1919, L'anno della vergogna.

Cronaca dello scandalo che colpì i Chicago White Sox

‘Senza tener conto del verdetto dei giudici, nessun giocatore che trucca una partita, nessun giocatore che si industria o promette di truccare una partita, nessun giocatore che siede a colloquio con un gruppo di disonesti e scommettitori dove si sta discutendo di truccare una partita e non informa immediatamente il proprio club, giocherà mai più a baseball.”

Con questa dichiarazione resa alla stampa il giorno dopo il verdetto di assoluzione, il neo Commissioner della MLB giudice Kenesaw Mountain Landis squalificò a vita otto giocatori dei Chicago White Sox (soprannominati in seguito ‘Black Sox”), rei di aver venduto a degli scommettitori le World Series del 1919 contro i Cincinnati Reds. I lanciatori Eddie Cicotte e Claude ‘Lefty” Williams, il 1B Chick Gandil, l’interbase Swede Risberg, il 3B Buck Weaver, l’interno Fred McMullin, l’esterno sinistro ‘Shoesless” Joe Jackson e l’esterno centro Oscar Felsch videro così miseramente finire le loro carriere in una delle pagine più buie del baseball e di tutto lo sport professionistico americano.
La storia che ha riempito le pagine di tutti i giornali per anni, la storia scritta e raccontata da numerosi autori eccellenti, la storia rivissuta in tanti film (ultimo ‘L’uomo dei sogni”, interpretato da Kevin Costner, un film bellissimo), la storia che ogni americano conosce, inizia a Boston nel lontano 1919, tre settimane prima del termine della stagione regolare……..
E’ il 31enne prima base dei White Sox Chick Gandil che ebbe per primo l’idea di accordarsi sulla sconfitta nelle World Series, e si rivolse ad uno dei più importanti scommettitori del paese, ‘Sport” Sullivan. Gli riferì che era in grado di convincere anche altri giocatori della sua squadra, in quanto molti di essi erano in rotta con il presidente Charles Cominskey a causa dei bassi stipendi ricevuti negli ultimi anni.
Il primo ad essere contattato fu il lanciatore Eddie Cicotte, il quale si trovava in difficoltà economiche a seguito dell’acquisto di una fattoria nel Michigan; dopo qualche esitazione accettò la proposta chiedendo in cambio 10.000 dollari. Gandill continuò così a ‘reclutare” altri giocatori: Risberg e McMullin accettarono subito, ma quello che serviva di più era un altro lanciatore partente, che trovò in Williams. Quindi si assicurò anche i tre migliori battitori della squadra, Jackson, Weaver e Felsch.
Il 21 settembre 1919 all’Ausonia Hotel di New York, si svolse la riunione decisiva nella stanza di Gandil, una riunione che segnerà per sempre le carriere di questi otto giocatori. L’accordo venne fatto sulla base di 80.000 dollari complessivi, ma quando Gandil informò l’allibratore Sullivan questi rimase perplesso per la cifra così alta e per giunta in contanti. Dopo aver contattato un altro scommettitore, Arnold ‘Big Bankroll” Rothstein, Gandil incontra di nuovo i giocatori il 29 settembre, il giorno prima della partenza per Cincinnati in vista di gara uno delle WS (al meglio delle nove partite); ai giocatori offrì subito 40.000 dollari, con gli altri 40.000 da pagare al termine della serie. Sullivan però consegnò a Gandil solo 10.000 dollari, non potendo resistere alla tentazione di giocarsi gli altri 30.000 sulla vittoria degli sfavoriti Reds. Gandil prese in consegna i 10.000 e li girò a Cicotte, lanciatore partente di gara 1. Gli altri sette giocatori erano però furiosi in quanto si aspettavano la loro parte da subito, ed in un incontro tenutosi al Sinton Hotel di Cincinnati il giorno prima della partita, si accordarono mal volentieri per 20.000 dollari a sconfitta da dividersi in parti uguali. Il primo ottobre, in una giornata calda ed assolata, si svolse la prima partita: il segnale che i giocatori avevano realmente accettato la ‘combine” era che Cicotte colpisse il primo battitore dei Reds Maurice Rath; il primo lancio fu però uno strike, mentre il secondo colpì Rath sulla schiena, era fatta! I Reds vinsero gara 1 con il punteggio di 9-1. In gara 2 Williams, famoso per il suo controllo sul monte di lancio, concesse tre basi ball consecutive nel quarto inning, e tutti e tre i corridori arrivarono a casa base: punteggio finale Cincinnati 4, Chicago 2.
Dopo gara due i giocatori ricevettero altri 10.000 dollari, ma erano nervosi ed arrabbiati perché non avevano ancora ricevuto la cifra pattuita. Nonostante non avessero ancora deciso come comportarsi in gara 3, Gandil confidò per dispetto a Sullivan che avrebbero perso anche quella, mentendo. Sullivan andò sicuro a scommettere sulla vittoria dei Reds, ma la gara la vinsero i White Sox 3-0, con lo stesso Gandil protagonista con due punti battuti a casa.
All’indomani di gara 4 Gandil disse a Sullivan che se non avesse avuto altri 20.000 dollari la combine sarebbe finita; li ottenne, ed i Reds vinsero grazie a due clamorosi errori di Cicotte. Nel frattempo il terza base Weaver si tirò fuori, evitando di prendere più soldi. Gara 5 andò ancora ai Reds, che ora conducevano la serie per 4-1, suscitando le prime ‘velenose” reazioni di stampa e tifosi. Ma quando Sullivan non consegnò i 20.000 dollari dovuti per la sconfitta in gara 5, i giocatori decisero di iniziare a giocare come sapevano, vincendo gara 6 con il punteggio di 5-4 al decimo inning dopo essere stati sotto 0-4, e gara 7, con lo stesso Cicotte autore di una grande prestazione sul monte di lancio, in cui subì solo sette valide e portando così la serie sul 4-3 per i Reds. Rothstein e Sullivan cominciarono però a preoccuparsi poiché avevano scommesso troppi soldi sui Reds per rischiare di non vederli vincere, e passarono all’attacco contattando direttamente il lanciatore partente di gara 8, ‘Lefty” Williams. L’offerta fu ‘molto vantaggiosa”, e Williams si accordò affinché la partita fosse decisa già al primo inning: subì quattro valide e tre punti, eliminando un solo battitore ed effettuando solo 15 lanci prima di essere sostituito dall’allenatore. I Reds vinsero la gara 10-5 e conseguentemente le World Series.
Quello che successe dopo fu un interminabile serie di polemiche, e la voce di una ‘combine” cominciò pian piano a circolare, costringendo il presidente Charles Cominskey ad assumere un detective privato per controllare i movimenti finanziari dei suoi giocatori. Il primo a parlare ufficialmente dell’accordo fu il giornalista Hugh Fullerton con un articolo pubblicato sul ‘New York Evening World” del 15 dicembre 1919, da cui prendiamo uno stralcio molto significativo: ‘…..venti minuti prima dell’inizio di gara 8 a Chicago, fui preso in disparte da uno scommettitore che mi consigliò di puntare forte sulla vittoria dei Reds; rimasi perplesso e gli chiesi se sapeva qualcosa che sarebbe successo oggi, mi rispose che avrei visto il più grande primo inning della mia vita….” Soltanto nell’agosto del 1920 però cominciarono ad uscire le prime prove e testimonianze contro i giocatori dei White Sox. Cominskey sospese gli otto giocatori sotto inchiesta, ed i Sox non riuscirono più a raggiungere le finali del 1920. Dopo mille rivelazioni, polemiche, confessioni poi ritratte, si arrivò al processo il 29 luglio 1921: l’accusa chiese cinque anni di carcere e 2000 dollari di multa per tutti i giocatori incriminati; la difesa sostenne che i giocatori avevano si preso quei soldi, ma non vi erano prove sul loro scarso impegno sul diamante. Dopo solo due ore la giuria emise il verdetto: tutti assolti! I giocatori furono portati in trionfo fuori dal tribunale dalla folla festante, ma la sorpresa per loro arrivò come detto il giorno dopo, con la squalifica a vita.
Tutti gli americani conoscono questa triste storia, adesso anche voi.

Informazioni su Francesco Paolo Falanga 83 Articoli
Sposato dal 1999 con Ester, Paolo ha due maschietti, Federico di 2 anni (lanciatore destro!) e Carlo di un anno (battitore mancino!), che spera prendano la sua stessa passione per il baseball.Commercialista di professione, adora la sua famiglia e la casa con le quali passa tutto il tempo possibile.Come hobby ha la televisione (è un divoratore di eventi sportivi in TV), internet e viaggi, ha passato molto tempo negli Stati Uniti dove ha avuto la fortuna di visitare molti stadi di baseball e di vivere da vicino l'educazione sportiva degli americani.Ha collaborato saltuariamente con qualche rivista in America ed è un grande tifoso dei San Francisco Giants. (Spera di rendersi utile al sito cercando di trasmettere quelle stesse emozioni che prova ancora oggi nel vedere una partita del 'meraviglioso gioco del baseball'....

Commenta per primo

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.