Coppe Europee: è ora di cambiare!

Il quadro completo delle coppe europee 2002 è semplicemente desolante. A rispondere ‘presente”, per difendere la bandiera dell’Italia, solo il Nettuno in Coppa dei Campioni!Ma se un conto magari è il ‘no” alla Coppa Ceb,

Il quadro completo delle coppe europee 2002 è semplicemente desolante. A rispondere ‘presente”, per difendere la bandiera dell’Italia, solo il Nettuno in Coppa dei Campioni!
Ma se un conto magari è il ‘no” alla Coppa Ceb, dove si sarebbe trattato di fare la pool B, dopo le rinunce dell’anno scorso, diversa la faccenda riguardo alla Coppa delle Coppe.
La Coppa Ceb è un po’ la coppa del nonno, e lo dimostra il fatto che non ha mai visto la partecipazione di una compagine olandese.Il fatto è che la situazione adesso si ripete, e nel 2003 la vincitrice della Coppa Italia dovrà eventualmente ripartire dalla categoria inferiore.
Il tragico, in ogni caso, è che non si è trovato nessuno disposto a sostituire, in quel di Regensburg, il Rimini, rinunciatario. Hanno rifiutato tutte: Bologna, Grosseto e Caserta. Certo il contributo Fibs era quel che era, cioè microscopico, più simbolico che reale. Ma un minimo di ritorno una manifestazione europea lo dovrebbe garantire. All’atto pratico le cose non stanno così.
Una squadra non può certo pensare di mettere a bilancio un terzo della sua sponsorizzazione principale per una settimana di coppa in giro per il continente. E fatta a domicilio la manifestazione finisce per costare ancora di più. Alla fine così, nel caso, si preferisce spendere la stessa somma per qualcuno che venga da oltre Atlantico, a dar manforte in campionato.
Altrettanto ovvio è in ogni caso che la partecipazione ad una coppa europea non dovrebbe influire sul campionato, come invece è stato nel 2001, con un calendario della serie A1 che non ne teneva conto e conseguenti recuperi infrasettimanali.
Così forse sarebbe il caso di riordinare le idee. A partire dalla formula. Cercando di farne manifestazioni non di facciata. Non come adesso, con tante partite inutili, dal punto di vista della vittoria finale, concentrate in pochi giorni, e successo legato magari a uno, o massimo due incontri, in chiusura.
Perché invece non puntare a una fase finale a quattro riservata alla detentrice più le due aventi diritto per la nazione che ha avuto le due finaliste l’anno prima e la vincente di una fase di qualificazione fra tutte le altre? Tanto in Coppa Campioni quanto in Coppa Coppe.
La prima fase potrebbe anche ricalcare la formula attuale, concentrata. Ma le semifinali e la finale non dovrebbero essere legate alla partita singola, ma diventare qualcosa che assomigli ad una serie. Diciamo tre partite in un fine settimana e vince chi se ne aggiudica due. Bisognerebbe provare.
Fermo restando che se non si azzera tutto, per quel che riguarda l’Italia, d’ora in poi, e non solo quest’anno, sentiremo parlare solo di una coppa, e fin che dura!

Informazioni su Mino Prati 844 Articoli
Mino Prati, giornalista dal 1979, ha scritto di baseball per 'Il Giornale Nuovo', la 'Gazzetta di Bologna', 'Stadio', 'Tuttobaseball' e 'Baseball International' e 'Agenzia ANSA' e 'Il Resto del Carlino', oltre ad essere stato il curatore del sito BaseballNow. É stato anche direttore responsabile, a livello bolognese, di diverse testate tra cui 'Fuoricampo', 'Baseball Time' e 'Baseball Oggi', nonchè addetto stampa della Fortitudo Bologna. Ha lavorato per l'Ufficio Stampa F.I.B.S. Ha pubblicato l'Almanacco del Baseball, per la Nuova Sagip, nel 1980. Oltre che giornalista, vanta un'esperienza anche dall'altra parte "della barricata": ex-tecnico, dirigente di società, a livello di categorie minori praticamente da sempre (dal 1972) a Minerbio (in provincia di Bologna dove è stato uno dei fondatori della società), e come Direttore Tecnico nelle Calze Verdi Casalecchio (Serie A2-1991) prima e nella Fortitudo Bologna (Serie A1-1992/93) poi. Più volte eletto negli organismi locali della Federbaseball a livello provinciale e regionale. E' stato il Responsabile Editoriale di Baseball.It nel 2002.

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