E' caduto definitivamente il mito dell'efficienza teutonica

L'Europa unita significa che facciamo a gara a copiarci i vizi?

Qualcuno, nel triangolo Milano-Los Angeles-Colonia, è in possesso del carica batterie del mio cellulare. La Lufthansa mi ha recapitato la valigia con tante scuse ma senza questo ausilio importante.
Tutto ciò, oltre che essere seccante, mi impedisce di poter telefonare qando voglio. Dopo anni di cellulare dipendenza, mi sento quasi nudo.
L'impiegata Lufthansa mi ha chiesto di inviare un fax per segnalare che oggetto è sparito e che prezzo gli attribuisco. L'ho fatto fare dalle 2 impiegate della reception, che ormai quando mi vedono la buttano sul ridere, visto che devo essere il cliente che ha creato più problemi nella storia di questa struttura.

A parte questo, i tedeschi sono forti. Le loro città sono molto belle, con il centro tutto pedonale e la struttura 'ad anelli' che evita quasi costantemente gli ingorghi di traffico. Non c'è granchè di antico da visitare, ma come sapete le città tedesche hanno avuto qualche problema, verso la metà degli anni '40 del 900, e sono state ricostruite in fretta, senza tanti dibattiti sul “com'era dov'era”.
Sul trasporto pubblico, poi, ci fanno costantemente vergognare. Sento da anni parlare in Italia di 'metropolitane leggere' come se fossero astronavi dotate di 'motori a curvatura'. Beh, qui le hanno già e perfettamente funzionanti.
Ieri ero a Colonia, come sapete. Dal mio albergo a piazza Duomo ci vuole una bella ora con la cosiddetta U Bahn. Ma è un'ora rilassante. Il convoglio costeggia il Reno in un paesaggio quasi bucolico. Le rive del grande fiume sono invase da bagnanti della domenica e le sponde sono percorse da amanti del jogging e dei pattini a rotelle. Tutto molto tranquillo.
I tedeschi sono forti, dicevo. Salgono sulla U-Bahn con la bici. Niente di creativo, sia chiaro: esiste un'apposita tariffa per chi sale in bicicletta.
Colonia è sempre la stessa. L'ho visitata in 3 decenni diversi e non l'ho trovata per niente cambiata. Presso Neumarkt, il vero centro, hanno anche allestito un campo da beach volley, con tanto di sabbia. Si sa che per i tedeschi è quasi un obbligo 'vivere' la città. Comunque, ieri giocava una 'biondissima' in bikini. Molto scarsa, come giocatrice. Ma a livello di pubblico ha fatto comunque il pieno di italiani.
Lo stadio di Colonia è immerso nel verde. Bellissimo. Peccato che la postazione stampa abbia esattamente il sole… nei denti. Roba da finire arrostiti. Disperato l'arbitro spagnolo Ruiz: “Abbiamo preso gli unici 3 giorni di caldo dell'anno”. Non so se è così, ma fa molto caldo davvero.
Arbitri: ho fatto il viaggio da Colonia a Bonn con i 3 che hanno diretto Italia-Belgio. Volevo rassicurare alcuni dirigenti che conosco: anche gli arbitri sono esseri umani. Il loro comportamento è come quello di ognuno di noi. Semmai stupisce che si ritengano anche capaci di arbitrare…

I tedeschi sono piuttosto disturbati dal mio essere italiano di dimensione atipica. Lo vedo, ancora oggi per loro l'Italiano è piccolo, nero e con il mandolino.
Niente paura, però. Il segno distintivo degli italiani ce l'ho io come tutti voi: quando passa una bella ragazza, mi volto. Non è mica un delitto, no? Invece loro, i 'crucchi', sembra girino con il paraocchi.

Sono stato in centro a Bonn per fare colazione da Giacomo Il cafè della vostra città, come recita testuale l'insegna. Un cappuccio 3.90 marchi. Alla faccia. Un'acqua minerale da mezzo litro 2.50 marchi: un prezzo da spiaggia della Sardegna a Ferragosto con i bar in sciopero. Una pizza, clamoroso, costa invece dai 10 ai 15 marchi. Tanto come a Parma o Bologna.
In città ho incontrato un gruppetto di azzurri. Franco Casolari mi ha chiesto se gli traducevo un articolo su di lui, dove lo paragonavano ad un 'gigolo'. Ehm…veramente c'era scritto che non lo si potrebbe proprio scambiare per un gigolo di una spiaggia di Rimini. Che roba è? Leggo il titolo: Baseball alla pasta.
In poche parole, dicono che noi italiani siamo grassi. Oddio, per quel che riguarda chi scrive, non è mica tanto un'offesa. Ma Casolari? L'uomo con i muscoli sopra i muscoli, come dice un nostro amico?
Leggete qui: Casolari fa onore alla cucina di mamma…potrebbe offrire un Tiramisù a Berlusconi.
Tutto questo per dimostrare che Il baseball è uno sport nel quale c'è una posizione per qualsiasi atleta.
Ma secondo me, ragazzi, Francone da Anzio (non Nettuno Non ti sbagliare, mi ha detto lui) non lo avete visto bene. O forse quel fuoricampo di sabato contro la Germania vi ha dato un po' fastidio?

E' tutto, amici. Ci risentiamo dopo la sfida di oggi tra Italia e Svezia.

Informazioni su Riccardo Schiroli 1196 Articoli
Nato nel 1963, Riccardo Schiroli è giornalista professionista dal 2000. E' nato a Parma, dove tutt'ora vive, da un padre originario di Nettuno. Con questa premessa, non poteva che avvicinarsi alla professione che attraverso il baseball. Dal 1984 inizia a collaborare a Radio Emilia di Parma, poi passa alla neonata Onda Emilia. Cresce assieme alla radio, della quale diventa responsabile dei servizi sportivi 5 anni dopo e dei servizi giornalistici nel 1994. Collabora a Tuttobaseball, alla Gazzetta di Parma e a La Tribuna di Parma. Nel 1996 diventa redattore capo del TG di Teleducato e nel 2000 viene incaricato di fondare la televisione gemella a Piacenza. Durante la presentazione del campionato di baseball 2000 a Milano, incontra Alessandro Labanti e scopre le potenzialità del web. Inizia di lì a poco la travolgente avventura di Baseball.it. Inizia anche una collaborazione con la rivista Baseball America. Nell'autunno del 2001 conosce Riccardo Fraccari, futuro presidente della FIBS. Nel gennaio del 2002 è chiamato a far parte, assieme a Maurizio Caldarelli, dell'Ufficio Stampa FIBS. Inizia un'avventura che si concluderà nel 2016 e che lo porterà a ricoprire il ruolo di responsabile comunicazione FIBS e di presidente della Commissione Media della Confederazione Europea (CEB). Ha collaborato alle telecronache di baseball e softball di Rai Sport dal 2010 al 2016. Per la FIBS ha coordinato la pubblicazione di ‘Un Diamante Azzurro’, libro sulla storia del baseball e del softball in Italia, l’instant book sul Mondiale 2009, la pubblicazione sui 10 anni dell’Accademia di Tirrenia e la biografia di Bruno Beneck a 100 anni dalla nascita. Dopo essere stato consulente dal 2009 al 2013 della Federazione Internazionale Baseball (IBAF), dal giugno 2017 è parte del Dipartimento Media della Confederazione Mondiale Baseball Softball (WBSC). Per IBAF e WBSC ha curato le due edizioni (2011, 2018) di "The Game We Love", la storia del baseball e del softball internazionali.

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