L'American League vince l'All-Star Game

Avrà il vantaggio del fattore campo alle prossime World Series

Per la prima volta nella storia delle Majors, la vittoria nell’All-Star Game vale qualcosa in più della gloria. L’American League ha conquistato il fattore campo alle World Series di ottobre, sconfiggendo la National League 7-6 nell’All-Star Game.

La battuta decisiva per la vittoria è stato il fuoricampo da due punti di Hank Blalock nell'ottavo inning, su lancio di Eric Gagne; i Rangers, la squadra di Blalock, sono all’ultimo posto della loro division, ma con il fuoricampo del loro giocatore sono riusciti a contribuire in qualche modo a determinare l’esito della post-season.
In teoria, il vantaggio del campo alle World Series avrebbe dovuto andare alla National League, per la regola dell’alternanza, ma in inverno la Majors hanno cambiato la regola, per dare un po’ più di vita ad un evento che stava perdendo lustro. Effettivamente, rispetto agli All-Star Game passati, questo è stato giocato con maggiore intensità, con l’American League che ha recuperato uno svantaggio di quattro punti, realizzando la rimonta più grossa in una partita delle stelle dal 1955.

Anche Jason Giambi e Garret Anderson hanno spedito una pallina oltre la recinzione per l’American League, che se si esclude il pareggio dello scorso anno ha vinto la gara per la sesta volta consecutiva. Si tratta della striscia vincente più lunga di sempre per la più giovane delle due leghe. Il giocatore di Anaheim, tra l'altro, ha aggiunto il titolo di MVP a quello di campione dei fuoricampo, vinto due giorni fa.
L’esito della gara è rimasto in dubbio fino alla fine, quando Rafael Furcal ha battuto una lunga volata presa dagli avversari non troppo lontano dalla recinzione. Un doppio da due punti e un fuoricampo a basi vuote di Andrew Jones aveva dato alla National un vantaggio di 5-1, prima che il bullpen permettesse agli avversari di rimontare.
Ora, per la prima volta dal 34-35, quando successe a Detroit, sarà l’American League ad avere il vantaggio campo nelle World Series per il secondo anno consecutivo. Potrebbe essere importante, visto che le ultime otto gare 7 sono state vinte dalla squadra di casa.

Informazioni su Matteo Gandini 704 Articoli
Giornalista pubblicista e collaboratore di Baseball.it dall’ottobre 2000, Matteo è un grande appassionato in genere di sport, soprattutto del mondo sportivo americano, che segue da 10 anni in modo maniacale attraverso giornali, radio, web e TV (è uno dei pochi fortunati in Italia a ricevere la mitica ESPN).Per Baseball.it ha iniziato seguendo le Majors americane. Ora, oltre ad essere co-responsabile della rubrica giornaliera sul baseball a stelle e striscie, si occupa di serie A2. Inoltre, nel 2002, per il sito e l’ufficio stampa FIBS ha seguito da inviato lo stage della nazionale P.O. in Florida, la Capital Cup e i mondiali juniores di Sherbrooke (Canada), il torneo di Legnano di softball, e la settimana di Messina, a cui ha partecipato anche la nazionale seniores azzurra. Nel 2003 è stato invece inviato agli Europei Juniores di Capelle (Olanda). Nel 2001 ha anche collaborato alla rivista “Tutto Baseball e Softball”.Per quanto riguarda il football americano, da 3 anni segue il campionato universitario e professionistico americano per Huddle.org, oltre ad essere un assiduo collaboratore alla rivista AF Post. Nel 2003 partecipa al progetto radio di NFLI, ed è radiocronista via web delle partite interne dei Frogs Legnano.Dopo aver collaborato per un periodo di tempo ai siti web Inside Basketball e Play it, nel 2001 ha seguito i campionati di basket americani (NBA e NCAA) per Telebasket.com, in lingua italiana e inglese. Ora segue la pallacanestro d’oltreoceano per Blackjesus.it.Più volte apparso come opinionista di sport americani a Rete Sport Magazine, trasmissione radiofonica romana, lavora stabilmente nella redazione di Datasport, dopo una breve esperienza in quella di Sportal.Nel 2003 ha lavorato anche per l’Ufficio Stampa delle gare di Coppa del Mondo di sci a Bormio.Ha 26 anni, è residente in provincia di Lecco e si è laureato in scienze politiche alla Statale di Milano. La sua tesi, ovviamente, è legata allo sport: il titolo è “L’integrazione dei neri nello sport USA”. Il suo sogno è dedicare tutta la vita al giornalismo sportivo, in particolare nel settore sport USA.

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