Si apre la corsa alle World Series

Analizziamo una per una le quattro “division series”

Dopo 6 lunghi mesi di regular season, stasera con gara 1 tra Athletics e Twins partono i playoffs delle Major League. Di seguito analizziamo singolarmente le 4 serie divisionali, al meglio delle 5 partite, da cui usciranno le squadre che poi parteciperanno alle finali di lega.

BRAVES – GIANTS: Inizia da Atlanta il tentativo di Barry Bonds di togliersi di dosso l’etichetta di essere uno dei più forti giocatori di sempre a non vincere mai un titolo. Non solo: nelle 5 edizioni dei playoffs a cui ha partecipato finora con i Pirates e con San Francisco, Barry Bonds ha una media battuta di .197, con soli 6 fuoricampo in 27 partite; dall’altra parte, però, Barry in carriera si è sempre comportato molto bene contro i 3 partenti dei Braves, Greg Maddux, Tom Glavine e Kevin Millwood. I Giants sono la prima squadra nella storia ad arrivare ai playoffs della National League dopo aver vinto le ultime 8 partite di regular season, quindi un po’ tutte le mazze di San Francisco sono piuttosto ‘calde”; tuttavia, una delle chiavi potrebbe essere il rendimento di coloro i quali batteranno dopo Bonds nel lineup(probabilmente Benito Santiago o Reggie Sanders), visto che probabilmente Atlanta farà vedere pochi lanci ‘appetitosi” a Barry.
I Braves arrivano per l’ennesima volta ai playoffs sperando di fare un po’ meglio degli ultimi anni(11 apparizioni consecutive ai playoffs, ma soltanto 1 titolo), e con il solito solidissimo staff di lanciatori, guidato dagli esperti partenti già citati e da uno dei bullpen più forti mai avuti da Bobby Cox: Mike Remlinger e il sorprendente Chris Hammond (terzo rilievo nella storia delle Majors a chiudere l’annata con un PGL inferiore a 1.00), sono pronti ad aprire la strada per John Smoltz, che nella sua prima stagione da closer a tempo pieno ha stabilito il nuovo record di salvezze della NL.
San Francisco spera che i suoi tre partenti, Russ Ortiz, Jason Schmidt e Kirk Reuter possano tenere testa ai pitcher avversari, ma il lineup dei Braves quest’anno è ancora più temibile con l’aggiunta di Gary Sheffield.
San Francisco ha tutte le carte in regola per giocare alla pari con Atlanta, ma alla lunga la maggior esperienza e solidità a livello di lanciatori di Atlanta dovrebbe prevalere, anche se la cabala suggerisce diversamente: Bonds è appena diventato il primo giocatore dopo Willie Mays nel 1954 a vincere il titolo di miglior battitore della NL con la casacca dei Giants. L’ultima volta che i Giants hanno vinto il titolo? 1954.

YANKEES – ANGELS: Siamo di fronte ad un evidentissimo contrasto di stili: i potenti Bronx Bombers, leader nella classifica di home-run per squadra, contro una squadra che gioca ‘Little Ball”, cioè che cerca di costruire i punti con la pazienza nel box di battuta e muovendo i corridori sulle basi. Il confronto più esemplificativo è tra i due lead-off hitter, entrambi tra i più validi della American League, ma tecnicamente opposti: da una parte la potenza di Alfonso Soriano (39 fuoricampo ma anche 157 strikeout e solo 23 basi ball), dall’altra la pazienza e l’occhio di David Eckstein (8 fuoricampo ma 45 basi ball e solo 44 strikeout).
Sul monte, poi, i lanciatori degli Yankees hanno terminato la stagione regolare in crescendo, mentre Anaheim manderà in campo gli inesperti Jarrod Washburn, Ramon Ortiz e forse John Lackey, ad affrontare i mostri sacri Roger Clemens, Andy Pettitte e Mike Mussina.
Sulla carta non dovrebbe esserci storia, ma occhio a non sottovalutare un lineup equilibrato come quello di Anaheim, in cui 7 dei 9 titolari hanno chiuso la stagione con una media battuta superiore a 283, e uno dei due esclusi, Troy Glaus, ha portato a casa 111 punti. Proprio Glaus, insieme a Tim Salmon e Garrett Anderson, dovrà tirare i fuori i muscoli nei playoffs, per dare un minimo di potenza al lineup degli Angels. Comunque, con le aggiunte di Jason Giambi, Raul Mondesi e con un Derek Jeter abituato ad alzare di un gradino il suo livello di gioco in ottobre, la situazione è abbastanza grigia per gli Angels, che oltre a tutto ciò devono anche fare i conti con la pressione di giocare 3 delle potenziali 5 partite in quel santuario che è lo Yankee Stadium ad ottobre.
Unica incertezza per New York le condizioni di Mariano Rivera, appena recuperato dopo un lungo periodo in lista infortunati, e secondo Joe Torre non utilizzabile per più di un inning alla volta in questa post-season.

DIAMONDBACKS – CARDINALS: Il duello tutto da gustare sarà quello tra i lanciatori di Arizona, in particolare ovviamente Randy Johnson e Curt Schilling, e il potente lineup di St.Louis, da cima a fondo il migliore della National League. Si tratta del rematch della splendida serie dello scorso anno, vinta dai D’Backs con uno squeeze suicida, ma da allora Arizona ha fatto qualche passo all’indietro, in particolare perdendo per i playoffs Luis Gonzales.
Toccherà a giocatori come Steve Finley, Junior Spivey e Matt Williams il compito di non far sentire la mancanza di Gonzales e dell’altro infortunato celebre, Erubiel Durazo, ma soprattutto Johnson e Schilling dovranno limitare il più possibile l’attacco dei Cards, rinforzato quest’anno dalla presenza di Scott Rolen e dall’esperienza di Tino Martinez.. Da non dimenticare anche che l’infortunio di Gonzales complica non poco la situazione anche dal punto di vista difensivo per i D’Backs, che sono costretti ad utilizzare Erubiel Durazo e Quinton McCracken nel ruolo a loro non congeniale di esterno.
Una chiave per Arizona potrebbe essere il rendimento della parte bassa del lineup, mentre si può già dire che chiunque abbia stilato il calendario dei playoffs ha giocato un brutto scherzo a St.Louis, inserendo due giornate di riposo tra le cinque gare, e dando così la possibilità a Bob Brenly di utilizzare, in un’ipotetica serie di 5 partite, due volte sia Johnson che Schilling.
Sul monte, St.Louis risponde con il solido Matt Morris, che sarà opposto a Johnson in gara 1 e 4, con l’esperto Chuck Finley e con il solido closer Jason Isringhausen; tuttavia, i Cards dovranno rinunciare ad uno dei loro migliori partenti Woody Williams, fuori per uno stiramento muscolare.
Dal punto di vista emozionale, un po’ tutta l’America neutrale fa il tifo per St.Louis, visti i difficili momenti passati dai Cardinals quest’anno dopo la morte del popolarissimo radiocronista Jack Buck e quella improvvisa del lanciatore Darryl Kile; dal punto di vista tecnico, St.Louis ha tutte le carte in regola per arrivare fino in fondo, ma se Johnson e Schilling non avranno delle giornate particolarmente negative, impossibile non considerare Arizona la favorita. A meno che Byunh-Hyun Kim non soffra di troppi deja-vu…

ATHLETICS – TWINS: Minnesota tradizionalmente fatica non poco contro i partenti mancini, eppure Art Howe ha deciso di mettere sul monte in gara 1 il destro Tim Hudson, invece che Barry Zito o Mark Mulder; questo renderà praticamente decisiva la partita che sarà disputata stasera all’Oakland Coliseum. Gli Athletics appaiono in forma strepitosa, con Miguel Tejada, uno dei principali candidati al titolo di MVP dell’American League e Eric Chavez che hanno assunto quel ruolo di leader che fu di Jason Giambi; inoltre, Jermaine Dye ha ripreso ad essere sé stesso dopo aver faticato non poco per tornare ad alti livelli in seguito alla frattura alla gamba.
I Twins, la cenerentola di questi playoffs, sono sopravvissuti alle minacce di eliminazione da parte della lega sorprendendo tutti e dominando la Central division, ma hanno avuto non poche difficoltà quando hanno affrontato squadre al di fuori del loro raggruppamento, ed in particolare hanno perso 3 delle 9 gare giocate contro Oakland. Con la rotazione dei partenti un punto di domanda, visto che sia Brad Radke che Joe Mays hanno saltato buona parte della stagione per infortunio, Minnesota dovrà contare sul suo bullpen, che oltre a ‘Everyday” Eddie Guardado (suo il nuovo record di salvezze della squadra), comprende gli ottimi mancini Johan Santana e J.C. Romero. Statisticamente, i rilievi di Ron Gardenhire hanno il terzo miglior PGL dell’American League.
Un’altra chiave per i Twins potrebbe essere il rendimento del lead-off hitter Jacque Jones, il cui compito sarà aprire la strada ad un line-up non straordinario ma solido; Minnesota, inoltre, è una delle squadre migliori a livello difensivo nelle intere Major League, e soprattutto è molto difficile da sconfiggere in casa. Oakland però avrà il beneficio del vantaggio campo nella serie, e quindi i Twins dovranno vincere almeno una volta in trasferta, se vorranno tentare di passare il turno, e se riusciranno a rimanere in gara fino alle riprese finali, gli uomini di Gardenhire potrebbero approfittare del closer degli A’s Billy Koch, quest’anno a volte non sicurissimo. Tuttavia, Oakland sembra l’unica squadra con il talento necessario per poter fermare la corsa degli Yankees verso un'altra World Series.

Informazioni su Matteo Gandini 704 Articoli
Giornalista pubblicista e collaboratore di Baseball.it dall’ottobre 2000, Matteo è un grande appassionato in genere di sport, soprattutto del mondo sportivo americano, che segue da 10 anni in modo maniacale attraverso giornali, radio, web e TV (è uno dei pochi fortunati in Italia a ricevere la mitica ESPN).Per Baseball.it ha iniziato seguendo le Majors americane. Ora, oltre ad essere co-responsabile della rubrica giornaliera sul baseball a stelle e striscie, si occupa di serie A2. Inoltre, nel 2002, per il sito e l’ufficio stampa FIBS ha seguito da inviato lo stage della nazionale P.O. in Florida, la Capital Cup e i mondiali juniores di Sherbrooke (Canada), il torneo di Legnano di softball, e la settimana di Messina, a cui ha partecipato anche la nazionale seniores azzurra. Nel 2003 è stato invece inviato agli Europei Juniores di Capelle (Olanda). Nel 2001 ha anche collaborato alla rivista “Tutto Baseball e Softball”.Per quanto riguarda il football americano, da 3 anni segue il campionato universitario e professionistico americano per Huddle.org, oltre ad essere un assiduo collaboratore alla rivista AF Post. Nel 2003 partecipa al progetto radio di NFLI, ed è radiocronista via web delle partite interne dei Frogs Legnano.Dopo aver collaborato per un periodo di tempo ai siti web Inside Basketball e Play it, nel 2001 ha seguito i campionati di basket americani (NBA e NCAA) per Telebasket.com, in lingua italiana e inglese. Ora segue la pallacanestro d’oltreoceano per Blackjesus.it.Più volte apparso come opinionista di sport americani a Rete Sport Magazine, trasmissione radiofonica romana, lavora stabilmente nella redazione di Datasport, dopo una breve esperienza in quella di Sportal.Nel 2003 ha lavorato anche per l’Ufficio Stampa delle gare di Coppa del Mondo di sci a Bormio.Ha 26 anni, è residente in provincia di Lecco e si è laureato in scienze politiche alla Statale di Milano. La sua tesi, ovviamente, è legata allo sport: il titolo è “L’integrazione dei neri nello sport USA”. Il suo sogno è dedicare tutta la vita al giornalismo sportivo, in particolare nel settore sport USA.

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