Secondo round di semifinali scudetto, ma si gioca solo a San Marino, perché la pioggia torna protagonista e costringe Parma e Macerata a spostare di 24 ore garatre. Sul Titano è un monologo dei padroni di casa (9-1) che tornano avanti nella serie contro la Fortitudo e si portano a una vittoria dalla finale scudetto.
I numeri non tradiscono quasi mai: San Marino ha segnato 9 punti con 13 valide, Bologna ha chiuso con lo stesso numero di valide (4) ed errori (4) nonostante una prova mostruosa in difesa di Alessandro Vaglio autore di giocate da alta scuola. Al resto ci hanno pensato Lage e Mendez, protagonisti in coppia di 16 strike-out, mentre sul monte bolognese, Blanco ha dovuto fare i conti con la potenza del line-up di casa e nel finale Betto ha preservato Rivero concedendo la chiusura a Cantelli.
San Marino mette uomini in base praticamente a ogni inning e visto che il baseball è spesso strano, la squadra di Bindi passa in vantaggio non con il marchio di fabbrica del line-up, ma con un bunt di Batista e uno “slash” di Marlin, con la difesa ospite che va in tilt. Il 2-0 è opera di Angulo, poi al 5° si decide la partita. La Fortitudo dimezza lo svantaggio grazie alla valida di Dobboletta, ma al cambio di campo arriva la prima legnata della serata, un fuoricampo da 2 punti dell’ex Helder. Il 4-1 poco dopo diventa 6-1 con un altro lungo homer di Batista e da quel momento l’Unipol alza bandiera bianca, con San Marino che aggiorna il numero delle valide e dei punti.
Ora garaquattro riservata ai pitcher Afi, sempre alle 20 e ancora sul Titano. Le speranze della “F” sono affidate al terzetto Bassani-Andretta-Crepaldi, per San Marino salirà sul monte ancora Palumbo.
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