Un inverno di passione

Free agents che cambiano casacca, la 'contraction' e il nuovo contratto dei giocatori. Non ci sarà da annoiarsi

Se questo autunno/inverno è di passione per il baseball di casa nostra, le cose non stanno molto diversamente al di là dell’Oceano Atlantico.
La fine del 2001 e l’inizio del 2002 potrebbero rimanere nella storia delle Major Leagues per 3 differenti situazioni:
1) Un mercato dei ‘free agent’ che potrebbe vedere addirittura Barry Bonds cambiare maglia
2) La cosiddetta ‘contraction’, ovvero la riduzione delle squadre di Grande Lega, evento senza precedenti.
3) Il rinnovo del contratto di lavoro dei giocatori.

E’ evidente che i punti 2 e 3 sono strettamente collegati. Se i proprietari delle società insisteranno a voler eliminare 2 franchigie, questo automaticamente significherà 14 squadre in meno, ovvero circa 300 giocatori a spasso. Il Sindacato non può accettare una cosa del genere e io mi sento di poter dire che, se ‘contraction’ sarà, la decisione verrà fatta slittare a dopo il rinnovo del contratto di lavoro.
I proprietari, che si riuniscono martedì, non possono permettersi una serrata degli stadi proprio dopo le ‘World Series” più belle degli ultimi anni e quando finalmente sono riusciti a riempire con costanza quei nuovi (e costosissimi) stadi che sono stati inaugurati nelle ultime 3 stagioni. Già, perché in America quando si costruisce uno stadio si paga, non lo si fa ricadere nei calderoni dei finanziamenti per le Colombiadi o i Mondiali che i Comuni ricevono e nemmeno lo si baratta con un pugno di voti nelle assemblee elettive.

La questione dei ‘free agent’ è ovviamente molto meno tragica. Anzi, per la verità è piuttosto intrigante.
Abbiamo detto di Barry Bonds, che dopo aver battuto 73 fuoricampo ha tutti i diritti di mettere a segno la zampata finale (economicamente parlando) della carriera. Perché Barry è mio coetaneo e ormai è pronto anche per fare…il mio mestiere: ovvero commentarle, le partite, anziché giocarle. Bonds, insomma, potrebbe ricevere un generoso aumento dalla sua San Francisco e finire la carriera sulla Baia.
Luogo dal quale partirà invece quasi di sicuro Jason Giambi, che con i numeri che è abituato a mettere assieme sembra destinato a prendere il posto di prima base degli Yankees, che certamente hanno un portafogli più gonfio per soddisfare le richieste del ‘paisà’. A quel punto New York non confermerebbe Tino Martinez, che non mette assieme numeri da ‘MVP’ ma è pur sempre un ottimo battitore (da 25 fuoricampo all’anno, per intenderci) e un esperto prima base.
Parlando di mazze, sul mercato ci sono anche Brett Boone, che con i Mariners ha giocato il miglior anno della sua carriera, Moises Alou, una garanzia come potenza e media, Johnny Damon, un ‘lead off’ con i contro fiocchi, Juan Gonzalez, che a Cleveland ha resuscitato una carriera che sembrava avviata sul viale del tramonto, e Kenny Lofton, un giocatore completo come non ce ne sono tanti in giro.
Nomi da non disprezzare sono anche quelli di Reggie Sanders, Scott Brosius e il suo collega Yankee Chuck Knoblauch (ammesso che gli troviate un ruolo difensivo).
Specialisti della difesa, e segnatamente del ruolo di catcher, sono invece Javy Lopez e Charles Johnson. C’è poi il veterano Ricky Henderson (classe ’58!), che non si sa più quale altro record vuol battere, ma ha intenzione di giocare ancora.

Non mancano anche i lanciatori. John Smoltz non è soddisfatto del nuovo ruolo di ‘closer’ riservatogli dai Braves e accetterebbe offerte per tornare ad essere partente. Un closer di razza è Jason Isringhausen, che ad Oakland ha convertito 34 delle 43 opportunità avute. Il coreano Chan-Ho Park ha disputato una signora stagione da partente per i Dodgers e sarebbe in grado di essere il numero 2 o 3 di qualsiasi rotazione. Jason Schmidt appare pronto per le emozioni (e lo stipendio) di una grande. Hideo Nomo e David Cone potrebbero non rientrare più nei piani dei Red Sox. C’è poi Pedro Astacio, un uomo che garantisce le sue 12-15 vittorie all’anno e che i Rockies sembrano intenzionati a lasciar libero di scegliere un’altra destinazione. Sul mercato torna infine David Wells, che nel 2000 ha vinto più di 20 partite e l’anno scorso ha passato però più tempo dal… fisioterapista che in pedana.

Per il momento il mercato si muove molto lento. Gli unici grossi contratti firmati sono quelli di Andruw Jones con i Braves per i prossimi 6 anni (ammontare totale non reso noto) e quello da 4 anni e 34 milioncini di dollari siglato da Phil Nevin con i Padres.
Il ballo ha avuto inizio. Su www.baseball.it troverete quotidianamente aggiornamenti al riguardo.

Informazioni su Riccardo Schiroli 1196 Articoli
Nato nel 1963, Riccardo Schiroli è giornalista professionista dal 2000. E' nato a Parma, dove tutt'ora vive, da un padre originario di Nettuno. Con questa premessa, non poteva che avvicinarsi alla professione che attraverso il baseball. Dal 1984 inizia a collaborare a Radio Emilia di Parma, poi passa alla neonata Onda Emilia. Cresce assieme alla radio, della quale diventa responsabile dei servizi sportivi 5 anni dopo e dei servizi giornalistici nel 1994. Collabora a Tuttobaseball, alla Gazzetta di Parma e a La Tribuna di Parma. Nel 1996 diventa redattore capo del TG di Teleducato e nel 2000 viene incaricato di fondare la televisione gemella a Piacenza. Durante la presentazione del campionato di baseball 2000 a Milano, incontra Alessandro Labanti e scopre le potenzialità del web. Inizia di lì a poco la travolgente avventura di Baseball.it. Inizia anche una collaborazione con la rivista Baseball America. Nell'autunno del 2001 conosce Riccardo Fraccari, futuro presidente della FIBS. Nel gennaio del 2002 è chiamato a far parte, assieme a Maurizio Caldarelli, dell'Ufficio Stampa FIBS. Inizia un'avventura che si concluderà nel 2016 e che lo porterà a ricoprire il ruolo di responsabile comunicazione FIBS e di presidente della Commissione Media della Confederazione Europea (CEB). Ha collaborato alle telecronache di baseball e softball di Rai Sport dal 2010 al 2016. Per la FIBS ha coordinato la pubblicazione di ‘Un Diamante Azzurro’, libro sulla storia del baseball e del softball in Italia, l’instant book sul Mondiale 2009, la pubblicazione sui 10 anni dell’Accademia di Tirrenia e la biografia di Bruno Beneck a 100 anni dalla nascita. Dopo essere stato consulente dal 2009 al 2013 della Federazione Internazionale Baseball (IBAF), dal giugno 2017 è parte del Dipartimento Media della Confederazione Mondiale Baseball Softball (WBSC). Per IBAF e WBSC ha curato le due edizioni (2011, 2018) di "The Game We Love", la storia del baseball e del softball internazionali.

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