La settima finale scudetto consecutiva per San Marino ora è realtà. Come lo scorso anno, i titani eliminano la Fortitudo in semifinale: 3-1 il conto di una serie che ha mandato alle Italian Baseball Series la squadra più completa. Sicuramente più forte e potente nel box, perchè dopo il pareggio nelle due sfide al Gianni Falchi, San Marino ha mostrato tutto il proprio arsenale pur dovendo fare a meno del catcher Proctor. Ma si sa, il baseball è bello perché spesso regala sorprese. Chi ha giocato al posto di Proctor nel line-up dei titani? Lorenzo Di Raffaele, salito alla ribalta in garaquattro con due fuoricampo. Già, i fuoricampo. Ben sette sul Titano davanti agli occhi del manager azzurro Francisco Cervelli, a cominciare da quello in apertura di Gamberini (da 3 punti) che ha acceso le speranze della Fortitudo di arrivare alla bella. Proseguendo poi col primo della serata di Angulo (da 3 punti) che ha riportato subito avanti San Marino.
E mentre Palumbo sul monte comincia a carburare, Andretta finisce ben presto la sua partita sostituito da Bassani che incassa il terzo fuoricampo della notte sammarinese da parte di Di Raffaele (da un punto). Morale della favola, si arriva al sesto inning sul 6-5 San Marino e partita apertissima. Poi i padroni di casa la sparigliano: il quarto fuoricampo (da un punto) della serata è di Marlin, il quinto, un altro solo-homer arriva poco dopo dalla mazza di Vaglio, ma è al settimo che l’Unipol alza definitivamente bandiera bianca, quando Lorenzo Di Raffaele batte il suo secondo fuoricampo della partita (da 2 punti), con la doppietta che riesce anche ad Angulo nella ripresa successiva (da un punto). Per completare la magica serata dei gemelli Di Raffaele, in pedana la chiude Luca, praticamente intoccabile nei suoi quattro inning.
Il “fly” di Marcano è l’ultimo atto della stagione della Fortitudo, salutata dagli applausi convinti dei propri tifosi al seguito. San Marino resta alla finestra e attende Parma o Macerata nelle finali che cominceranno il 3 settembre.
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