Tiago Da Silva: “Al Classic non lancerò contro l’Italia”

Dopo tre edizioni del WBC, il lanciatore di San Paolo vestirà la divisa del Brasile che debutta venerdì contro gli USA: “Non contro gli azzurri, per una questione di rispetto, per il movimento italiano e la casacca che ho indossato per oltre 10 anni”

Instagram Tiago Da Silva
Tiago Da Silva con la maglia del Brasile al WBC 2026
© Instagram Tiago Da Silva

La grande e innata voglia di salire sul monte di lancio, la possibilità di farlo con la casacca del suo paese di nascita nella competizione a squadre più importante e prestigiosa del baseball. Tiago Da Silva parteciperà al suo quarto World Baseball Classic, ma a differenza del 2009, 2013 e 2017, non lo farà con la maglia della nazionale italiana, ma con la divisa del Brasile. Il quasi quarantunenne pitcher di San Paolo è in preparazione con la nazionale verdeoro che debutterà venerdì 6 marzo a Houston contro gli Stati Uniti.

Allora Tiago, quali sono le sue sensazioni a poche ore dall’esordio? “Sono super emozionato, perchè per me è bellissimo poter giocare per il mio paese dove sono nato, cresciuto e dove ho iniziato a giocare a baseball. E’ bello sapere che i miei familiari, gli amici e tanti brasiliani aspettano di vedere la loro nazionale affrontare una competizione così importante”.

Tiago ha vestito la casacca della nazionale brasiliana per tutto il suo percorso del settore giovanile, ha debuttato con la nazionale A nel 2002 e l’anno successivo fu convocato per i campionati Mondiali a Cuba. Poi, storia nota a tutti, nel 2005 l’arrivo in Italia a Redipuglia, il passaggio a Marina di Ravenna e quindi l’epopea sammarinese con sei scudetti vinti. E soprattutto acquisisce la nazionalità italiana e comincia a giocare con la maglia azzurra.

Sarò sempre grato per chi mi ha dato questa opportunità, a livello di nazionale parlo in particolare di Marco Mazzieri (suo manager in nazionale, ndr), a livello di campionato parlo di Antolini, Mazzotti e Macina a San Marino, ma anche gli amici dei Rangers Redipuglia, tutte quelle persone che mi hanno permesso di alzare il mio livello di gioco e di poter diventare un giocatore professionista”.

Domanda d’obbligo: ma sarà Tiago Da Silva il pitcher partente del Brasile sabato 7 marzo a Houston contro gli azzurri? “Non giocherò contro l’Italia, per una questione di rispetto, per il movimento italiano e per la casacca che ho indossato per oltre dieci anni. Ma sarò prontissimo a giocare contro Stati Uniti, Messico e Gran Bretagna sperando di poter aiutare il Brasile a qualificarsi alla fase successiva del Classic”.

Informazioni su Carlo Ravegnani 323 Articoli
Carlo Ravegnani, nato a Rimini il 31 gennaio del 1968, ha iniziato la carriera giornalistica a 20 anni nell'allora Gazzetta di Rimini, "sostituita" dal 1993 dall'attuale Corriere Romagna dove lavora come redattore sportivo. Collaboratore per la zona di Rimini del Corriere dello Sport-Stadio, il baseball è stata una componente fondamentale nella sua vita: dapprima tifoso sugli spalti dello Stadio dei Pirati poi giocatore nel mitico Parco Marecchia e poi nel Rimini 86, società che ha fondato assieme a un gruppo di irriducibili amici. Quindi giornalista del batti e corri sulla propria testata e alcune saltuarie collaborazioni con riviste specializzate oltre che radiocronista delle partite dei Pirati assieme all'amico e collega Andrea Perari. Negli ultimi anni è iniziata anche la carriera dirigenziale, con la presidenza (dal 2014) dei Falcons Torre Pedrera. La passione è stata tramandata al figlio Riccardo che gioca lanciatore e prima base negli stessi Falcons.

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