Il derby della Bay Area

L'Interlega propone la sfida tra San Francisco e Oakland. E noi c'eravamo

Andiamo, Oakland…bum, bum, bum; Forza, Oakland….bum, bum, bum….da-ta-da, da-da-ta-da-ta…Tejada!!!!(inserite un ritmo latino a piacere dopo il da-ta-da).

E’ iniziato tutto con un paio di ragazzini delle superiori che si sono portati il tamburo alla partita. Adesso c’è una sezione intera che suona il tamburo e fa il tifo senza sosta per 9 inning. I ragazzini sono diventai un gruppo di 10 e sono presenti a tutte le partite interne degli Oakland A’S. Suonano una serie di tamburi e sventolano bandiere gialle e verdi e hanno un inno speciale per ogni battitore degli A’S. Sono diventati una parte così rilevante dell’atmosfera che si respira al ‘Net’, che l’agenzia che produce gli spot pubblicitari della campagna abbonamenti degli A’S li ha usati in diversi filmati. Fortissimo…

Sono venuta a Oakland per il ‘rubber match’ (ultima gara di una serie, n.d.t.) della sfida che ha dato l’avvio all’Interlega 2001. Per il quinto anno consecutivo, nonostante le promesse della Major League Baseball, le formazioni del girone ‘ovest’ della National League affronteranno solo le formazioni del girone ‘ovest’ dell’American League durante l’Interlega. Recentemente, il ‘Commissioner’ Bud Selig ha per altro dichiarato che un accordo per estendere l’Interlega a tutte le divisioni potrebbe arrivare entro la prossima stagione.

I Giants hanno attraversato il ‘Bay Bridge’ per affrontare gli A’S al ‘Net’. Come sapete il ponte unisce la città della Baia all’agglomerato di Oakland, che è a sud est della Baia. La rivalità tra le 2 squadre, e le rispettive città, è profonda. San Francisco è da sempre il gioiello della Costa Ovest e Oakland è considerata la ‘sorellastra brutta”. Le squadre di Oakland rappresentano i classici impiegati ‘mezze maniche’ e i proprietari delle squadre sono nella lista degli eccentrici. Un esempio? Nel Football gli Oakland Raiders non sono certo conosciuti per la loro finezza, mentre i San Francisco 49ers sono un esempio, per la loro correttezza in campo. I loro tifosi sono scherzosamente chiamati quelli del Brie e dello Chardonnay e tendono ad essere dirigenti nel mondo finanziario, nell’industria ‘hi-tech’ e persino negli enti governativi.
Lo stesso tipo di ragionamento si può fare per le squadre di baseball. Gli Athletics sono arrivati nella Baia da Kansas City nel 1968. Il loro proprietario, Charlie Finley, era conosciuto per le sue stranezze, che provocavano sempre discussioni con la MLB a New York. Consentiva ai suoi di farsi crescere barba e baffi (ricordate Rollie Fingers?) Il manager Billy Martin è stato assunto e licenziato così tante volte da non dargli nemmeno il tempo di svuotare i cassetti della scrivania. Finley aveva poi un mulo in carne ed ossa come mascotte della squadra.
Il tono di San Francisco è sempre stato più conservatore. La città di per sé ha una reputazione di livello mondiale, un immagine da conservare. E questo si riflette sulla squadra di baseball, i San Francisco Giants.
Il loro nuovo stadio, il ‘Pac Bell Park’, è il gioiello delle ‘Major’. Domina la Baia di San Francisco e consente anche una splendida vista delle colline della parte est della Baia. Chi ci va, lo fa certamente per vedere una partita, ma anche per ‘avere un’esperienza”. Insomma, non vedrete mai gente che suona tamburi o sventola bandiere al ‘Pac Bell Park’. Al contrario, troverete il massimo a livello di cucina e scelta di vini. Un bel contrasto con la squadra dall’altra parte del ponte.

Il ‘Coliseum’ di Oakland, oggi chiamato il ‘Net’, è tornato ad essere di recente il campo della squadra di Football degli Oakland Raiders. Il loro proprietario Al Davis, che recentemente si è scontrato con i rappresentanti della sua stessa lega, ha chiesto e ottenuto che lo stadio fosse ristrutturato a seconda dei suoi desideri, prima di spostare i Raiders da Los Angeles a Oakland. I politici non hanno fatto una piega: era troppo il desiderio di rivedere i Raiders a Oakland.
Sfortunatamente i cambiamenti hanno rovinato lo stadio, dal punto di vista dei tifosi di baseball. Il ‘Net’ aveva degli splendidi ‘bleachers’ (i posti dietro gli esterni, n.d.t.), molto vicini al campo e con biglietti che costavano solo 4 dollari. Che affare! Potevi portare tutta la famiglia allo stadio per meno di quel che costa andare al cinema! Adesso non più. Quegli splendidi ‘bleachers’ non ci sono più e sono stati rimpiazzati con quello che, sarcasticamente, tutti chiamano ‘Monte Davis’. Un’enorme mostruosità che arriva fino in cielo. Contiene centinaia di posti, ma ha una pendenza così estrema che…hanno assunto guide Sherpa, per accompagnare la gente al posto. (Non ci avete creduto, eh? Comunque, è ripido SUL SERIO!!) Se avete paura dell’altitudine o soffrite di vertigini, non vi sedete mai lì…

Alla partita di domenica sera c’erano 47.859 persone. Molte sedute su ‘Monte Davis’! Ci sono stati più di 140.000 spettatori per le 3 partite con i Giants. Per gli A’S, significa un sacco di gente! La cosa buffa è che metà dei presenti erano tifosi degli A’S, ma l’altra metà era per i Giants. O forse qualcuno tifa… per tutti e due. Si, questo strano fenomeno esiste. Non c’è lo stessa rivalità a base di odio che c’è tra i tifosi dei Mets e degli Yankees. La gente della ‘Bay Area’ tifa per tutte e due le squadre. Seguendo questo ragionamento: Le squadre sulla Costa Est sono le più seguite dalla stampa e visto che le nostre sono in leghe diverse (i Giants nella National, gli A’S nell’American League), n.d.t., facciamo il tifo per 2 squadre della Bay Area…almeno fino alle ‘World Series’. Quindi, se le ‘Bay Bridge World Series’ si ripeteranno (unico precedente: il 1989, Oakland vinse 4-0, n.d.t.), vedrete a quale squadra i tifosi sono veramente fedeli!

L’Interlega è stato un esperimento divertente e di successo, almeno fino a quando i Giants continueranno ad affrontare gli A’S, i Mets a sfidare gli Yankees e a Chicago i Cubs continueranno ad affrontare i White Sox.
Queste partite fanno emergere le rivalità ‘stracittadine’, quelle che ci fanno lasciare l’auto in garage, spegnere il televisore e il telefonino; tutto per andare allo stadio. E’ una rivalità che mette l’uno contro l’altro i vicini di casa, ma anche i fratelli e, addirittura, marito e moglie…ma, alla fine, è solo un gioco. E, quando la partita è finita, una stretta di mano e Ci vediamo domani, mentre guadagniamo l’uscita. Noi americani amiamo la competizione, ma lasciamo per i campi da gioco.

A proposito, i miei Giants non hanno prevalso, nella serie ma, visto che io sono una che vede sempre il lato positivo delle cose, almeno non hanno perse tutte e 3 le sfide!!!
Comunque, aspettate che siano gli A’S a visitare il NOSTRO cortile…

Informazioni su claire 65 Articoli
Claire Matthew è nata e cresciuta nella 'Marin County', poche miglia a nord di S. Francisco.Da bambina ha osservato a 'Candlestick Park' i vari Willie Mays, Willie Mc Covey e Juan Marishal esibirsi con la maglia dei San Francisco Giants. Così, dalla più tenera età, si è innamorata del baseball e ha iniziato a scambiare figurine con i suoi fratelli Chris e Paul.Successivamente il baseball è diventato una professione. Per 5 anni ha lavorato proprio per i Giants come 'coordinatrice degli eventi promozionali' presso l'ufficio 'vendita biglietti'.Il suo secondo amore sono le gare automobilistiche. Claire è stata coinvolta in competizioni di ogni livello, lavorando per diverse 'scuderie' come addetta alle pubbliche relazioni e alle sponsorizzazioni.Oggi è una libera professionista nel settore delle pubbliche relazioni. Il suo ufficio è a Greenbrae, nella California del nord. E' specializzata nell'organizzare eventi per la raccolta di fondi e nell'ottenere spazi sui media per le organizzazioni coinvolte negli eventi.E' la madre 'single' di Alison (20 anni) e Rhianna (19).

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