Come sono onesti i tedeschi…

Qui se lasciate un cellulare sul treno lo ritrovate. Anche in Italia, peró…

Ragazzi, che onore mi fate! Parlate del mio diario anche nel 'forum'. Che onore, ripeto. Al visitatore che si chiedeva come farà quando finiranno gli Europei, propongo una soluzione: convinca l'editore di baseball.it a lasciarmi in giro per il mondo tutto l'anno, così che il Diario possa diventare una rubrica fissa.
Altra alternativa, non c'è. Potrei anche pubblicare il mio diario personale, ma rischierebbe di essere un po' noioso…

Uno dei primi giorni vi descrissi il lungo viaggio da Bonn a Colonia come 'bucolico'. Ecco, un altro po' e ve lo definirei solo 'lungo'. Perchè in effetti non si arriva più e se dovessi tutti i giorni portarmi allo stadio di Colonia, credo che sceglierei una residenza più vicina, rispetto alla periferia di Bonn.
Per ovviare alla lunghezza del viaggio, ho deciso di fare come tutti i tedeschi: mi sono portato un libro.
Non so se lo avete notato, ma i 'lettori da mezzo pubblico' (specie diffusissima nelle grandi città come Parigi, Londra o New York) sono molto curiosi sul tipo di libro che sta leggendo il collega del posto di fronte. Oggi, ad esempio, una ragazza che leggeva 'Hannibal' continuava ad allungare il collo per vedere cosa leggevo io.
A voi lo dico: mi sono portato in treno 'Doppio sogno' di Schnitzler, il romanzo breve da cui Kubrick ha tratto 'Eyes wide shut'. So che ci sono letture meno da tromboni, ma questo avevo in valigia…
Portare un libro in metropolitana può anche avere delle contro indicazioni. Ad esempio, per ricordarsi di mettere nella borsa che contiene il computer il libro, si può lasciare sul sedile del treno, che so, il telefono cellulare.
Impossibile, dite? Uhm…il vostro cronista si è recato alle 18.30 circa nel primo ufficio della stazione di Bonn che ha trovato aperto per dire che aveva lasciato un telefono sul treno, “quello che terminava qui…ma è ripartito adesso”!
Senza scomporsi, l'impiegato ha chiamato qualcuno: “Si, c'è un 'Gastfahrer' (un viaggiatore straniero…curiosa specificazione; perchè, se ero tedesco cambiava qualcosa?) che ha lasciato lì il telefono…”.
Dopo qualche secondo, l'omino mi ha comunicato la lieta novella: “Trovato! Ritorna con il treno delle 18.45”.
Liberi di non crederci, il mio telefonino è tornato. Sempre liberi di non crederci, prima di ridarmelo l'autista ha voluto sapere di che marca era. Cioè, secondo il suo ragionamento, io ero uno che aveva carpito la conversazione ed arrivava prima del vero proprietario del telefono. O ero uno che, visto il telefono abbandonato, non lo aveva preso direttamente, ma si era inventato tutta la soria per farselo consegnare dalle loro mani. A volte l'umanità mi sorprende e quasi mai lo fa in positivo.

Dopo aver tanto rotto con il caldo, oggi abbiamo preso un bel po' d'acqua. Mentre i nostri azzurri andavano per aria che era un piacere sui lanci degli spagnoli, io mi riparavo sotto un ombrellone marchiato Motta. Ad un certo punto, sotto l'ombrellone si è presentato Oliver.
Chi è Oliver? E' un giornalista di Bild che funge da Addetto Stampa del campo di Colonia. Non degnati il sottoscritto e Maurizio Caldarelli di una parola, Oliver ha subito abbracciato e baciato Marina Parola. Poi ha raccontato una storia piuttosto inverosimile: “Devo fare una trasmissione televisiva sull'Italia e mi servono informazioni. Me le dai, Marina?”.
Vedo che i metodi non cambiano, anche a latitudini diverse. E vi butto lì che Oliver è perlomeno il dodicesimo teutonico che si avvicina a Marina con una scusa di questo genere.
Tra le altre cose, il nostro ha raccontato che pochi mesi fa, in vacanza in Italia, ha dimenticato il cellulare su un taxi e si compiaceva del fatto che glielo avessero restituito. “Mi fa piacere che gli italiani siano così onesti”. Anche a me che lo siano i tedeschi, Olli!
Mentre eravamo in sala stampa (meglio: nel container stampa…) il collega olandese Pim Van Nes ha chiamato dalle 400 alle 600 volte per aggiornarci su Olanda-Croazia. Alla fine, il sollievo: ha vinto l'Olanda. Confermo: ho scritto sollievo. Perchè vi immaginate raccontare di una finale dell'Europeo Italia-Francia, che strazio? Per non parlare poi di una finale Francia-Russia…

Battuta senza troppa gloria la Spagna e superato l'incidente del cellulare, sono tornato a Bonn. Avvicinandomi allo stadio 'Rheinaue' sentivo tanti di quei cori Deutschland, Deutschland che come minimo li stavano massacrando, i russi. Arrivo dentro e sono 7-3 per la Russia. Vado al bar a prendere da bere (ormai tattica di ferro: bevo lì, così non devo dare i 2 marchi di cauzione…) e sono 10-4. Cos'abbia la gente da esaltarsi, non si sa.
Comunque vince la Russia e io mi appropinquo alla panchina per intervistare il manager russo (so che l'aggettivo 'russo' si ripete, ma sinceramente non trovo un sinonimo. Quando erano 'sovietici', era più facile).
Dire che sono accolto con simpatia, è perlomeno azzardato. Finalmente mi si avvicina un tizio in divisa che, in un Inglese dall'evidente accento americano, mi informa: “Ti aiuto io”. Il nostro, Bob Protexter, è americano dell'Iowa.
Caro Bob, i miei complimenti. Perchè un americano che va a fare il coach di baseball in Russia ha davvero un che di eroico.

Sostiene Bild che una setta di derivazione aliena (avete presente il telefilm 'X-Files'? Forse qualcuno lo ha preso troppo sul serio….) si prepara a clonare Hitler. E' la prima cosa che ho visto oggi. Se il buongiorno si vede dal mattino….
Il primo sabato di Agosto é bigio, qui a Bonn. Ogni tanto cade qualche goccia di pioggia. Mi sento giá piú in Germania.
A dopo, ci ritroviamo per la cronaca delle semifinali.

Informazioni su Riccardo Schiroli 1195 Articoli
Nato nel 1963, Riccardo Schiroli è giornalista professionista dal 2000. E' nato a Parma, dove tutt'ora vive, da un padre originario di Nettuno. Con questa premessa, non poteva che avvicinarsi alla professione che attraverso il baseball. Dal 1984 inizia a collaborare a Radio Emilia di Parma, poi passa alla neonata Onda Emilia. Cresce assieme alla radio, della quale diventa responsabile dei servizi sportivi 5 anni dopo e dei servizi giornalistici nel 1994. Collabora a Tuttobaseball, alla Gazzetta di Parma e a La Tribuna di Parma. Nel 1996 diventa redattore capo del TG di Teleducato e nel 2000 viene incaricato di fondare la televisione gemella a Piacenza. Durante la presentazione del campionato di baseball 2000 a Milano, incontra Alessandro Labanti e scopre le potenzialità del web. Inizia di lì a poco la travolgente avventura di Baseball.it. Inizia anche una collaborazione con la rivista Baseball America. Nell'autunno del 2001 conosce Riccardo Fraccari, futuro presidente della FIBS. Nel gennaio del 2002 è chiamato a far parte, assieme a Maurizio Caldarelli, dell'Ufficio Stampa FIBS. Inizia un'avventura che si concluderà nel 2016 e che lo porterà a ricoprire il ruolo di responsabile comunicazione FIBS e di presidente della Commissione Media della Confederazione Europea (CEB). Ha collaborato alle telecronache di baseball e softball di Rai Sport dal 2010 al 2016. Per la FIBS ha coordinato la pubblicazione di ‘Un Diamante Azzurro’, libro sulla storia del baseball e del softball in Italia, l’instant book sul Mondiale 2009, la pubblicazione sui 10 anni dell’Accademia di Tirrenia e la biografia di Bruno Beneck a 100 anni dalla nascita. Dopo essere stato consulente dal 2009 al 2013 della Federazione Internazionale Baseball (IBAF), dal giugno 2017 è parte del Dipartimento Media della Confederazione Mondiale Baseball Softball (WBSC). Per IBAF e WBSC ha curato le due edizioni (2011, 2018) di "The Game We Love", la storia del baseball e del softball internazionali.

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