Cepeda: “La cosa più bella che mi sia successa”

La gioia dell'esterno cubano e la fermezza di Norge Vera, i protagonisti della finale Mondiale. Il manager di Panama: “Non si poteva fare di più”

Il dopo partita di Cuba-Panama è una grande festa perchè, sbollita la rabbia per il doppio gioco che ha chiuso l'incontro, anchei panamensi si godono un risultato che resta storico.
“E' storico” sorride il manager Moreno “E ce lo teniamo stretto, con la consapevolezza che sarebbe stato comunque difficile fare di più”.

Nei pressi del dug out di Cuba si è scatenata una vera e propria caccia all'uomo.
Frederich Cepeda è stato con i suoi 2 fuoricampo il vero e proprio match winner: “E' la cosa più bella che mi sia accaduta come giocatore di baseball” dice emozionato il piccolo esterno cubano “Il titolo Mondiale è il massimo e per me è il primo. Niente di paragonabile alle vittorie nella Coppa Intercontinentale e nei Giochi panamericani”.
Raccontaci dei 2 fuoricampo: “Il primo è arrivato su uno slider. E' il suo primo lancio e non credo che abbia sbagliato. Nel secondo caso mi ha fatto vedere uno slider e poi ha cercato di mettermi fuori tempo con una dritta. Ma io pensavo alla dritta”.
Ed ora, la Qualificazione Olimpica: “Per noi l'importante è qualificarci. Ci sono 2 posti disponibili e uno deve essere nostro. Con questo, non dico che andiamo per arrivare secondi. Si parte sempre per vincere”.

Norge Vera ha fornito una prestazione sbalorditiva. Sei ripresa lanciate, una sola valida concessa dopo aver lanciato 7 inning venerdì: “La mia forza sono
il lavoro quotidiano e la disciplina. Sono molto preparato fisicamente, come credo sia fondamentale per chi gioca nel mio ruolo”.
Cuba non partiva favorita ma ha vinto: “Noi siamo una squadra giovane, che di anno in anno migliora. Non partire favoriti forse ci ha aiutati a concentrarci meglio”.
Tu eri anche a Taiwan e vinceste pure lì. Si può dire che siano stati 2 Mondiali dello stesso livello? “No. A Taiwan il livello dei giocatori era più alto”.

Informazioni su Riccardo Schiroli 1199 Articoli
Nato nel 1963, Riccardo Schiroli è giornalista professionista dal 2000. E' nato a Parma, dove tutt'ora vive, da un padre originario di Nettuno. Con questa premessa, non poteva che avvicinarsi alla professione che attraverso il baseball. Dal 1984 inizia a collaborare a Radio Emilia di Parma, poi passa alla neonata Onda Emilia. Cresce assieme alla radio, della quale diventa responsabile dei servizi sportivi 5 anni dopo e dei servizi giornalistici nel 1994. Collabora a Tuttobaseball, alla Gazzetta di Parma e a La Tribuna di Parma. Nel 1996 diventa redattore capo del TG di Teleducato e nel 2000 viene incaricato di fondare la televisione gemella a Piacenza. Durante la presentazione del campionato di baseball 2000 a Milano, incontra Alessandro Labanti e scopre le potenzialità del web. Inizia di lì a poco la travolgente avventura di Baseball.it. Inizia anche una collaborazione con la rivista Baseball America. Nell'autunno del 2001 conosce Riccardo Fraccari, futuro presidente della FIBS. Nel gennaio del 2002 è chiamato a far parte, assieme a Maurizio Caldarelli, dell'Ufficio Stampa FIBS. Inizia un'avventura che si concluderà nel 2016 e che lo porterà a ricoprire il ruolo di responsabile comunicazione FIBS e di presidente della Commissione Media della Confederazione Europea (CEB). Ha collaborato alle telecronache di baseball e softball di Rai Sport dal 2010 al 2016. Per la FIBS ha coordinato la pubblicazione di ‘Un Diamante Azzurro’, libro sulla storia del baseball e del softball in Italia, l’instant book sul Mondiale 2009, la pubblicazione sui 10 anni dell’Accademia di Tirrenia e la biografia di Bruno Beneck a 100 anni dalla nascita. Dopo essere stato consulente dal 2009 al 2013 della Federazione Internazionale Baseball (IBAF), dal giugno 2017 è parte del Dipartimento Media della Confederazione Mondiale Baseball Softball (WBSC). Per IBAF e WBSC ha curato le due edizioni (2011, 2018) di "The Game We Love", la storia del baseball e del softball internazionali.

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