La finale scudetto numero 40 nella storia dei play-off si apre con la larghissima vittoria di San Marino sul Parma Clima (16-6). Bisognerebbe controllare gli archivi della Fibs per cercare se nelle precedenti 39 finali scudetto, una squadra sia stata in grado di segnare 10 punti in un solo inning. Quelli che ha clamorosamente messo a segno San Marino nella seconda ripresa. Clamorosamente sì, perché mai si sarebbe pensato a un crollo così improvviso di Casanova, tra l’altro appena uscito da un primo inning chiuso con uno strike-out in tre lanci su Gabriel Lino, tornato dopo due anni a difendere il piatto di casa base dei titani. Le valide di Angulo e uno scatenato Pieternella (4/5 e 5 rbi) sono un campanello d’allarme e dopo il bunt di Diaz, il pitcher di Parma non rischia su Celli, ma si perde poi Di Fabio al punto di colpirlo e punto automatico. L’1-0 diventa 3-0 sul singolo di Batista e il 5-0 sul “line drive” a sinistra di Marlin. Altro punto sulla valida di Helder e la base a Lino diventa l’ultimo atto della partita di Casanova. Gli altri punti arrivano su Nino, col singolo di Di Fabio a fissare il 10-0 a fine ripresa.
Una montagna impossibile da scalare per i campioni in carica, anche perché Paricaguan sul monte di San Marino infila nove out di fila e nel frattempo arriva anche il grande slam di Pieternella ad aggiornare il tabellone: 14-0. Parma ha un sussulto nel sesto inning quando picchia duro sul partente di casa, compreso il fuoricampo da due punti di Geraldo, ma la partita, quella vera s’intende, è finita già da tempo e le ultime riprese servono solo per vedere in pedana Kourtis e Catellani da una parte, Leal e Mendez dall’altra. Garauno si chiude con 22 punti e 26 valide complessivi, totalmente fuori gioco chi aveva pronosticato una partita stretta e a basso punteggio. Vedremo cosa sapranno fare Palumbo e Bocchi, pitcher designati a salire in pedana per la seconda sfida tricolore, sempre a San Marino alle 20.30.
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