Per prima cosa la “fredda cronaca” e cioè San Marino batte ancora il Parma Clima (8-7) e si porta due a zero nella serie scudetto 2025. Poi però bisogna focalizzare il momento decisivo di garadue. Parte bassa dell’ottavo inning, due eliminati, Parma è avanti 7-3, ormai avviata verso la vittoria. Il clima è caliente, le squadre sono già uscite tutte dai rispettivi dug-out qualche inning prima ed escono nuovamente quando Angulo batte valido e si rivolge verso Scotti che aveva sottolineato i suoi due precedenti strike-out su Helder e Lino con un’esultanza evidentemente non gradita agli avversari. Il conciliabolo dei quattro arbitri, già in evidente difficoltà a reggere il peso e la tensione della partita, produce una doppia espulsione: fuori Scotti e Angulo. Come spesso succede nel baseball, chi ci perde di più è la squadra costretta a cambiare pitcher. E infatti sarà così.
Riavvolgiamo però il nastro di garadue. Palumbo va dritto senza ostacoli per tre inning, Bocchi sbroglia alla grande una situazione complicata al secondo, poi al quarto Parma piazza il secondo big inning da 5 punti in 24 ore. Ma se quello di garauno era ininfluente visto l’ampio vantaggio dei titani, questo è pesante. Con due out, Di Fabio autore fino a quel momento di giocate da applausi, commette un errore e Parma segna l’1-0 che diventa 2-0 sul singolo di Astorri e soprattutto 5-0 con la valida a destra di Flisi che si trasforma in un triplo con la complicità di Batista.
Bocchi va come un treno, è dominante in pedana poi però dopo 68 lanci di cui una marea di strike (8 kappa e 2 sole valide concesse, sarà la punta azzurra agli Europei), Saccardi lo toglie dal monte forse per preservarlo per una garaquattro che in quel momento sembrava cosa certa. Entra Scotti e San Marino la riapre: un paio di valide, un errore, una chiamata al “Var” che salva Marlin in seconda, due situazioni di scelta difesa con tanto di rbi e si arriva al 5-3. Che dura poco, perché Parma torna a riempire le basi anche grazie a una chiamata (rivedibile) di ostruzione di Angulo nella “ballerina” su Angioi e l’unica valida incassata da Di Raffaele nei suoi ottimi 4 inning (7 strike-out), quella battuta da Mineo, vale il 7-3 ospite.
Si arriva all’8° e all’episodio dell’espulsione che di fatto dà il via a un’altra partita. Al 9° mentre Civit fa il suo dovere, con un rapido “un-due-tre”, Santana incassa il singolo di Diaz per poi complicarsi la vita passando in base Celli, Servidei e soprattutto Batista per il punto automatico del 4-7. Saccardi corre ai ripari ed entra Angioi sul monte (ricordatelo bene questo particolare), Marlin batte in diamante, evita il doppio gioco e produce il 5-7. Quando Helder tocca un innocuo “fly” sul primo lancio, per Parma sembra fatta. Meglio non giocarsi Lino e riempire le basi, ma dal dug-out spunta la sagoma di Proctor. Angioi arriva a uno strike dalla vittoria, ma regala al catcher americano la base del 6-7. Nel box Pieternella che colpisce forte il secondo lancio verso la seconda base dove però non c’è più Angioi (eccolo il particolare) ma Gonzalez che non riesce a trattenere la palla (o la buca?) e San Marino segna i due punti della clamorosa vittoria.
Ora tre giorni di pausa, si ripartirà lunedì dal Cavalli e Parma per difendere lo scettro dovrà affidarsi al miglior Casanova contro un Lage ancora fresco.
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