La Danesi rimonta e vince all'undicesimo

Cinque punti al nono e un home run di D'Auria completano la rimonta del Nettuno contro la Palfinger

Una partita giocata sotto uno splendido sole pomeridiano finisce sotto la luce dei riflettori. Sono state necessarie ben quattro ore di partita per decidere chi tra Danesi e Palfinger dovesse vincere questa garadue, magari bella e appassionante ma pur sempre una maratona interminabile, e risolta grazie ad una prodezza di D'Auria ma dopo una serie di colpi di scena che nemmeno il più fantasioso degli sceneggiatori poteva mai immaginare. La cronaca ovviamente è ricca di spunti.
Gli emiliani passano immediatamente in vantaggio alla prima ripresa, grazie ad un doppio di Nunez che spingeva a casa Saccardi, in prima per quattro ball. Poi Masin comincia a controllare molto bene le mazze avversarie ed al quinto, al primo acuto in attacco dopo quattro turni di silenzio assoluto, arriva il pareggio della Danesi, in un momento di empasse di Salsi. Tre singoli consecutivi di Leonardo Mazzanti, Frezza e Patrone con zero fuori portano il pareggio, ma la spinta dei tirrenici si ferma lì. Al sesto ospiti di nuovo avanti, ancora base a Saccardi che va in terza su errore di assistenza di Schiavetti su un tentativo di doppio gioco e lunga volata di sacrificio di Carrozza, che vale il 2 a 1.
La Palfinger allunga all'ottavo, con due uomini in base Masin, buona la sua prestazione, lascia la pedana a Mauro Salciccia che subisce due batti e corri di fila (Nunez e Squarcia), una rimbalzante che Tovar decide di giocare a casa base senza effettuare l'eliminazione ed un altro singolo di Ori. In totale quattro segnature.
Proprio quando la sconfitta è dietro l'angolo la Caffé Danesi finalmente si sveglia, sfruttando la stanchezza di un comunque eccellente Salsi. Inizia il nono ed arriva un singolo di Leonardo Mazzanti e un doppio di Frezza per il 6 a 2 con zero out. La partita di Salsi finisce lì, entra quasi a sorpresa Zambelli (annunciato partente per garatre) e Patrone mette a segno subito una valida interna. Con uomo in prima e seconda De Franceschi batte un singolo al centro per il 6 a 3, Schiavetti rimbalzante sull'interbase per il primo out e uomini agli angoli. Paoletti rimane al piatto, Castrì (entrato nel finale al posto di Tovar) tiene accesa la speranza con un singolo al centro per il 6 a 4. Due fuori e si presenta nel box il pericolo pubblico Luis De los Santos, che riceve la terza base ball della giornata. Con basi cariche D'Auria batte un singolo a sinistra per il pareggio, 6 a 6 e dopo tre ore e quindici di partita si va ai supplementari.
Il decimo si apre con la base concessa da Colaceci a Gerali, Bagialemani decide che è arrivato il momento di mandare in pedana Juan Carlo Vigna. Squarcia stoppa sul lanciatore e porta Gerali in posizione punto, Saccò batte valido a destra ma un'assistenza millimetrica di De Franceschi elimina Gerali che tentava la corsa verso casa. Due fuori e altro singolo di Ori a sinistra, ma stavolta Saccò viene fermato in terza. Con uomini agli angoli Perracino viene eliminato in diamante e la ghiotta occasione sfuma. La Palfinger mette un uomo in base in apertura di attacco anche nell'undicesimo, Guardasoni, che va in seconda non su bunt di Brea, preso al volo, ma su lancio pazzo, ma sia Saccardi che Gerali finiscono K. La girandola di cambi attuata da Bagialemani porta Vigna nel box con un out, e succede quello che non t'aspetti. Il closer legna un terrificante doppio sulla recinzione che lascia stupefatti gli irriducibili del Borghese. De los Santos riceve la quarta base (la seconda intenzionale) della giornata, arriva D'Auria al primo lancio spedisce la pallina oltre la recinzione per il 9 a 6 finale. Che partita.

Informazioni su Mauro Cugola 547 Articoli
Nato tre giorni prima del Natale del 1975, Mauro è laureato in Economia alla "Sapienza" di Roma, ma si fa chiamare "dottore" solo da chi gli sta realmente antipatico... Oltre a una lunga carriera giornalistica a livello locale e nazionale iniziata nel 1993, è anche un appassionato di sport "minori" come il rugby (ha giocato per tanti anni in serie C), lo slow pitch che pratica quando il tempo glielo permette, la corsa e il ciclismo. Cosa pensa del baseball ? "È una magica verità cosmica", come diceva Susan Sarandon, "ma con gli occhiali secondo me si arbitra male". La prima partita l'ha vista a quattro mesi di vita dalla carrozzina al vecchio stadio di Nettuno. Era la primavera del '76. E' cresciuto praticamente dentro il vecchio "Comunale" e, come ogni nettunese vero, il baseball ce l'ha nel sangue.

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