Ale Maestri, Gabriele Quattrini e Claudio Scotti attendono tra poche ore la sfida contro Portorico. Umiltà con la giusta carica di entusiasmo, ben consapevoli delle proprie capacità, di quello che abbiamo fatto e di quello che possiamo ancora fare.
“Ho una grandissima fortuna: avere uno staff super completo, con tantissima esperienza – dice Maestri – Io ne ho fatta tanta come giocatore, ma da allenatore ho tanto ancora da imparare e questa è un’occasione grandissima per me. Le decisioni le prendiamo tutte insieme. Io, Francisco, Dave, piuttosto che Jorge, e tutti gli altri allenatori. Il mio lavoro è certamente più facile qua. Consigli da dare prima di una partita importante, come quella con Porto Rico? Ho avuto appunto tanta esperienza come giocatore, adesso mi sto un po’ rinfrescando la memoria a vedere gente come Nola e Lorenzen da cui si impara tanto. Lavorare, anche prima di una partita o anche quando si allenamento, i bullpen pre-gara. Tutto concorre. La calma, il controllo del loro corpo. Sono completamente sul pezzo, sono nel momento. È incredibile vedere come lavorano, vedere che sono sempre in controllo di loro stessi, non escono mai fuori dalle righe. Anche la loro respirazione è sempre sotto controllo. Avere questa capacità di essere appunto in controllo di quello che stanno facendo e capire gli errori che stanno facendo e riuscire a metterli a posto subito dopo. Quindi, per i giovani, guardare gente con tanta esperienza e vedere come fanno loro le cose e imparare da quello”.
Guardando al percorso dell’Italia al Classic, qual è stato il momento in cui hai capito che questa squadra poteva davvero arrivare ai quarti?
“È stata una scoperta continua. Naturalmente c’era la speranza che si riuscisse a fare qualcosa come quello che abbiamo fatto, però poi te ne accorgi lancio dopo lancio, inning dopo inning, partita dopo partita. E’ andato un po’ in crescendo”.

Gabriele Quattrini, l’uomo della vittoria contro la Gran Bretagna e dell’ultimo out contro il Messico: “Arrivare ai massimi livelli e arrivare fino in fondo a qualsiasi competizione, è un obiettivo che chiunque si pone. Siamo qui per rappresentare l’Italia con orgoglio e rispetto per la scritta che abbiamo sul petto”.
In partite così equilibrate e cariche di pathos, qual è l’aspetto mentale che può fare la differenza tra vincere e tornare a casa? “L’aspetto principale è sicuramente riuscire a mantenere la calma. Per me funziona prendere un bel respiro profondo prima di ogni lancio e concentrarmi sul prossimo lancio”.
La sfida con Porto Rico? “Il baseball è strano, ogni partita è differente. Le aspettative sono di continuare con la stessa aggressività di squadra e giocare il nostro baseball”.
Com’è stato chiudere con il Messico? “Emozionante, è la prima volta che lancio davanti a un pubblico del genere. Stranamente però sono riuscito a mantenere la calma e chiudere l’inning a bassi pieni è stata una bellissima soddisfazione. Trovarsi di fronte a un pubblico così, è un momento di crescita. Ti fa scoprire lati di te stesso che magari in altre occasioni non riuscivi a trovare perché è un’emozione incredibile e poterlo fare qui con la maglia nazionale addosso è ancora più grande come emozione. E’ tutto molto bello”.
Claudio Scotti dal debutto con il Brasile alla sfida di stasera. Pensieri e parole: “Emozioni grandissime, battere USA e Messico in quelle partite sono cose che non succedono tutte le volte, stiamo scrivendo la storia e questa squadra ha qualcosa di speciale. Il momento più bello finora direi proprio la vittoria contro gli Stati Uniti, neanche il passaggio turno perché la vittoria contro gli USA è stata una cosa incredibile e speciale”.
Quanto conta l’atmosfera che si respira nello spogliatoio dell’Italia per questi risultati?
“Fondamentale, il gruppo è tutto, quindi se non c’è una buona atmosfera negli spogliatoi fai fatica a portare anche i risultati in campo. Secondo me stiamo facendo un buon lavoro sia fuori che dentro al campo. Porto Rico? Ho visto qualche partita e secondo me abbiamo una buona chance con Porto Rico, alla fine bisogna fare quello che abbiamo fatto fino adesso, né di più né di meno”.
Commenta per primo