Il problema dei Giants? Un baby sitter per “Mini Baker”

Increscioso episodio in gara 6: il piccolo figlio del manager di San Francisco in campo con la palla in gioco

Settimo inning di gara 5 delle “World Series”. Kenny Lofton batte in mezzo agli esterni. Sembra fuoricampo, in realtà la palla picchia sul muro e torna in campo. Lofton, sfruttando le sue meravigliose gambe, accelera e punta la terza.
Sulle basi c'erano David Bell in prima e JT Snow in terza. Per Snow segnare è un gioco. Arriva, tocca il piatto e si volta per segnalare cosa succede a David Bell.
Con la coda dell'occhio però vede qualcosa di sconcertante: un bambino minuscolo, con tanto di divisa dei Giants, che trotterella per recuperare la mazza di Lofton.
Con una prontezza di spirito davvero notevole, Snow afferra il bambino e lo toglie da dove un eventuale impatto tra Bell e il catcher degli Angels Molina lo avrebbe potuto ridurre in polpette.
Darren Baker, figlio del manager dei Giants Dusty, si libera di Snow w corre a recuperare la mazza, ben più grande di lui.

E' successo davvero. Certo, lì per lì la scena ha fatto sorridere tutti. Ma a ben pensarci è un assurdo.
In effetti, è lecito chiedersi come sia possibile che, nel super organizzato mondo del baseball americano, un bambino possa stare in panchina durante una gara delle 'World Series'.

La risposta è: per cabala.
Con Darren in panchina, con la sua divisa che gli sarà larga almeno per altri 3 anni, i Giants hanno sempre vinto in post season.
Ci si può credere, al fatto che i Giants siano così superstiziosi? Assolutamente, sì.

Babbo Baker, che durante l'incidente nons i è mosso dal suo solito posto nel dug out, ha ringraziato Snow ad ampi gesti.
Ovviamente, dopo l'episodio è stato adeguatamente messo in croce dai media. La televisione, elencando i problemi dei Giants, ha scritto un ironico “Trovare un baby sitter per Darren”.

Soprattutto, Dusty, non saremmo voluti essere nei tuoi panni al rientro a casa dalla signora Baker…

Informazioni su Riccardo Schiroli 1196 Articoli
Nato nel 1963, Riccardo Schiroli è giornalista professionista dal 2000. E' nato a Parma, dove tutt'ora vive, da un padre originario di Nettuno. Con questa premessa, non poteva che avvicinarsi alla professione che attraverso il baseball. Dal 1984 inizia a collaborare a Radio Emilia di Parma, poi passa alla neonata Onda Emilia. Cresce assieme alla radio, della quale diventa responsabile dei servizi sportivi 5 anni dopo e dei servizi giornalistici nel 1994. Collabora a Tuttobaseball, alla Gazzetta di Parma e a La Tribuna di Parma. Nel 1996 diventa redattore capo del TG di Teleducato e nel 2000 viene incaricato di fondare la televisione gemella a Piacenza. Durante la presentazione del campionato di baseball 2000 a Milano, incontra Alessandro Labanti e scopre le potenzialità del web. Inizia di lì a poco la travolgente avventura di Baseball.it. Inizia anche una collaborazione con la rivista Baseball America. Nell'autunno del 2001 conosce Riccardo Fraccari, futuro presidente della FIBS. Nel gennaio del 2002 è chiamato a far parte, assieme a Maurizio Caldarelli, dell'Ufficio Stampa FIBS. Inizia un'avventura che si concluderà nel 2016 e che lo porterà a ricoprire il ruolo di responsabile comunicazione FIBS e di presidente della Commissione Media della Confederazione Europea (CEB). Ha collaborato alle telecronache di baseball e softball di Rai Sport dal 2010 al 2016. Per la FIBS ha coordinato la pubblicazione di ‘Un Diamante Azzurro’, libro sulla storia del baseball e del softball in Italia, l’instant book sul Mondiale 2009, la pubblicazione sui 10 anni dell’Accademia di Tirrenia e la biografia di Bruno Beneck a 100 anni dalla nascita. Dopo essere stato consulente dal 2009 al 2013 della Federazione Internazionale Baseball (IBAF), dal giugno 2017 è parte del Dipartimento Media della Confederazione Mondiale Baseball Softball (WBSC). Per IBAF e WBSC ha curato le due edizioni (2011, 2018) di "The Game We Love", la storia del baseball e del softball internazionali.

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