San Marino raddoppia con un’incredibile rimonta

Parma perde anche garadue dopo essere stata avanti 5-0 e soprattutto 7-3 all’inizio del nono inning. Clima rovente e due espulsi, si torna in campo lunedì prossimo

Diego Gasperoni
Oscar Angulo ha battuto 2/4 poi è stato espulso all'ottavo inning
© Diego Gasperoni

Per prima cosa la “fredda cronaca” e cioè San Marino batte ancora il Parma Clima (8-7) e si porta due a zero nella serie scudetto 2025. Poi però bisogna focalizzare il momento decisivo di garadue. Parte bassa dell’ottavo inning, due eliminati, Parma è avanti 7-3, ormai avviata verso la vittoria. Il clima è caliente, le squadre sono già uscite tutte dai rispettivi dug-out qualche inning prima ed escono nuovamente quando Angulo batte valido e si rivolge verso Scotti che aveva sottolineato i suoi due precedenti strike-out su Helder e Lino con un’esultanza evidentemente non gradita agli avversari. Il conciliabolo dei quattro arbitri, già in evidente difficoltà a reggere il peso e la tensione della partita, produce una doppia espulsione: fuori Scotti e Angulo. Come spesso succede nel baseball, chi ci perde di più è la squadra costretta a cambiare pitcher. E infatti sarà così.

Riavvolgiamo però il nastro di garadue. Palumbo va dritto senza ostacoli per tre inning, Bocchi sbroglia alla grande una situazione complicata al secondo, poi al quarto Parma piazza il secondo big inning da 5 punti in 24 ore. Ma se quello di garauno era ininfluente visto l’ampio vantaggio dei titani, questo è pesante. Con due out, Di Fabio autore fino a quel momento di giocate da applausi, commette un errore e Parma segna l’1-0 che diventa 2-0 sul singolo di Astorri e soprattutto 5-0 con la valida a destra di Flisi che si trasforma in un triplo con la complicità di Batista.

Bocchi va come un treno, è dominante in pedana poi però dopo 68 lanci di cui una marea di strike (8 kappa e 2 sole valide concesse, sarà la punta azzurra agli Europei), Saccardi lo toglie dal monte forse per preservarlo per una garaquattro che in quel momento sembrava cosa certa. Entra Scotti e San Marino la riapre: un paio di valide, un errore, una chiamata al “Var” che salva Marlin in seconda, due situazioni di scelta difesa con tanto di rbi e si arriva al 5-3. Che dura poco, perché Parma torna a riempire le basi anche grazie a una chiamata (rivedibile) di ostruzione di Angulo nella “ballerina” su Angioi e l’unica valida incassata da Di Raffaele nei suoi ottimi 4 inning (7 strike-out), quella battuta da Mineo, vale il 7-3 ospite.

Si arriva all’8° e all’episodio dell’espulsione che di fatto dà il via a un’altra partita. Al 9° mentre Civit fa il suo dovere, con un rapido “un-due-tre”, Santana incassa il singolo di Diaz per poi complicarsi la vita passando in base Celli, Servidei e soprattutto Batista per il punto automatico del 4-7. Saccardi corre ai ripari ed entra Angioi sul monte (ricordatelo bene questo particolare), Marlin batte in diamante, evita il doppio gioco e produce il 5-7. Quando Helder tocca un innocuo “fly” sul primo lancio, per Parma sembra fatta. Meglio non giocarsi Lino e riempire le basi, ma dal dug-out spunta la sagoma di Proctor. Angioi arriva a uno strike dalla vittoria, ma regala al catcher americano la base del 6-7.  Nel box Pieternella che colpisce forte il secondo lancio verso la seconda base dove però non c’è più Angioi (eccolo il particolare) ma Gonzalez che non riesce a trattenere la palla (o la buca?) e San Marino segna i due punti della clamorosa vittoria.

Ora tre giorni di pausa, si ripartirà lunedì dal Cavalli e Parma per difendere lo scettro dovrà affidarsi al miglior Casanova contro un Lage ancora fresco.

Informazioni su Carlo Ravegnani 326 Articoli
Carlo Ravegnani, nato a Rimini il 31 gennaio del 1968, ha iniziato la carriera giornalistica a 20 anni nell'allora Gazzetta di Rimini, "sostituita" dal 1993 dall'attuale Corriere Romagna dove lavora come redattore sportivo. Collaboratore per la zona di Rimini del Corriere dello Sport-Stadio, il baseball è stata una componente fondamentale nella sua vita: dapprima tifoso sugli spalti dello Stadio dei Pirati poi giocatore nel mitico Parco Marecchia e poi nel Rimini 86, società che ha fondato assieme a un gruppo di irriducibili amici. Quindi giornalista del batti e corri sulla propria testata e alcune saltuarie collaborazioni con riviste specializzate oltre che radiocronista delle partite dei Pirati assieme all'amico e collega Andrea Perari. Negli ultimi anni è iniziata anche la carriera dirigenziale, con la presidenza (dal 2014) dei Falcons Torre Pedrera. La passione è stata tramandata al figlio Riccardo che gioca lanciatore e prima base negli stessi Falcons.

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