L'Italia può far paura ad un'Olanda stellare

Prende il via venerdì il Campionato Europeo numero 28. Gli azzurri non partono battuti anche se l'Olanda si è imbottita di pro

Diciamo la verità: non fosse stato per quel giorno di inizio agosto di 2 anni fa, questo “Europeo” (il numero 28 della serie) lo vivremmo come un'allegra scampagnata in preparazione alla “Qualificazione Olimpica”. Però quel giorno c'è stato e ha cambiato per sempre l'approccio dell'Italia alle manifestazioni internazionali.

Sto parlando naturalmente della sconfitta per 2-0 patita dalla nazionale allora allenata da Jim Davenport contro la Russia. Episodio che marchia la storia recente del baseball azzurro con l'infamia non tanto per la sconfitta in sè con conseguente terzo posto nel torneo, quanto perchè in quel preciso momento storico lo storico insuccesso (dal 1956 l'Italia si era sempre piazzata seconda o prima) venne accolto da molti con più entusiasmo di quanto non sarebbe successo con la vittoria.

Sono passati solo 2 anni e la Russia c'è ancora, quasi con la stessa squadra di allora. Non c'è(il pitcher che vinse la gara, aveva 35 anni già allora) e non c'è Korneev (colui che spense definitivamente le speranze azzurre e che ora è alle prese con un intervento di ricostruzione del legamento del gomito). In compenso c'è un certo Cole, che ha giocato nel 1992 nei Pirates di Pittsburgh. La Russia è una squadra discreta in difesa, mediocre in battuta. “Tutti battitori già in difficoltà su una buona dritta interna” hanno sentenziato gli scout della 'NorthEast League' americana, che hanno visto i russi all'opera in primavera. La Russia non può onestamente farci paura. Per intenderci, se si iscrivesse alla nostra Serie A1 facilmente retrocederebbe e comunque non andrebbe nemmeno vicina ai 'play off'.
Allo stesso modo non possono e non devono farci paura la Gran Bretagna, che non ha Gavin Marshall (il miglior lanciatore inglese di ogni tempo) e che punta su un paio di australiani con carriera lontana dai circuiti pro, e la Spagna, che abbiamo battuto e ribattuto con la squadra 'A' e la P.O.

L'Italia è sicuramente superiore anche alla Germania, che affronta al debutto venerdì alle 19. Lo è anche se i tedeschi si affideranno a Tim Henkenjohann, lanciatore che si sta ben disimpegnando in 'rookie league' con i Brewers.
I tedeschi avranno anche altri 'pro': il catcher Guehring (Rookie League con Milwaukee) e l'esterno Borgo (che ha recentemente firmato per Philadelphia). Il terza base Franke ha nel carnet a sua volta 2 stagioni in America, sempre a livello di 'Rookie League'. Ma per avere un'idea del livello della Germania, basterà citare l'andamento dei torneo pre Europeo, che ha visto la squadra allenata dall'olandese Van Gulik bastonata da Austria e Sud Africa e vincente per 11-10 contro la Repubblica Ceca.
Sulla Grecia, per ora, è bene riservarsi il giudizio. Si tratta di una squadra “misteriosa”, sicuramente formata da americani di origine greca o naturalizzati, ma non si sa di che livello. C'è da dubitare che si tratti di stelle di particolare brillantezza e per questo posso prendermi certamente la libertà di dare l'Italia come favorita numero per il primo posto del girone.

Anche se l'Europeo conta relativamente poco, l'obbiettivo minimo per gli azzurri resta la finale. Che sarà sicuramente contro un'Olanda destinata a mangiarsi letteralmente Belgio, Francia, Croazia, Repubblica Ceca e Svezia.
Gli arancioni, affidati alle cure di Davey Johnson, hanno rafforzato la già buona squadra osservata al “World Port Tournament” con ben 6 atleti provenienti dalle 'Minor Leagues' americane.
L'antillano Sharnol Adriana, che batte oltre 300 con 11 homer nella competitiva Lega Messicana, sarà il quarto in battuta di cui Johnson ha ripetutamente detto di aver bisogno. Il suo conterraneo Chairon Isenia, titolare nella squadra di Doppio A dei Devil Rays, sarà una valida alternativa a De Jong come catcher. Vince Rooi, che gioca in Singolo A per Montreal con i Brevard County Manatees (batte 281 con 5 fuoricampo e ha commesso 12 errori in 67 partite), potrebbe diventare il terza base titolare, con spostamento di Legito all'interbase ed esclusione del poco convincente Slujter. De Caster (giocatore di College) può essere un'alternativa in diamante. Danny Rombley, esterno a Brevard County con media battuta 242, è un formidabile difensore e un velocista. Alexander Smit è un lanciatore mancino che sta lanciando molto bene in Singolo A con i Twins.

L'Olanda è forte, è onesto ammettere che ci è superiore, ma sulla distanza di una singola partita è tutt'altro che sicura di vincere.
L'Italia in effetti non è così male come qualche Cassandra lascerebbe presagire. Se Olenberger ha recuperato dai malanni che lo hanno afflitto recentemente, forma con Censale, Lucena e De Santis un quartetto di partenti di tutto rispetto. Nyari nel bull pen è un closer che lancia magari con poca continuità, ma che ha una velocità difficile da riscontrare a questi livelli. Nava, Milano, Bartolucci, Martignoni e Bova completano una pattuglia che a me personalmente convince.
Il diamante ha al centro con La Fera e Dallospedale 2 sicurezze e il line up ha una combinazione di destri (Schiavetti, Dallospedale, Chiarini, Pantaleoni e Frignani) e mancini (Liverziani, Ramos e Fontana) che sono di sicuro molto vicini al meglio che il nostro baseball può esprimere. La velocità potrebbe poi essere per una volta un nostro punto di forza.
Certo, non si può negare che affrontiamo un Europeo con un catcher debuttante (Parisi) e un esterno centro non di ruolo (Pantaleoni). Schiavetti torna in terza, dove ha giocato solo parte della scorsa stagione.
Qualcosa da valutare sul campo insomma c'è, ma mi pare che sia il caso di farlo con fiducia.

Proprio per darci fiducia, cominciamo intanto a toglierci qualche complesso contando anche noi chi ha giocato in America: Censale, Olenberger, Liverziani, Dallospedale, Chiarini, Ramos e Imperiali (da pro); La Fera, Fontana, Parisi,Milano e Pantaleoni (al College).

Visto che non siamo tanto male?

Informazioni su Riccardo Schiroli 1196 Articoli
Nato nel 1963, Riccardo Schiroli è giornalista professionista dal 2000. E' nato a Parma, dove tutt'ora vive, da un padre originario di Nettuno. Con questa premessa, non poteva che avvicinarsi alla professione che attraverso il baseball. Dal 1984 inizia a collaborare a Radio Emilia di Parma, poi passa alla neonata Onda Emilia. Cresce assieme alla radio, della quale diventa responsabile dei servizi sportivi 5 anni dopo e dei servizi giornalistici nel 1994. Collabora a Tuttobaseball, alla Gazzetta di Parma e a La Tribuna di Parma. Nel 1996 diventa redattore capo del TG di Teleducato e nel 2000 viene incaricato di fondare la televisione gemella a Piacenza. Durante la presentazione del campionato di baseball 2000 a Milano, incontra Alessandro Labanti e scopre le potenzialità del web. Inizia di lì a poco la travolgente avventura di Baseball.it. Inizia anche una collaborazione con la rivista Baseball America. Nell'autunno del 2001 conosce Riccardo Fraccari, futuro presidente della FIBS. Nel gennaio del 2002 è chiamato a far parte, assieme a Maurizio Caldarelli, dell'Ufficio Stampa FIBS. Inizia un'avventura che si concluderà nel 2016 e che lo porterà a ricoprire il ruolo di responsabile comunicazione FIBS e di presidente della Commissione Media della Confederazione Europea (CEB). Ha collaborato alle telecronache di baseball e softball di Rai Sport dal 2010 al 2016. Per la FIBS ha coordinato la pubblicazione di ‘Un Diamante Azzurro’, libro sulla storia del baseball e del softball in Italia, l’instant book sul Mondiale 2009, la pubblicazione sui 10 anni dell’Accademia di Tirrenia e la biografia di Bruno Beneck a 100 anni dalla nascita. Dopo essere stato consulente dal 2009 al 2013 della Federazione Internazionale Baseball (IBAF), dal giugno 2017 è parte del Dipartimento Media della Confederazione Mondiale Baseball Softball (WBSC). Per IBAF e WBSC ha curato le due edizioni (2011, 2018) di "The Game We Love", la storia del baseball e del softball internazionali.

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