Vincolo e svincolo. Ne parliamo con il Presidente Fraccari.

“L'argomento è delicato e andrà affrontato nel rispetto delle esigenze di tutti”

Concludiamo il nostro giro d’orizzonte sulla problematica del vincolo degli atleti con la massima autorità super-partes, il Presidente federale Riccardo Fraccari, che con la consueta disponibilità risponde alle nostre domande sulla controversa questione.

L'argomento vincolo e svincolo dei giocatori è particolarmente sentito. Da parte di tutte le componenti del movimento c'è molta curiosità nei confronti delle normative che la Fibs emanerà in materia: Riccardo Matteucci, Presidente della Commissione atleti, ne ha illustrato il lavoro e le proposte, sintetizzabili oggi in: svincolo a 35 anni, con obiettivo graduale per il futuro a 30; vincolo a 18 richiesto da indirizzo del Coni; parametrizzazione degli atleti, per garantire una contropartita minima per le società di provenienza in caso di controversie.
Qual è il pensiero del Presidente federale in materia?

‘Vorrei innanzi tutto chiarire una cosa che ho letto in molte dichiarazioni o discussioni. Il Coni non ha richiesto di spostare il vincolo a 18 anni; nei nuovi principi informatori ha testualmente affermato, a proposito del vincolo sportivo, che ‘gli statuti e i regolamenti organici delle Federazioni dovranno prevedere la durata del vincolo e le modalità dello svincolo’. Il che significa che non è più possibile pensare al vincolo ‘a vita” e che occorre invece prevedere possibilità e modalità di svincolo durante la carriera di un atleta. Dobbiamo cioè regolamentare la possibilità che un atleta possa svincolarsi, ma definire anche le modalità, nel rispetto di tutte le componenti e tenendo conto del lavoro e degli investimenti societari. Per quanto riguarda l'età e la definizione dei parametri occorre trovare una posizione di equilibrio che contempli il più possibile le esigenze di ciascuno, tenendo conto di vari fattori ed una proposta in tal senso è stata approntata dalla Commissione che il Consiglio federale ha nominato. Certamente sarà uno dei prossimi argomenti di discussione del Consiglio e sul quale occorrerà acquisire il parere, come ho detto, di varie componenti proprio per avere la massima condivisione possibile su un argomento così delicato e di vitale importanza per il movimento.”

Tutte le società interpellate hanno segnalato come l'innalzamento del vincolo a 18 anni comporterebbe troppa facilità di “cannibalizzazione” da parte delle realtà più importanti nei confronti di quelle “minori”, con il rischio della scomparsa di queste ultime. Il rischio è reale, secondo lei?

‘Ripeto che nessuna norma ha definito che il vincolo debba essere spostato a 18 anni; è solo una riflessione fatta da alcuni membri del Consiglio nazionale quando discutemmo tale norma. Io penso che le società che lavorano bene non debbano avere niente da temere e comunque la proposta prevederà un rimborso forfettario anche per il settore giovanile. Quando si pensa che le le realtà più importanti possano ‘cannibalizzare” quelle più piccole mi chiedo … e poi? Può accadere una volta, poi? Dove vanno a trovare gli atleti queste realtà cosiddette forti?
Non potrebbe invece accadere il contrario, e cioè ricavarsi uno stimolo per lavorare meglio tutti?”

Anche le altre discipline si stanno muovendo verso la restrizione del periodo di vincolo…

‘Si, fa parte dei principi informatori del Coni e anzi altre Federazioni hanno già regolamentato tale materia.”

Anche lo svincolo dopo un certo numero di anni in prestito potrebbe causare non pochi problemi a quelle società che fanno il budget con il prestito della stella di casa, può un parametro, ovvero un indennizzo, compensare la perdita?

‘Non confondiamo il prestito con lo svincolo. Sono due cose diverse. Io penso che non sia nemmeno corretto pensare di ‘campare” all'infinito sulla ‘rendita” che si ha dal prestito di un giocatore, perché se l'atleta gioca per lungo tempo con altre società non vedo perché la società che lo aveva inizialmente debba ricavarne benefici all'infinito, visto appunto che viene ‘preparato” da altre società.”

Vista la cosa dagli occhi dei giocatori, il vincolo copre comunque una parte molto ampia della carriera.

‘Ho detto prima: occorre contemplare le esigenze di tutte le componenti; quella degli atleti è una; occorre pensare e tener conto anche delle altre. Comunque la regola darà la possibilità di svincolarsi e quindi non vedo perché si debba pensare al vincolo per tutta la carriera.”

In sintesi: potrà una formula matematica accontentare (nei limiti del possibile) tutti?

‘Come al solito non si potrà accontentare tutti, ma credo che si possa certamente equilibrare una situazione oggi squilibrata. Sono i tempi, è la società che lo chiede e sarebbe anacronistico contrastare questo progredire. Il concetto latino di ‘dominus” non va certamente più bene oggi.
Occorrerà come sempre considerare che le proprie ragioni confinano con le ragioni degli altri e tentare di rendere questo confine il più possibile equidistante.”

Informazioni su Marco Landi 136 Articoli
Nato a Bologna nel 1965, è sposato con Barbara e papà di Riccardo (31/12/96, batte destro e tira mancino) e lavora da sempre nell'ambito della comunicazione.Dal 1993 al 2004 alla Master Key Bologna, agenzia di consulenza in comunicazione, con competenze specifiche inerenti l'area below-the-line, sponsoring e sales promotion in particolare, e i servizi per l'ufficio stampa.Nel 1991-92 è Coordinatore responsabile della Lega Baseball Serie A, di cui gestisce l'attivita di back office e di comunicazione.Dal 1988 al 1991 è Responsabile marketing e comunicazione della Fortitudo Baseball è stato membro del C.O.L. Bologna per i Mondiali di Baseball Italia '88.In questi anni svolge il lavoro di coordinamento nella redazione dei periodici Fuoricampo e Baseball Magazine.Nel 2002 rientra in Fortitudo e dal 2004 è marketing professional per la Federazione Italiana Baseball Softball. Lettore onnivoro, predilige tematiche di aggiornamento per la propria professionalita, ama il fantasy e colleziona fumetti.Ascolta hard rock in tutte le sue forme.Tenta disperatamente, con il poco tempo a disposizione, di abbassare il suo handicap di golfista, ma questa e un'altra storia...

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