Nettuno, il baseball “patrimonio immateriale” della città

Deliberato il gemellaggio con Cooperstown. In sala la nipote di Joe Di Maggio e tanti campioni del passato. L’emozione del sindaco Burrini

Comune di Nettuno
Il sindaco, Nicola Burrini, con a fianco Deb Di Maggio durante il consiglio comunale
© Comune di Nettuno

La “Città del baseball” si riprende il suo posto nel mondo ed è pronta a firmare un gemellaggio con Cooperstown, sede della Hall of fame. Il consiglio comunale di Nettuno ha votato all’unanimità il baseball “Patrimonio immateriale della città”. E’ la prima volta che avviene in Italia

In sala anche Deb Di Maggio, nipote di Joe ed erede universale. Quel Joe che nell’allora campo di Villa Borghese spedì praticamente in mare le palline lanciate da Carlo Tagliaboschi che aveva messo a segno due strike. La storia racconta che Di Maggio si tirò su le maniche della camicia e colpì, da quel momento, solo fuoricampo.  Nell’aula consiliare anche i campioni che conquistarono la stella nel 1971: da Giampiero Faraone a Franco De Renzi, da Pietro Monaco a Bruno Laurenzi, insieme agli altri e ai figli o nipoti di chi non c’è più. E poi lo storico dirigente Alberto De Carolis (la figlia, vicesindaco, indossava la maglia numero 24 della Danesi Nettuno) . insieme a Franco Piras, al medico Gaetano Schiavottiello, ai campioni più recenti come Ruggero Bagialemani, Marco Barboni, Massimiliano Masin, Valerio Mastrantonio e tanti altri.

Non potevano mancare il campione del mondo di calcio ed ex giocatore di baseball Bruno Conti, ma neanche l’argento olimpico nel tiro a volo a Pechino 2008, Francesco D’Aniello.

La scelta del Comune di Nettuno arriva nel 55esimo anno dalla conquista della Stella d’oro. “Si tratta di un punto di partenza, il primo passo, per raggiungere l’obiettivo di far riconoscere questo bellissimo sport come Patrimonio dell’Unesco” – dicono dall’ente.
“Nettuno è la città del Baseball – ha detto il sindaco Nicola Burrini, visibilmente emozionato – questo sport fa parte della nostra storia, della nostra tradizione e della passione che mettiamo in quello che facciamo. Questo patrimonio di ricordi, di trofei, di successi che sono nel dna di ogni nettunese, hanno ora un riconoscimento ufficiale. Questo riconoscimento stabilisce ciò sappiamo tutti: il baseball ci unisce, ci rappresenta e ci ha fatto conoscere ovunque”.
All’esterno del Municipio, in piazza Battisti, un maxi schermo ha trasmesso l’evento alla presenza delle squadre giovanili della città e di numerosi cittadini
“Eventi come questo – ha detto l’assessore allo sport e ai gemellaggi Marco Federici – fanno capire l’impegno che questa amministrazione intende mettere sia nel sostegno al baseball e alla sua promozione, sia nelle relazioni di amicizia internazionali che portano ad una crescita sociale, economica e culturale”
Cooperstown ha già deliberato, a breve il viaggio per sancire con una firma lo storico gemellaggio. Per il resto una giornata da consegnare alla Storia. Sì, quella con la s maiuscola,
Informazioni su Giovanni Del Giaccio 228 Articoli
Un uomo di baseball "prestato" alla cronaca. Il ruolo di direttore di baseball.it è stato oltre a un onore ed onere una sorta di "rivincita" sul giornalismo in prima linea che mi ha allontanato dai campi di gioco. Nasco giornalista con carta, penna e macchina da scrivere ma non ho mai smesso di aggiornarmi. Ho oltre 35 anni di carriera e una grande esperienza nei quotidiani. Da ultimo ho lavorato al Messaggero e ho vissuto il passaggio dal cartaceo al digitale, creando contenuti per entrambe le piattaforme (carta-web). Sono specializzato in sanità e salute. Laureato in Sociologia alla Sapienza, presso la stessa università ho conseguito la laurea in Comunicazione scientifica e biomedica. Gestisco palinsesti social e sono docente a contratto presso l’università di Genova. Oltre a vicende di cronaca, per questo sito ho seguito il World baseball classic del 2009 e i mondiali under 18 in Corea del 2019. Il lavoro mi ha costretto a rinunciare all’attività nell’Anzio baseball, società per la quale sono stato un pessimo giocatore (ma un fuoricampo in carriera l'ho battuto) e un giorno – quasi per caso – mi sono trovato ad allenare una formazione giovanile. Tante sconfitte ma anche la soddisfazione di vedere qualcuno che ho allenato giocare in serie A. Alla Coach Convention di Bologna del 1989 sono stato tra i promotori dell’inserimento della regola dei 4 punti nella categoria Ragazzi. Tornato in campo con un gruppo di vecchi amici, posso vantare anche la vittoria - da manager - di un campionato di serie C con i "Pirati". Il rimpianto? Non essere riuscito a trasmettere a Sabrina la passione per il baseball, neanche facendole vedere più volte "L’uomo dei sogni". Dei figli, Arianna ha scelto il basket e Gianmarco dopo un paio d'anni ha lasciato il baseball. Amo il mare, la buona cucina ("la minestra di pesce è come un fuoricampo che ti fa vincere la partita all’ultimo inning"), la musica jazz e raccolgo ritagli di giornale. Come diceva il grande inviato Richard Kapucinsky: "Mai stancarsi di studiare il mondo". Per i figli darei la vita e ringrazierò sempre mio padre - per tutti Zi' Carlo - che mi ha fatto conoscere il Gioco. Ah, si è capito vero? Toglietemi tutto ma non il baseball.

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