Oakland espugna il Metrodome

Nonostante il numeroso e rumorosissimo pubblico, gli Athletics vincono gara 3 e si portano ad un passo dalla qualificazione


Nonostante l’atmosfera sfavorevole, gli Athletics si sono portati ad un passo dalla qualificazione alla finale dell’American League con la vittoria 6-3 sui Twins in gara 3 della serie divisionale. Minnesota non è riuscita a sfruttare il vantaggio campo, nonostante Oakland si sia dimostrata più volte in difficoltà per la poca abitudine a giocare in uno stadio coperto; la maggior potenza del lineup degli A’s, oltre alla maggior efficacia dello staff di lanciatori dei californiani, hanno però fatto ancora una volta la differenza.

Il rumorosissimo pubblico che affollava il Metrodome è stato immediatamente zittito dai primi due battitori di Oakland. Il partente dei Twins Rick Reed ha lasciato una palla alta nella zona di strike al lead-off hitter Ray Durham, che ha risposto con una battuta violenta all’esterno centro valutata male da Torii Hunter; l’esterno di Minnesota ha mancato la presa al volo, e ha permesso alla palla di rotolare fino al muro, mentre il velocissimo Durham è riuscito a correre fino a casa base, per un fuoricampo ‘inside the park”. Ancora una veloce alta è stata spedita oltre la recinzione dal secondo battitore di Oakland, Scott Hatteberg, per un home-run più tradizionale, che ha portato gli A’s sul 2-0.
Una gran presa in terza base di Corey Koskie ha salvato i Twins nel secondo, poi, nella seconda parte della stessa ripresa, un paio di errori degli A’s non sono stati concretizzati da Minnesota. Prima Hatteberg, che già nel primo aveva mancato una facile presa in zona di strike, si è scontrato con Mark Ellis e ha fatto cadere l’innocua volata di Hunter, poi la pallina è scivolata dalla mano di Barry Zito, permettendo l’avanzamento in seconda del corridore. Due basi ball hanno riempito i cuscini, ma il partente di Oakland si è salvato mettendo strikeout Luis Rivas.
Miguel Tejada si è messo in luce con una difesa in tuffo sulla rimbalzante di Jacque Jones nel terzo, poi nel quarto Terrence Long ha punito ancora Reed, spedendo sulle tribune un’altra veloce alta nella zona di strike. Minnesota ha però accorciato le distanze nella stessa ripresa, grazie alle tre valide di Hunter, Doug Mientzkiewicz e A.J. Pierzinsky, le ultime due cadute appena oltre gli esterni in territorio ‘Texas”, prima che un bel doppio gioco iniziato da Eric Chavez mettesse fine all’inning.
Il pareggio dei Twins è arrivato nel quinto, grazie al singolo di Jones, al triplo da un punto di Koskie e al singolo da un punto di Hunter; tuttavia, Jermaine Dye ha messo a segno il quarto solo homer della giornata di Oakland sull’ultimo lancio della gara di Reed, riportando gli A’s in vantaggio 4-3. I californiani hanno poi allungato nel settimo, con Johan Santana sul monte, grazie alla base-ball concessa a Durham, al doppio del pinch-hitter Randy Velarde e alla volata di sacrificio di Tejada.
Negli inning finali, J.C. Romero, Mike Jackson e LaTroy Hawkins hanno evitato che il vantaggio di Oakland aumentasse, aiutati da una spettacolare presa in zona di foul di Jones, con la palla praticamente già in tribuna; anche dall’altra parte, però, il bullpen ha eseguito bene il suo compito, e Ricardo Rincon e Billy Koch hanno evitato che i Twins intrattenessero concrete speranze di rimonta, chiudendo la gara sul 6-3.

Per Minnesota si tratta della seconda sconfitta nella storia della squadra al Metrodome nei playoffs, e i Twins hanno confermato la loro cronica difficoltà nel box di battuta contro i lanciatori mancini; se vorranno rimanere in corsa, Hunter e compagni dovranno cercare ancora di trarre il maggior vantaggio possibile dal pubblico di casa oggi in gara 4, quando sul monte si affronteranno il partente di gara 1 Tim Hudson e Eric Milton, al suo debutto nella serie.

OAKLAND 2 0 0 1 0 1 2 0 0 = 6 (bv 9 e 1)
MINNESOTA 0 0 0 1 2 0 0 0 0 = 3 (bv 8 e 0)

Note:Lanciatore vincente Zito; lanciatore perdente Reed; salvezza Koch
Fuoricampo: Durham ( 1 pt, 1° inn), Hatteberg ( 1 pt, 1° inn), Long ( 1 pt, 4° inn), Dye ( 1 pt, 6° inn)

Informazioni su Matteo Gandini 704 Articoli
Giornalista pubblicista e collaboratore di Baseball.it dall’ottobre 2000, Matteo è un grande appassionato in genere di sport, soprattutto del mondo sportivo americano, che segue da 10 anni in modo maniacale attraverso giornali, radio, web e TV (è uno dei pochi fortunati in Italia a ricevere la mitica ESPN).Per Baseball.it ha iniziato seguendo le Majors americane. Ora, oltre ad essere co-responsabile della rubrica giornaliera sul baseball a stelle e striscie, si occupa di serie A2. Inoltre, nel 2002, per il sito e l’ufficio stampa FIBS ha seguito da inviato lo stage della nazionale P.O. in Florida, la Capital Cup e i mondiali juniores di Sherbrooke (Canada), il torneo di Legnano di softball, e la settimana di Messina, a cui ha partecipato anche la nazionale seniores azzurra. Nel 2003 è stato invece inviato agli Europei Juniores di Capelle (Olanda). Nel 2001 ha anche collaborato alla rivista “Tutto Baseball e Softball”.Per quanto riguarda il football americano, da 3 anni segue il campionato universitario e professionistico americano per Huddle.org, oltre ad essere un assiduo collaboratore alla rivista AF Post. Nel 2003 partecipa al progetto radio di NFLI, ed è radiocronista via web delle partite interne dei Frogs Legnano.Dopo aver collaborato per un periodo di tempo ai siti web Inside Basketball e Play it, nel 2001 ha seguito i campionati di basket americani (NBA e NCAA) per Telebasket.com, in lingua italiana e inglese. Ora segue la pallacanestro d’oltreoceano per Blackjesus.it.Più volte apparso come opinionista di sport americani a Rete Sport Magazine, trasmissione radiofonica romana, lavora stabilmente nella redazione di Datasport, dopo una breve esperienza in quella di Sportal.Nel 2003 ha lavorato anche per l’Ufficio Stampa delle gare di Coppa del Mondo di sci a Bormio.Ha 26 anni, è residente in provincia di Lecco e si è laureato in scienze politiche alla Statale di Milano. La sua tesi, ovviamente, è legata allo sport: il titolo è “L’integrazione dei neri nello sport USA”. Il suo sogno è dedicare tutta la vita al giornalismo sportivo, in particolare nel settore sport USA.

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