioni avute, la Danesi nel recupero di garauno contro il Paternò conquista la seconda vittoria della stagione. A decidere il match il doppio a basi cariche che vale 3 rbi di Miller. Con Frezza assente, il claudicante Bagialemani (la domenica di Pasqua è stato vittima di un pauroso incidente stradale) schiera in prima D'Auria, Fernando Ricci dietro al piatto e Marco Costantini in veste di battitore designato, lasciando in panchina Schiavetti e Paoletti. Sul monte va in scena la prevista sfida Jose Sanchez contro Anthony Chavez.
Tre inning di perfetto equilibrio e al quarto tentativo i Warriors passano in vantaggio. I primi due uomini che arrivano in base sono Bruzon e Agli, per base ball e singolo. Casimiro, quarto del line up, effettua un bunt sul lanciatore e sfruttando un'indecisione della difesa arriva salvo, caricando le basi. Con zero fuori rimbalzante sullo shortstop Martins che sbaglia l'assistenza in seconda del possibile doppio gioco, entra l'1 a 0 e le basi sono di nuovo cariche. Il raddoppio è spinto a casa dalla volata di sacrificio al centro di Rizzo, quindi Chavez chiude al meglio lasciando al piatto Gorin e poi Sciacca.
Per vedere la Danesi reagire (e ribaltare il parziale) occorre attendere la seconda parte del quinto. Mastrantonio va in base gratuita, e viene spinto in seconda dal bunt di sacrificio di Candela. Segue una rimbalzante sull'interbase con annesso errore di Martins e la base a Peppe Mazzanti che carica le basi. Dopo l'innocula volata sull'interbase di D'Auria, a sparecchiare le basi ci pensa Miller con un bel doppio sulla recinzione vicino al foul di sinistra, che spinge a casa i suoi tre compagni per il 3 a 2. A conti fatti sarà la giocata chiave della partita.
Altro punto nettunese al sesto, con uno fuori e Costantini (precedentemente colpito) in seconda, c'è la valida interna di Mastrantonio e successivamente, su tentativo di batti e corri, il texas di Candela spinge a casa il 4 a 2. Dopo la base a Peppe Mazzanti, D'Auria si ritrova a battere di nuovo con basi cariche. Stavolta la sua linea destinata al valido colpisce in pieno il lanciatore Sanchez che però non fa una piega e lo elimina in prima.
Dopo 6,2 riprese finisce la partita di Chavez, con 5 valide, 7 k e 1 base. Sulla situazione di due fuori e uomini in terza e seconda (due singoli più palla mancata), contro il lead off Lo Cascio sale in pedana il mancino Colaceci e lo lascia al piatto con una dritta esterna. Sempre con due fuori, ma all'ottavo, arriva il doppio di Casimiro. Altro cambio in pedana, sale Marco Costantini ma sulla battuta di Arias c'è l'errore di Miller che consente al Paternò di portarsi sul 4 a 3. La situazione per i tirrenici si complica ulteriormente dopo il singolo di Rizzo, buon per la squadra di Bagialemani che arriva un bel K a Gorin su dritta filo alto ed esterno.
Il nono si apre con lo strike out a Sciacca, segue la base a Pezzullo, quindi Lo Cascio produce una rimbalzante sul lanciatore che lo elimina su arrivo stretto in prima. Con uomo in seconda e due fuori rimbalzante di Bruzon sul seconda base, eliminazione e vittoria della Danesi.

Informazioni su Mauro Cugola 547 Articoli
Nato tre giorni prima del Natale del 1975, Mauro è laureato in Economia alla "Sapienza" di Roma, ma si fa chiamare "dottore" solo da chi gli sta realmente antipatico... Oltre a una lunga carriera giornalistica a livello locale e nazionale iniziata nel 1993, è anche un appassionato di sport "minori" come il rugby (ha giocato per tanti anni in serie C), lo slow pitch che pratica quando il tempo glielo permette, la corsa e il ciclismo. Cosa pensa del baseball ? "È una magica verità cosmica", come diceva Susan Sarandon, "ma con gli occhiali secondo me si arbitra male". La prima partita l'ha vista a quattro mesi di vita dalla carrozzina al vecchio stadio di Nettuno. Era la primavera del '76. E' cresciuto praticamente dentro il vecchio "Comunale" e, come ogni nettunese vero, il baseball ce l'ha nel sangue.

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