Vi racconto il mio 'Opening Day'

'Pac bell Park' a San Francisco lunedì 2 aprile: leggete qui, è come essrci stati!

Mi sono alzata presto. La mia ‘ansia anticipatoria’ mi ha fatto subito guardare fuori dalla finestra. Tempo perfetto per il baseball: soleggiato con una leggera brezza. E non troppo caldo.
Un taxi mi ha portata a prendere il traghetto per San Francisco a ‘Larkspur’.
Ho preso il primo traghetto, perché non vedevo l’ora di arrivare allo stadio. C’è troppo da vedere, oggi!

Mi mescolo agli altri tifosi dei Giants. La gente ride e scherza. Non è un lunedì come gli altri!
Sul traghetto c’è qualche uomo d’affari diretto al ‘distretto finanziario’ di San Francisco. In mezzo a tutto quell’arancione e quel nero (i colori dei Giants), questi signori sembrano decisamente fuori posto.
Il ‘Ferry’ è in ritardo e la folla comincia a diventare ansiosa. Ma in poco tempo siamo al punto d’arrivo, che è vicino alla prigione di San Quintino.
Quando scendiamo, i carcerati stanno facendo ‘l’ora d’aria’. Alcuni ci salutano con la mano. Penso che io sto andando alla partita e qualcuno di loro vedrà dall’interno, e per tutta la vita, il recinto elettrificato. Le scelte che si fanno, nella vita…

A San Francisco raggiungo velocemente la stazione della metropolitana. Tempismo perfetto: il treno è già lì. Purtroppo è pieno, ma riesco comunque a infilarmi poco prima che la porta si richiuda. Ci sono tifosi dei Giants seduti ovunque.
In 5 minuti siamo al ‘Pac Bell Park’ e mancano ancora 2 ore all’inizio della partita. C’è molto da vedere, comunque.
Appena arrivo in campo, noto che lo spettacolo è iniziato. Ci sono telecamere e giornalisti ovunque e in questo clima di follia i Giants stanno facendo allenamento di battuta. Mi passa accanto Chris Berman di ESPN. So che gli piacciono i Giants.
I PADRES di San Diego sono appena arrivati in campo per gli esercizi di riscaldamento. Ho davanti a me Tony Gwynn. Mi sembra in forma. Il loro manager Bruce Botchy sta rispondendo alle domande di una televisione. Ha le stampelle, sembra gli sia successo qualcosa al piede destro. Qualcosa di doloroso…mi chiedo se giornalisti e atleti riescono a sentirsi, con tutte queste interviste in corso contemporaneamente.
Guarda, c’è il mio amicone Vida Blue (lanciatore ‘superstar’ degli anni ’70 per i Giants, n.d.t.) che tiene sotto controllo la folla di giornalisti. Vida sa come manipolare un gruppo di giornalisti! Li lascia e si mette a chiacchierare con Huey Lewis, il cantante rock (ricordate la colonna sonora del film ‘Ritorno al Futuro’? n.d.t.). E’ proprio una bella festa!

Oggi la cerimonia del primo lancio è affidata a Will Clark, che è stato un grande prima base per i Giants. (l’anno scorso era a St. Louis, n.d.t.) Ora si è ritirato. I giornalisti lo attorniano per qualche domanda. Poi l’altoparlante annuncia la sua presenza e si sente un boato: ‘Will the Thrill’ è ancora uno dei preferiti dei tifosi dei Giants.
Il sistema d’amplificazione diffonde adesso una bella canzone ‘jazz’. Che differenza dallo ‘Spring Training’: qui la gente è concentrata su tutto.
Vedo lo speaker ufficiale dei Gaints, Jon Miller. Elegantissimo!

Tony Gwynn è nella ‘gabbia’ di battuta. Il suo ‘swing’ non è davvero male, per un quarantenne. Infatti la telecamera di ESPN lo segue in ogni movimento. E’ arrivato anche Leonard Coppett, un altro che ama i Giants.

E’ ora che vada a prendere da mangiare, perché poi non lascerò il mio posto durante la partita, non si sa mai che mi perda qualcosa. In vostro onore ho ordinato una salsiccia ‘all’italiana’ (chissà poi come sarà, n.d.t.), accompagnata da una coca grande e patatine all’aglio. Grande pranzo! Specialmente le patatine: sono patatine fritte condite con aglio e basilico, il massimo per una partita di baseball.

Sono al mio posto. Nel campo esterno Dick Bright e la ‘SRO Orchestra’ suonano dal vivo. Bella musica. Poi lo spettacolo si sposta a casa base, dove si esibiscono i protagonisti dello spettacolo teatrale ‘Beach Blanket Babylon’. Stanno eseguendo una ‘medley’ di canzoni su San Francisco. Mi raccomando: se venite a San Francisco, non perdetevi ‘Beach Blanket Babylon’. Lo show torna nel prato. E’ la volta di Pete Escovedo e del suo ‘jazz latino’. Pete è una leggenda del ‘jazz’ in tutto il mondo.

Rieccoci a casa base. Stanno consegnando a Dusty Baker il premio di ‘Manager dell’Anno’ per la ‘National League’. Dopo di lui tocca a J.T. Snow; il prima base dei Giants riceve il ‘guanto d’oro’ per la sesta volta consecutiva. Snow è solo uno degli 8 giocatori che sono riusciti a vincere un ‘guanto d’oro’ sia nella ‘National’ che nella ‘American league’. Alla fine, il pubblico impazzisce perché consegnano a Jeff Kent, seconda base dei Giants, il premio di ‘MVP’ della ‘National League’.

Jon Miller chiama in campo i Padres, che si sistemano lungo la linea di ‘foul’ di prima base. Tony Gwynn riceve un bell’applauso. Poi tocca ai Giants, che si posizionano lungo la linea di terza.
Ci alziamo tutti in piedi: Engelbert Humperdink inizia a cantare l’Inno Americano. Sulle ultime note, si dispongono in formazione sopra di noi 3 ‘caccia’ F15 dell’aeronautica militare. Meraviglioso…sento il bisogno di andare ad alta velocità…partono i fuochi d’artificio. Adesso sta a Will Clark, che cammina verso il ‘monte’ per la cerimonia del primo lancio. Il pubblico è tutto in piedi, c’è un frastuono impressionante. Will saluta toccandosi la visiera del cappellino e la folla risponde. La pallina è stata ricevuta da Robby Thompson, ex compagno di squadra di Will e attualmente ‘coach di prima base’ dei Giants. Mentre i ‘caccia’ sorvolano ancora lo stadio, vedo Willie Mays che presenzia mentre innalzano la bandiera che testimonia la vittoria della ‘National League’ 2000 da parte dei Giants. Bello, vero?
A poche file da me si è sistemato Robin Williams con tutta la famiglia. Ha una maglietta arancione e un cappellino in tinta. Robin è un GRANDE tifoso dei Giants.

E adesso si gioca.
Per la cronaca, il primo lancio verso Damian Jackson è strike. I primi 2 out sono su palla al volo. Il terzo out è l’ex giocatore dei BRAVES Ryan Klesko. E adesso vediamo cosa combinano i miei Giants.
Marvin Bernard è out su una palla a terra. Rich Aurilia batte valido. Barry Bonds è al volo. Jeff Kent, accolto dal coro ‘MVP-MVP’, spara una legnata al centro e arriva in seconda in piedi. Purtroppo Rich si deve fermare in terza. J.T. Snow va in base per ball. Spero in Russ Davis ma, dopo 3 ball di fila, finisce al piatto. Giants 0, Padres 0.

Siamo alla seconda metà del terzo. Richie (Aurilia, n.d.t.) spazzola la linea di ‘foul’ di sinistra: doppio. Danno la base intenzionale a Bonds. Intenzionale a Barry per giocarsi Kent? Immagino che Bruce Botchy sappia quello che fa. E immagino bene: Jeff finisce al piatto. E neanche J.T. Snow li fa avanzare. Andiamo all’inizio del quarto.
Accidenti, Barry Bonds ha appena fatto fuori Tony Gwynn a casa base. Bella giocata, Barry. Vai su ESPN, questa sera!

Per vedere il primo punto battuto a casa del 2001 ci vuole in battuta un lanciatore: Livan Hernandez. In base c’era il ‘cocco’ dei tifosi, Bobby Estalella: 1-0. La ripresa però finisce alla svelta sulla volata di Marvin Bernard.
L’attacco dei Padres è velocissimo, così tornano alla svelta i Giants. Barry Bonds: legnata al centro…è fuori! Gran lavoro, signor Bonds! Per lei il primo fuoricampo della stagione!
Passano in base Jeff Kent. Con J.T. Snow in battuta Jeff ruba la seconda. Ahi! I Giants sbagliano il ‘batti e corri’ e Kent è out in terza. Peccato!
Barry va all’esterno. I tifosi nei posti dietro la recinzione impazziscono per lui e Bonds ricambia con un gesto della mano.

Ryan Klesko ha appena centrato un ‘birillo’: la sua legnata è finita in bocca ad Armando Rios a destra. Quando torna in panchina getta via il caschetto. Qualcuno dietro di me gli grida ‘Siediti, animale!’
Sta a Tony Gwinn. Spinge a casa un punto con un singolo interno. Secondo me è errore. Comunque, alla fine del sesto, Giants 2 Padres 1.

Marvin Bernard fa segnare Estalella e poi i Giants riempiono le basi. Al ‘fucile’ di Jeff Kent si chiede di ‘abbattere la selvaggina’. I Padres mettono un rilievo e Jeff finisce al piatto, girando a vuoto un ‘cambio’.

Andiamo all’inizio dell’ottavo. Il vento spazza il campo e mi sembra di essere tornata a ‘Candlestick Park’.
Inizia Mark Kotsay e riceve la base. Sta a Klesko…Kotsay viene quasi fatto fuori in prima, poi Klesko batte alto su Kent. Il battitore dopo colpisce una rimbalzante che supera l’interbase: uomo in prima e seconda. E’ il momento di Dusty Baker, che sale sul monte di lancio e chiede la pallina. Livan Hernandez esce in mezzo ad una ‘standing ovation’. Mentre entra nel ‘dug out’ si tocca il cappellino.
Entra Alan Embree, ma al primo lancio si becca un singolo da Tony Gwynn. A basi piene entra un altro rilievo: Felix Rodriguez.
Battono a terra e la difesa gioca a casa. Out! Estalella vede il corridore staccato e lo fulmina: doppio gioco e fine della ripresa. Gran giocata, Bobby!
All’ottavo non cambia nulla e allora andiamo all’atto finale.

Con l’inizio del nono va ovviamente in pedana il ‘closer’ dei Giants Robb Nen. Una sicurezza: nel 2000 ha chiuso con 41 salvezze. E non si smentisce neanche oggi: 3 uomini, 3 strike out! Vai così, baby! Prima salvezza del 2001!. Il finale è Giants 3, Padres 2: gran bell’inizio di stagione.

I tifosi si riversano in strada e corrono alla stazione della ‘metro’. Le piattaforme di fronte ai binari sono strapiene di gente felice per la vittoria.
Il mio treno ritarda un po’, perché devono sgomberare un binario. Quando arrivo dalla stazione, sono felice di lasciare un treno affollato.
Cammino fino al ‘terminal’ dove mi aspetta il traghetto. Mi siedo all’interno, perché questa sera c’è troppo freddo. L’acqua è agitata e il traghetto si muove tutto. Si sta bene e il movimento dello scafo mi rilassa. Così, prima di arrivare a ‘Larkspur’, mi addormento.
In porto ci devono essere problemi, perché il pilota ha bisogno di 4 tentativi prima di attraccare! Non granché…beh, prendo un taxi.
Mentre viaggio verso casa, mi scopro a sorridere. Grande giornata, oggi. Ci sono ‘solo’ altre 159 partite prima della fine. Non è il massimo?
Buon ‘Opening Day’ a tutti!

traduzione di Riccardo Schiroli

Informazioni su claire 65 Articoli
Claire Matthew è nata e cresciuta nella 'Marin County', poche miglia a nord di S. Francisco.Da bambina ha osservato a 'Candlestick Park' i vari Willie Mays, Willie Mc Covey e Juan Marishal esibirsi con la maglia dei San Francisco Giants. Così, dalla più tenera età, si è innamorata del baseball e ha iniziato a scambiare figurine con i suoi fratelli Chris e Paul.Successivamente il baseball è diventato una professione. Per 5 anni ha lavorato proprio per i Giants come 'coordinatrice degli eventi promozionali' presso l'ufficio 'vendita biglietti'.Il suo secondo amore sono le gare automobilistiche. Claire è stata coinvolta in competizioni di ogni livello, lavorando per diverse 'scuderie' come addetta alle pubbliche relazioni e alle sponsorizzazioni.Oggi è una libera professionista nel settore delle pubbliche relazioni. Il suo ufficio è a Greenbrae, nella California del nord. E' specializzata nell'organizzare eventi per la raccolta di fondi e nell'ottenere spazi sui media per le organizzazioni coinvolte negli eventi.E' la madre 'single' di Alison (20 anni) e Rhianna (19).

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