L’immagine indubbiamente più curiosa e virale del World Baseball Classic 2026. Un gesto semplice che ha conquistato tifosi e pubblico. Dopo ogni fuoricampo, nel dug out azzurro, è una scena diventata un puntuale refrain. Un bel caffè rigenerante, gentilmente offerto da Vinnie Pasquantino che a oggi ne ha preparati 12. Un’idea brillante che sta interessando anche altre squadre. Ora tutti vorrebbero una macchina da caffè nel dugout. Ma come lo serve il prima base azzurro, ormai esperto in spettacolari spaccate difensive, non lo serve nessuno. Addirittura, con un doppio bacio sulle guance del compagno, tenendogli la testa fra le mani. E sulla macchinetta il numero di casacca dell’autore dell’homerun.
“È solo un modo per scherzare un po’ con alcuni stereotipi italiani: il caffè, i baci… – ha dichiarato a Baseball.it – È nato tutto per divertirci. Quello che vogliamo fare è proprio questo: divertirci e far divertire anche le persone che ci guardano. Finora siamo stati davvero onorati da come l’Italia ci ha accolti e sostenuti, e vorremmo continuare così”.
Non c’è solo la preparazione del caffè per Pasquantino, al suo secondo World Baseball Classic con il Team Italy, ma anche la carica e l’energia che infonde al resto della squadra. Di cui è orgogliosamente capitano. La serata da tre fuoricampo contro il Messico è entrata nella storia del torneo. Mai successo prima d’ora.
“Dal punto di vista personale è stato qualcosa di molto speciale, ma la cosa più importante è stata la vittoria della squadra. E’ stato fantastico vincere quella partita nel modo in cui lo abbiamo fatto. Quello conta davvero. L’Italia ha chiuso il girone imbattuta, con un perfetto 4-0. Il momento più bello”.
Oltre al campo, c’è anche una storia familiare che lega profondamente e orgogliosamente il giocatore all’Italia: “Mio nonno era italiano e ho avuto la possibilità di studiare la storia della mia famiglia e risalire fino all’Ottocento per capire da dove veniamo. Nel 2022 abbiamo fatto anche un viaggio per visitare i luoghi da cui provengono i miei familiari. Di questo sono davvero orgoglioso: della nostra storia familiare e del poter celebrare il motivo per cui oggi sono qui”.
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