Unipol Bologna: riecco il 24, da Liverziani a Celli

Lo storico numero non era stato mai più utilizzato e orna in campo dopo essere stato riassegnato per la stagione in corso da Claudio Liverziani, che ha vestito la casacca Fortitudo dal 2002 al 2016, a Federico Celli, neopapà dal 24 gennaio

Fortitudo Baseball Bologna
Federico Celli e Claudio Liverziani, il 24 ritorna a vivere sul campo
© Fortitudo Baseball Bologna

Il numero 24, storicamente indossato da Claudio Liverziani, torna a essere assegnato dall’Unipol Fortitudo Bologna per la stagione in corso.

Protagonista assoluto della storia recente biancoblù, Liverziani ha vestito la maglia della Fortitudo dal 2002 al 2016, sempre con il numero 24 sulla schiena, contribuendo in maniera determinante ai successi del club. Nel corso della sua carriera in biancoblù ha infatti conquistato 5 Scudetti, 5 Coppe Italia e 2 Coppe dei Campioni, diventando uno dei riferimenti più importanti del baseball italiano. Nel luglio 2014 Claudio ha raggiunto due traguardi di assoluto prestigio nella massima serie: 100 fuoricampo e 1000 presenze in quella che all’epoca si chiama IBL (che ora possiamo rinominare Serie A), a conferma di una carriera di altissimo livello e di grande continuità.

Nel rispetto del valore e del significato costruito negli anni, il numero 24 non era più stato utilizzato. Da oggi, tale numero tornerà a calcare la terra rossa del “Gianni Falchi”, affidato a Federico Celli. Il numero 24 assume un valore particolare per Federico, che questo passato 24 Gennaio è diventato papà della sua prima figlia Ludovica.

L’augurio di tutta la società all’atleta è quindi quello di portare alto il numero che gli è stato affidato, contribuendo a scrivere nuove pagine della storia Fortitudo sulle orme di quanto già fatto da Claudio.

A Claudio, la Fortitudo Bologna ha voluto porgere i più sentiti ringraziamenti per quanto rappresentato dentro e fuori dal campo e per il gesto di disponibilità dimostrato, nel segno della continuità e dell’identità biancoblù. Un passaggio di consegne non solo sportivo, ma umano.

 

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