Parma fa la voce grossa, ora la finale scudetto è a un passo

Vittoria senza storie in casa dell’Hotsand Macerata (11-2) alla quale non basta cambiare 5 lanciatori che concedono 13 valide e 10 basi

Foto Ezio Ratti/Fibs
Il Parma festeggia la vittoria
© Foto Ezio Ratti/Fibs

Il Parma Clima fa la voce grossa a Macerata, vince (11-2) e ora è a un passo dalla finale. Partita senza storia con i ducali che per la prima volta in 5 gare non commettono errori (contro l’unico dei padroni di casa), battono 13 valide (a 6) e ringraziano per le 10 basi su ball (la metà delle quali a Robel Garcia) concesse dai lanciatori dell’Hotsand. Illuminati ne ha schierati ben 5 (Garbella il perdente), senza riuscire ad arginare l’attacco parmense, mentre Scotti prima e Rivera poi fanno dormire sonni tranquilli a Saccardi.

Partita messa subito sul binario giusto, con 3 punti al primo inning: con un out, infatti, gli ospiti riempiono le basi  con un singolo, una base-ball e un colpito, poi la volata di sacrificio di Gonzalez e la valida da due punti di Helmig (chiuderà a 2 su 4 con 5 punti spinti a casa) fanno 3-0. Macerata ha un sussulto al terzo, quando segna gli unici punti della gara: un colpito, un singolo, una base e un’altra valida per il provvisorio 3-2. La partita dell’Hotsand praticamente finisce qui, mentre il Parma Clima nell’attacco successivo segna quattro volte: singolo e colpito inducono a sostituire Garbella con Garavito ma le cose non migliorano, anzi, perché si caricano le basi, ci sono ancora un colpito e una base per ball, entra Fandino ma il doppio di Helmig taglia definitivamente le gambe ai padroni di casa.

Scotti (vincente) esce dopo 5 riprese e Rivera accompagna la squadra verso la vittoria che ribalta nuovamente la serie. C’è ancora spazio per un punto al sesto e tre al settimo. Da segnalare nel box la buona prova di Leonora (2 su 3) e Gonzales Sanamè (2 su 2 con un doppio). Nel Macerata si “salva” Fabrizio con 2 su 4.

La sfida si sposta ora al “Cavalli” di Parma, dove ai padroni di casa basterà vincere una gara per staccare di nuovo il pass per la finale, mentre l’Hotsand sarà chiamata a compiere l’impresa.

Informazioni su Giovanni Del Giaccio 236 Articoli
Un uomo di baseball "prestato" alla cronaca. Il ruolo di direttore di baseball.it è stato oltre a un onore ed onere una sorta di "rivincita" sul giornalismo in prima linea che mi ha allontanato dai campi di gioco. Nasco giornalista con carta, penna e macchina da scrivere ma non ho mai smesso di aggiornarmi. Ho oltre 35 anni di carriera e una grande esperienza nei quotidiani. Da ultimo ho lavorato al Messaggero e ho vissuto il passaggio dal cartaceo al digitale, creando contenuti per entrambe le piattaforme (carta-web). Sono specializzato in sanità e salute. Laureato in Sociologia alla Sapienza, presso la stessa università ho conseguito la laurea in Comunicazione scientifica e biomedica. Gestisco palinsesti social e sono docente a contratto presso l’università di Genova. Oltre a vicende di cronaca, per questo sito ho seguito il World baseball classic del 2009 e i mondiali under 18 in Corea del 2019. Il lavoro mi ha costretto a rinunciare all’attività nell’Anzio baseball, società per la quale sono stato un pessimo giocatore (ma un fuoricampo in carriera l'ho battuto) e un giorno – quasi per caso – mi sono trovato ad allenare una formazione giovanile. Tante sconfitte ma anche la soddisfazione di vedere qualcuno che ho allenato giocare in serie A. Alla Coach Convention di Bologna del 1989 sono stato tra i promotori dell’inserimento della regola dei 4 punti nella categoria Ragazzi. Tornato in campo con un gruppo di vecchi amici, posso vantare anche la vittoria - da manager - di un campionato di serie C con i "Pirati". Il rimpianto? Non essere riuscito a trasmettere a Sabrina la passione per il baseball, neanche facendole vedere più volte "L’uomo dei sogni". Dei figli, Arianna ha scelto il basket e Gianmarco dopo un paio d'anni ha lasciato il baseball. Amo il mare, la buona cucina ("la minestra di pesce è come un fuoricampo che ti fa vincere la partita all’ultimo inning"), la musica jazz e raccolgo ritagli di giornale. Come diceva il grande inviato Richard Kapucinsky: "Mai stancarsi di studiare il mondo". Per i figli darei la vita e ringrazierò sempre mio padre - per tutti Zi' Carlo - che mi ha fatto conoscere il Gioco. Ah, si è capito vero? Toglietemi tutto ma non il baseball.

Commenta per primo

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.